rendo pubblico tutto ciò che vi hanno impedito di conoscere

Eccomi

Utente: AgnesePozzi
Nome: Agnese Pozzi
un medico, un'illusa, un'utopista, un'idealista, una deficiente alla fine... in questo mondo di "furbi" DISCLAIMER: Ai sensi dell'art. 5 l. 22 aprile 1941, n. 633, i testi degli atti ufficiali dello Stato e delle amministrazioni pubbliche italiane e straniere non sono coperti da diritti d'autore. Sono invece riservate l'elaborazione e la forma di presentazione dei testi stessi, nonché le massime associate alle pronunce giurisprudenziali. I documenti pubblicati non rivestono carattere di ufficialità. Si declina ogni responsabilità per eventuali errori ed omissioni. in base alla legge n. 62 del 07.03.2001,questi blog non sono una testata giornalistica; sono aggiornati con discontinuità e sono ospitati da una piattaforma di blogging gratuita.Resta salvo il diritto di satira, di critica e di espressione del libero pensiero. Le immagini reperite sul web devono considerarsi di pubblico dominio; quando possibile è citata la fonte; quelle personali, se sul mio blog e per essere salvate, devono avere il mio permesso e ne è comunque vietata la riproduzione parziale o totale a fini di lucro.

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domenica, 25 maggio 2008
AFFARI DECISAMENTE ITALIANI

AFFARI (DECISAMENTE) ITALIANI...

Sul sito http://www.libero.it, nella sezione NEWS, Cronaca/Affari Italiani in data 24 maggio 2008 è apparsa una notizia che sembrava preludere a chissà quali novità sul caso Cogne. "una clamorosa rivelazione" da parte di un neurochirurgo del Fatebenefratelli di Milano, "farà riaprire il processo"....ridicolo! Come definire questo presunto scoop? Possibile che ve ne siate accorti solo ADESSO? A cose fatte, a processo finito...ecco che escono "novità" per le quali gli interessati si sono battuti strenuamente per anni, ed in primis il neurochirurgo, ma solo Grand Hotel e la Prealpina, pubblicarono ciò che lui cercava di far conoscere al publico in merito

Questa è la copia dell'articolo apparso per la prima volta su Grand Hotel nel luglio 2006.

Grand Hotel luglio2006

Fonte: Grand Hotel  , articolo parziale pubblicato nel luglio 2006

PENSATE UN PO' CHE CLAMOROSA RIVELAZIONE

a maggio 2008 !!

VECCHIA DI DUE ANNI! ...

 ....Ueeeeee, giornalistiiii?  Prooontooooo? Ci fate? Ci siete? 

Siete connessi?

Voglio anche dirvi, che come su Affari Italiani, così altri giornalisti, hanno creduto di essere informati su Cogne, ma non è così.  Dopo le dichiarazioni del Neurochirugo (a cui ho doverosamente replicato), ho letto sempre su Affari Italiani, la replica di Viglino, con offese verso lo specialista. Non consento a Viglino di rivolgersi al neurochirurgo con quegli appellativi  ("un folle") ma neppure avrebbero dovuto consentirlo i giornalisti che l'hanno intervistato, se avessero avuto cognizione dei rilievi riportati dal Rapporto-Torri (il libro, sempre il libro Cogne l'enigma svelato; che per la sua natura esula dall'essere un libro e, come dice un  amico, è un vero Rapporto). Se invece di un giornalista semplice  e disinformato, Viglino fosse stato intervistato da un  giornalista-medico informato, le cosa sarebbero andate diversamente e l'intervista avrebbe avuto altri esiti che l'insulto.

Da questo punto di vista mi sento di dare la piena solidarietà al Neurochirurgo per le offese gratuite  e ingiustificare, che ha subito da Viglino.

__________________________________________________________

Cogne: le dichiarazioni del neurochirurgo. Diritto di replica.

(mail inviata a redazione_libero@libero.it )

Spett.le Redazione, voglio controbattere alle affermazioni del Neurochirurgo, quale autrice "a latere" per alcune parti del libro COGNE L'ENIGMA SVELATO (di Maria Grazia Torri, Ed.Giraldi, Bologna Aprile 2007; libro scomodissimo, completamente censurato dai media); dichiarazioni comparse su AFFARI ITALIANI in queste ultime ore. Ciò che mi preme esprimere con fermezza è quanto segue:

1) Maria Grazia Torri, impossibilitata a controbattere a queste affermazioni perchè in pericolo di vita in ospedale, per la parte che riguarda il neurochirurgo e che lei ha riportato nel libro, NULLA ha aggiunto o sottratto allo scritto pubblicato su medforum dallo stesso neurochirurgo; ogni atto pubblicato risulta di pubblico dominio e quindi esente da qualunque millantato diritto d'autore.

