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Nome: Agnese Pozzi
un medico, un'illusa, un'utopista, un'idealista, una deficiente alla fine... in questo mondo di "furbi"
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di Marina Salvadore
Berlusconi non mi sta simpatico – premetto che non vado a votare essendomi da lungo tempo dimessa da ITALIANA e rinunciato ai più elementari diritti accessori all’italianità connessi – non mi piace questa sua strumentale “napoletanità” che pretendo gestita dagli autoctoni e non dal solito nordista invasore pur se sorridente e non perfido come i predecessori. Ciò premesso, rilevo comunque che il “commenda” è entrato in Politica non per soldi – come tutti gli altri accattoni, da Di Pietro ai centro-sinistri di ieri e di oggi, ma evidentemente per tutelare il suo patrimonio. Ergo Berlusconi non può dirsi ladro e mariuolo come tantissimi altri macachi assisi sui rami fronzuti del Parlamento. Tanto basterebbe per sottolineare il gradimento di cui gode, ora, da parte anche di molti poveri disgraziati italioti. Non mi piace il suo andare a braccetto con Bassolino: campione della sinistra che avrebbe meritato, in questi vent’anni di indisturbato ladrocinio collegato alla malamministrazione, la persecuzione dei soliti giustizialisti compagnucci di merende… ma ciò che proprio non riesco a mandar giù è che egli, avendone, oggi, potere e connessi strumenti, consenta tutto questo senza approfittare delle grandi contraddizioni che pullulano nella sponda opposta e che sono sotto gli occhi di tutti, anche se la stampa di regime non le strombazza a dovere. A proposito, dico a voi “giornalai” mancini, forse vi è sfuggita la finezza che uno degli ultimi “casalesi” arrestati fa di cognome Letizia, come il papà di Noemi – l’ultimo flop dell’antiberlusconismo in ordine di tempo – e, poco attenti come siete avete perso irrimediabilmente l’occasione di montare un altro utile feuilleton diffamatorio; una chicca: pensate… Berlusconi pedofilo e camorrista! Quei ridicoli esseri dell’IDV da giorni lanciano appelli al commenda: “Va’ dal giudice! Confessa!” semplicemente perché i giudici sono tutti dei loro, sono gli stessi della “scuola del 1992” che da Tangentopoli al processo Contrada, hanno aiutato uno squallido Scalfaro a salire il soglio pontificio, a far fuori un intero arco costituzionale, forse anche a dar fastidio al lavoro alacre di Giovanni Falcone , ad ampliare l’ipogeo dei cadaveri eccellenti e l’altare dei martiri utili… ed altre monumentali imprese. Il silenzio di Luciano Violante, in questo ultimo anno, è a dir poco “assordante”! Ora, veniamo a noi, Berlusconi, c’è qualche stranezza anche nelle tue fila: hai nominato ministro della Giustizia il giovane rampante Angelino Alfano, un siciliano totalmente immerso nella
realtà della cellula insulare italica; quella pentola a pressione sulla quale poggia il culo l’Italia intera perlomeno dai tempi dello sbarco alleato, che fu possibile – come quello precedente di Garibaldi – proprio grazie alla collaborazione fattiva della Mafia… Le procure siciliane paiono godere – da troppo tempo - di un vero federalismo (se non di autentica secessione) della Giustizia, di proposito ignorata dai media continentali, con un bacino di utenza-pentiti che non ha eguali: pressappoco un pentito ogni dieci abitanti… Sui giudici, hai perfettamente ragione, sciùr Commenda: è un fatto storico innegabile che vede il suo principiare nel PCUS, in Palmiro Togliatti eppoi, con la caduta del muro di Berlino grazie a Papa Wojtyla, anche in certe frange ecclesiastiche che in una sorta di massoneria finto-povera si stanno spartendo un bel po’ di ricchezze ed interessi… il Diavolo e l’Acquasanta! Del resto, ad oggi nessuno si è preso la briga di svelare il mistero inquietante dei Beati Paoli e, secondo me, è proprio da lì che bisogna iniziare a riscrivere la storia siciliana che vede soprattutto tra le fila dei manovali