Sebbene medforum abbia chiuso i battenti, i file originali sono stati salvati da molti utenti di quel blog di allora e sono anche in possesso di numerose case editrici che consultarono il manoscritto originario; che doveva includere anche la stampa degli interventi sul forum. L'ultimo editore cambiò completamente l'impostazione originaria. Quindi ritengo poco nobile l'affermazione di "beneficienza" a favore di Maria Grazia Torri, che invece, insieme alla sottoscritta, autrice di una campagna stampa battente in internet, ha consentito al neurochirurgo di assurgere alla cronaca, dopo che era stato ignorato insieme al suo aneurisma, per anni. Gratitudine quindi e non "beneficienza"..

2) l'ipotesi di aneurisma, ad essere poi precisi, è stata per prima formulata dalla Dr.ssa Satragni; ipotesi subito messa in ridicolo dai media.

3) i rilievi che nelle vostre news fa il neurochirurgo, non sono affatto quelli presenti nel libro, molto ridotti. Egli per le sue ultime affermazioni, si è avvalso anche di intuizioni di altri colleghi. Ad esempio l'omissione dell'esplorazione anale fu a suo tempo espressa dal Dr. Claudio Sauro, sempre su medforum. Mentre altre affermazioni che lui fa, appartengono al commento all'Atto d'Accusa, pubblicato sul libro, a firma congiunta della sottoscritta e dell'autrice del libro, nonchè ad altre discussioni in internet.

4) Nel libro, COGNE L'ENIGMA SVELATO, che il neurochirurgo ingiustamente non cita, la cosa interessante non è affatto il probabile aneurisma (ipotesi Satragni) in quanto lo stesso neurochirurgo si recò a Cogne (subito dopo la famosa trasmissione col pastico di Vespa, parlò con la famiglia Franzoni-Lorenzi) che non venne assolutamente preso in considerazione dai diretti interessati; inteessanti e del tutto nuovi e forti, e anzi scomodissimi, sono i rilievi sconcertanti sulla dinamica fratturativa; rilievi che non ha certo fatto il neurochirurgo. Le conclusioni cui giunge Viglino non coincidono nel modo più assoluto con i rilievi che egli stesso fa al tavolo anatomico.

5) I dettagli più interessanti sono nel libro, che esorto a leggere, non certo per un presunto "beneficio economico" dal momento che all'autrice in questo momento gioverebbe la salute e non il guadagno; ma per capire che forse i giudici sono tratti in inganno dagli stessi loro periti e non bisogna attaccare loro, ma certi nostri colleghi forse troppo superficiali o forse, francamente incompetenti.

Distinti saluti
Agnesina Pozzi, Medico.



PER DOVERE DI COMPLETEZZA

ECCO COSA APPARIVA IL 4 NOVEMBRE 2006

 su http://www.crimine.net; solo che oggi, lo stesso sito che vanterebbe di essere completo, OMETTE di segnalare ai suoi lettori che esiste un libro (l'unico che abbia rilievi fatti da MEDICI, e non da studentesse, giornaliste e cmpagnia cantante) COGNE L'ENIGMA SVELATO, dal lontano aprile 2007; mister XY o missisXX   che gestisce il sito non lo riterrebbe un libro interessante (è una bugia...ha solo avuto scontri personali con Maria Grazia Torri).Stranamente incoerente, come dichiarazione, dal momento che proprio su quel sito è pubblicato quanto segue, ancora oggi. Mentre il libro di Maria Grazia Torri..è stato in pratica CENSURATO con poca obiettività, anche da crimine.net! E...bravi;

 complimenti vivissimi

per la correttezza della disinformazione di crimine.net

 

Commento di: Dottor Giovanni Migliaccio, Neurochirurgo

OSPEDALE FATEBENEFRATELLI & OFTALMICO
MILANO
20121 Milano Corso di Porta Nuova, 23

Mi sento in dovere sia come cittadino che come medico,di rendere noto quanto appunto è venuto a mia conoscenza e le deduzioni conseguenti, dopo la lettura della perizia necroscopica sul cadavere del bambino Samuele Lorenzi, per la cui morte, ritenuta da causa violenta, è già stata condannata in I grado la sua mamma.