della mafia dei baciapile superstiziosi; da costoro e dalla loro gestione occorrerebbe buttare un occhio alle procure – specialmente quelle nissene – ed indagare un po’ sulle scomode parentele ed amicizie di queste sottane rosse al potere, quali i trinaricciuti Messineo, Lumia e il peggiore, l’immigrato Olindo Canali, del quale solo “Megaride” ha trattato più volte, accaparrandosi trafiletti e cronache della laconica stampa locale di Barcellna P.G….eccezion fatta per LA STAMPA mentre IL GIORNALE (il tuo!) con i suoi bravi giornalai e “scrittori di libri di altri” ha ignorato. Ecco! Ciò che appare strano, in questa tua giusta lotta alle sottane rosse, non ultima alla Pimentel-Fonseca ovvero la ricciuta Gandus, è che più volte avresti potuto lanciare corpose controffensive a Travaglio, a Santoro, ai magistrati rossi, se solo avessi imposto al ministro Alfano di ordinare ispezioni in queste Procure… se solo avessi ordinato alle tue televisioni e giornali di aprire inchieste e processi mediatici su queste ambigue sottane. Credo ne sarebbe scaturita una vera e propria rivoluzione che avrebbe fatto piena luce su molti misteri d’Italia… ma credo anche, cao Berlusconi, che tu sia circondato nella tua stessa parrocchia da gente che è attaccata a te, come le cozze allo scoglio, solo per non fare emergere qualche scheletrino… e quest’omertà ed inoperosità dei tuoi stessi acclamatori ti tiene legato mani e piedi, mentre con uno schiocco delle dita della mano destra potresti realmente trionfare. Osserva, in queste IDI DI MAGGIO, o Cesare del Popolo delle Libertà censurate, come allegramente se la spassano certe canaglie inamovibili, tronfie e “facce di corno”…
CONFERENZA SULLA LEGALITA’ DI….. (non l’immaginereste mai) OLINDO CANALI.... «La mia
vicenda è stata ingigantita. Erano valutazioni personali che dovevano restare tali. In ogni caso non voglio più parlarne». Questa la secca risposta del sostituto della Procura di barcellona, Olindo Canali a chi gli ha rivolto domande sulle note vicende che lo riguardano e che sono all’attenzione del Csm, anche a seguito della sua richiesta di trasferimento di sede. L’occasione è stata data dalla conferenza sulla legalità tenuta ieri mattina all’Itc Conti Vinicher. Il tema trattato da Canali è stato: «Educazione alla legalità: capire, accettare, mettere in pratica, credere nelle istituzioni, crescere nella partecipazione”. Folta e partecipata la presenza degli studenti. A fare gli onori di casa la preside Tommasa Basile e la referente per la legalità dell’istituto prof.ssa Wilma Codraro che ha organizzato l’incontro-dibattito. Sono intervenuti tra gli altri, il sindaco Mariano Bruno, l’avv. Emanuele Carnevale, il presidente della società Lipari Porto ed esponente del Rotary club, Nando Corrado e il comandante del Circomare Lipari Luca Politi. Un’ora di relazione e un’altra di dibattito. Con i ragazzi il dott. Canali si è soffermato sull’importanza della figura del professore in quanto portatore di idee, e per questo temuto al pari dello scrittore o del giornalista dal sistema mafioso e sui piccoli gesti quotidiani che rendono un uomo responsabile e rispettoso delle istituzioni e della legalità. Si è parlato inoltre, su richiesta dei ragazzi, di temi strettamente attuali come il lodo Alfano, dei pirati della strada condannati e poco dopo scarcerati, dei lunghi tempi della giustizia, della diversità e soprattutto dei metodi che distinguono la giustizia americana da quella Italiana nonché dei tentativi di delegittimazione della magistratura. Canali, come dicevamo, non ha voluto commentare la sua posizione di magistrato in relazione ai fatti emersi nel processo “Mare Nostrum”, Sull’argomento ha detto solo che «la questione è stata ingigantita». Alla fine ha ringraziato i ragazzi, che lo hanno sottoposto ad un vero e proprio tour de force di domande e curiosità «per la lezione – ha detto – che ha ricevuto da loro». Peppe Paino – GDS"...