Leggendo infatti attentamente la perizia necroscopica e,visionando il materiale fotografico, non posso non rilevare che in essa vi sono moltissime contraddizioni ed errori di valutazione che ritengo fondata la convinzione che il piccolo sia realmente morto per cause naturali, cioè a seguito di una imponente quanto improvvisa e violenta emorragia cerebrale,a seguito della rottura di un aneurisma,e/o di una malformazione vascolare congeniti.

Gli elementi che non convincono sono molti:

1) Si dice che il piccolo sia stato colpito in regione frontale con 17 colpi ad opera di un arnese largo e pesante! Mi chiedo: come è possibile contare 17 colpi sul capo di un bimbo di tre anni? Il numero di colpi inferti su un corpo si possono contare sul torace, sull’addome, ma non sul cranio

2) A una prima ispezione del cadavere, ictu oculi, non si sono evidenziati lesioni di alcun genere: lo sfondamento del cranio in regione frontale provoca la frattura della base cranica anteriore che si esprime esternamente con un’enorme tumefazione del viso e degli occhi, definita come occhi da procione, patognomonica appunto di frattura della base cranica anteriore.

3) La regione della base cranica anteriore, in ogni sua parte, (tetto orbitario, etmoide, sfenoide)risulta perfettamente integra.

4) In nessuna altra parte del corpo, dalle sopracciglia in giù fino ai piedi, non c’è ombra di una pur minima lesione: è mai possibile che chiunque l’abbia colpito con violenza e in preda ad uno stato psichico quanto meno alterato neanche per sbaglio abbia colpito sul torace sulle spalle sull’addome? E’ vero che il prof.Viglino segnala delle escoriazioni sul 3° e 4° dito della mano destra, diagnosticandole come effetto del tentativo di difendersi dall’aggressore. Ma ragioniamo un attimo: istintivamente chi sta per esser colpito al capo tende a coprirsi, a difendersi con entrambe le mani, non con una sola!

5) Anche l’ipotesi che il piccolo fosse tenuto fermo per poterlo colpire ripetutamente solo sul capo, non è sostenibile perchè si sarebbero dovute riscontrare sul corpo i segni delle mani che lo avrebbero trattenuto

6) Le ferite cutanee sul cuoio capelluto per la maggior parte sono dell’ordine di pochi centimetri di lunghezza e pochi millimetri di profondità.Quale arnese mai ha potuto provocare tali lesioni? Esse sono spiegabili non come l’effetto di un corpo contundente (che ne avrebbe procurate di ben maggiori dimensioni), ma come l’esito della trazione che l’osso fratturato,affondandosi, esercita prima sul periostio, quindi sulla galea, poi sul sottocute e quindi sulla cute(i tre strati di tessuto molle esistenti fra il cuoio capelluto e l’osso cranico)

7) L’esame necroscopico ha evidenziato una emorragia intraventricolare e una emorragia subaracnoidea, senza tracce di ematomi extradurale e/o sottodurale: questi ultimi generalmente tipici delle lesioni traumatiche, mentre l’e.s.a.(emorragia sub aracnoidea) è tipica della rottura di lesioni vascolari. Esiste si una e.s.a. post traumatica, ma con caratteristiche del tutto diverse.

8. Il piccolo è morto circa due ore dopo l’evento: se avesse ricevuto tutti quei colpi sul cranio, sarebbe morto all’istante. Non è possibile sopravvivere oltre pochi minuti dopo aver subito 17 colpi sul cranio!

9) E ancora: il medico del 118 non avrebbe potuto trasportarlo se ne avesse constatato la morte

10) La stessa perizia esclude che le lesioni abbiano potuto creare spruzzi di sangue a distanza come sono stati rinvenuti attorno al corpicino e sulle pareti della stanza. Esatto! Infatti gli spruzzi a distanza non possono che essere riferibili al cosiddetto vomito a getto tipico dell’ipertensione endocranica, ed è più che ovvio che se il sangue, misto a vomito, ha sporcato soffitto, pareti, comodino, abat-jour ecc abbia anche sporcato il pigiama, tra l’altro ripiegato sul letto. Anche le fantasiose perizie sulla “dinamica” di ricaduta del sangue affermano che le caratteristiche delle gocce sul pigiama sono tipiche appunto della goccia che cade dall’alto.