Toh! Guarda chi si rivede!… verrebbe da dire, alla notizia che il togato dal ciuffo più fonato d’Italia, tale Caselli si da allo spettacolo anch’egli, sfruttando l’onda di ritorno della popolarità
ormai strettamente connessa – per bieco costume masochistico italico - alle sottane rosse che di Pippo Baudo e Mike Bongiorno se ne fanno un baffo: “ROMA (20 maggio) - Il processo che rischierebbe di mettere in subbuglio il Parlamento andrà in scena venerdì sera. All’Auditorium .”L’annuncio a suon di grancassa non manca di rimarcare che “sullo scranno del giudice, ci sarà una toga come quella di Giancarlo Caselli, “l’uomo che arrestò Totò Riina e mise sotto inchiesta i collegamenti tra mafia e politica, sostenendo l’accusa contro Giulio Andreotti e Bruno Contrada “ mentre – udite udite - alla sbarra, nelle vesti di imputato, ci sarà “ il grande avversario dei magistrati anticorruzione: Gaetano Pecorella, parlamentare e - soprattutto - già avvocato difensore di Silvio Berlusconi.” non mancando di precisare che “… in realtà, i due grandi rivali nelle aule di Tribunale si stimano e si rispettano” : miracoli non dei Santi ma degli scheletri negli armadi di ognuno, a quanto pare… così, venerdì sera, nella Sala Petrassi dell’Anditorium Parco della Musica di Roma, daranno vita al "Processo a Galileo Galilei", una produzione della Fondazione Parco della Musica e della Regione Lazio.Pecorella-Galileo potrà contare su un avvocato difensore d’eccezione del calibro di Paola Severino, vicerettore della Luiss. Ma dovrà vedersela con le accuse che gli muoverà un Pm come Stefano Dambruoso, grande esperto di terrorismo internazionale. Non ci sarà un copione scritto e i protagonisti del processo non faranno prove, in modo da trasmettere alla platea - che al termine sarà chiamata a decidere il verdetto finale - l’immediatezza e la spontaneità di un vero processo penale.” … sulla spontaneità dei VERI PROCESSI PENALI NON ABBIAMO MAI NUTRITO DUBBI, in verità… soprattutto da quando s’è aperta la stagione fortunata (o fortunosa?) del Pentitificio di Stato ovvero del far“marchette” nel Puttanesimo premiante di Procure omologate su tutto il Territorio, così come ampiamente illustrato dall’eccellentissima SCHIFEZZA SUPREMA il dottor Olindo Canali, le cui gesta sono rimaste confinate alla sola stampa locale del messinese e non hanno, per una sorta di “pudore reverenziale molto sospetto”, attraversato lo stretto e affiorate nel continente: sarà per questo che Berlusconi tiene tanto alla realizzazione di quell’orribile ponte? Un extraterrestre che ha avuto la sventura di vivere tra noi sudici mortali, Karol Wojtyla, nei lunghi anni del suo solare pontificato (che abbiamo dimenticato subito) invitava, infatti, ad abbattere muri ed a costruire ponti… ma i notabili – al solito – guardavano al suo indice levato e non all’Infinito ch’Egli indicava… e si sono apprestati, tutti indistintamente commendatori del lavoro, a fare gli ingegneri piuttostoché gli “architetti”!… Come il cane che si morde la coda, nel DI’ 21 delle anacronistiche “IDI DI… MAGGIO” si verifica anche quanto l’Ansa si premura di segnalarci: ”Roma. E' iniziato stamani nell'aula bunker di Rebibbia a Roma il processo al prefetto Mario Mori e al colonnello dei carabinieri Mauro Obinu, accusati ... di favoreggiamento alla mafia. I giudici sono in trasferta nella capitale per l'audizione di collaboratori di giustizia citati dalla procura. Stamani il dibattimento è stato aperto con la deposizione di Ciro Vara che ha iniziato da poco a rispondere alle domande del Pm Nino Di Matteo. La deposizione proseguirà per tutto il giorno, mentre per domani è previsto l'interrogatorio in aula del pentito Giovanni Brusca “.
A quanto pare, il cane girerà vorticosamente su se stesso mordendosi la coda fino ad esaurimento delle Duracell ma nel tempo utile a catapultarsi in orbita, tra satelliti e nebulose lontanissime, irrecuperabile!