11) Quanto detto al punto precedente esclude completamente l’ipotesi dell’omicidio per due motivi:

a) l’eventuale assassino estraneo non aveva nè il tempo nè un motivo razionale per indossare il pigiama della donna; quand’anche l’avesse fatto nel toglierlo le forme delle macchie di sangue si sarebbero modificate;
b) se a indossare il pigiama fosse stata la madre, si sarebbero dovute riscontrare analoghe macchie di sangue quanto meno sia sul volto che sui capelli di lei stessa

12) L’altra fantasiosa teoria che vorrebbe spiegare le macchie di sangue a distanza come “effetto pozzanghera” dovuto all’arnese arma del delitto che colpisce-intinge-spruzza scaturisce dall’incompetenza scientifica ed anatomica: bisognerebbe ammettere che il cranio si sia riempito di sangue come una bacinella, il che contrasta con la fisiopatologia dei traumi cranici, con l’anatomia e con la logica.

13) Le fratture affondate riscontrate non sono che la conseguenza di trauma cranico a seguito di crisi epilettica insorta a seguito dell’emorragia. La dinamica può essere questa: si verifica il sanguinamento della malformazione con immediato inondamento ventricolare e degli spazi subaracnoidei,(spazi situati tra un solco cerebrale e un altro) da qui l’irritazione della corteccia provoca la crisi epilettica generalizzata (che può essere della durata anche di alcuni minuti), nel corso della quale crisi il cranio ripetutamente “sbatte” contro il muro o contro il letto e si verificano le fratture.

14) Si afferma che la prova inoppugnabile della morte per omicidio sia il corpicino coperto dal lenzuolo come ultimo atto di pietà. Se il bimbo, come ritengo, è stato in preda a una violenta crisi comitiale risulta convincente che, al termine di essa, il lenzuolo possa esser ricaduto sul volto e corpo del piccolo. Qualcuno afferma che il lenzuolo sia stato ben ripiegato: l’eventuale assassino col poco tempo a disposizione non avrebbe perso tempo a “sistemare” il letto. In ogni caso, volendo tenere per buon questo indizio, sarebbe l’unico a favore della morte violenta contro gli innumerevoli a favore della morte naturale.

15) Un’altra prova inoppugnabile di colpevolezza della Franzoni sarebbero gli zoccoli o pantofole sporchi di sangue perche dalla stessa indossati al momento del fatto delittuoso. Come è possibile? Se si ammette, come si ammette da più parti, che l’assassino ha colpito stando in ginocchio sul letto di fronte al bambino e, tenendo conto che in tale posizione i piedi sono coperti, oltre che dal corpo intero, in modo particolare dalle gambe e si trovano appoggiati e “affondati” sul piano del letto, come si può pensare che si siano sporcati di sangue in quel frangente?
Si deve pertanto dedurre che gli zoccoli erano nella stanza non indossati e si sono sporcati come si sono sporcati gli altri oggetti

16) L’evento, su cui vaneggiano ancora i periti, di un ossicino della teca cranica che è “volato” a distanza, deriva dal fatto (che i periti non conoscono) che nelle fratture craniche, soprattutto nei bambini , si trovano “sminuzzamenti” dell’osso che quindi, a seguito dell’ingravescente aumento della pressione all’interno del cervello (che si trova in un ambiente chiuso ed inestensibile), può venir schizzato a distanza, esattamente come il vomito.

17) Nella perizia necroscopica assurdamente si dichiara che lo stato di coma valutato con la scala CGS (Coma Galsgow Scale) e risultato=3, consente la diagnosi di morte:
Non è così! Sappiamo bene che la diagnosi di morte viene accertata con altri parametri e per un certo periodo di tempo (EEG,EKG ecc.). Dal coma, anche con punteggio = a 3, si può uscire.

18) Nella perizia viene affermato anche che il bimbo era già morto quando sono arrivati i soccorsi perchè, (e sarebbe una prova inoppugnabile)quando il medico del 118 ha introdotto nel cavo orale la tipica cannula detta di Guedell per favorire la respirazione, non vi è stato il riflesso della tosse! E’ assurdo: in un paziente in coma profondo non è possibile evocare il riflesso della tosse!

19) Nel rapporto del Pronto Soccorso di Aosta l’ora del decesso viene segnalata alle 09.47

20) Non risulta che sia stato fatto un esame istologico dei vasi del circolo di Willis, (la zona vascolare arteriosa dove vi è maggior frequenza di malformazioni) o di altri distretti vascolari, attraverso il quale si sarebbe potuto evidenziare l’eventuale alterazione delle pareti di uno o più vasi arteriosi.

Rimango esterrefatto come quelli soprattutto che dovrebbero a vere a cuore la volontà della verità e della giustizia, come se tutti fossero presi da una forma di condizionamento collettivo, non si siano soffermati per un solo istante a voler prendere in considerazione, l’eventuale ipotesi alternativa alla morte violenta del piccolo Samuele.

Mi sia consentito anche di sfiorare gli aspetti psichiatrici e psicologici poichè ritengo che gli psichiatri soprattutto, per la stessa natura della loro disciplina, devono tenere conto di mille variabili del comportamento umano, alcune delle quali sono senz’altro il confronto con personalità analoghe, la considerazione delle caratteristiche espressive di un carattere, la valutazione e il confronto delle analogie e via dicendo; è mai possibile che sfugge il comportamento anomalo e cioè del tutto consono con i parametri della normalità della signora Franzoni?

Non vi è, nella storia criminale di tutti i tempi, riscontro di madri infanticide che, in un lasso di tempo più che breve, non abbiano confessato il loro misfatto dimostrando tutta la loro patologia e il loro dramma.
E’ mai possibile che questa donna, la signora Franzoni, non dimostri un minimo cedimento psichico, che dopo oltre tre anni non si ritrovi nei suoi comportamenti qualcosa di anormale?

E non mi si venga a raccontare la storiella dello sdoppiamento di personalità e della rimozione dell’accaduto! : una personalità è doppia per tutta la vita e non la si può nascondere!

E, ancora, come si fa ad asserire che la Franzoni uccide in preda a un raptus e, allo stesso tempo,organizza l’alibi, accompagnando l’altro figlio alla fermata dello scuolabus? Delle due l’una! No?

Ho appreso che i Magistrati inquirenti hanno verbalizzato, oltre alla registrazione della telefonata al 118,che qui trascrivo, anche la testimonianza della centralinista che probabilmente è stata o verrà considerata dai nostri illuminati Giudici come una valutazione psicologica attendibile di una “vera” esperta.
Ecco, e si mediti!:
(Ansa)

Ecco la trascrizione della telefonata fatta da Anna Maria Franzoni alle 8.28 del 30 gennaio 2002 al servizio di soccorso 118 per chiedere aiuto mentre il figlio Samuele era in un lago di sangue nella villetta di Montroz.

Centralino. “Pronto”. Franzoni: “Ascolti mio figlio ha vomitato sangue e non respira, abito a Cogne” Centralino: “Un attimo che le passo subito …” Franzoni: “Fate presto, la prego” (musica d’attesa - tratta da “Le quattro stagioni” di Vivaldi - per alcuni secondi) Operatrice: “Pronto” Franzoni: “Mio figlio ha vomitato sangue, venga subito” Operatrice: “Allora, no, con calma (Annamaria urla e la sua voce si sovrappone) devo avere l’indirizzo, abbia pazienza” Franzoni: “Abito a Cogne” Operatrice: “Il numero di telefono (…). Ecco, Cogne dove?” Franzoni: “Frazione Montroz” Operatrice: “Con calma … Monrò?” Franzoni: “Cosa devo fare?” Operatrice: “Numero civico?” Franzoni: “Ooh … eeh … la prego, sta male!” Operatrice: “Signora, con calma perchè non risolviamo niente. Allora, Monrò?”. Franzoni: “Numero 4 A. E’ già venuta stanotte perchè stavo male io. Vi prego, aiutatemi, non respira … (respiro affannoso, urla incomprensibili)” Operatrice: “Subito … Signora, abbia pazienza, è Montroz o Monrò?” Franzoni: “Montroz”. Operatrice: “Ecco. Numero?” Franzoni: “Oh, mamma mia. 4 A”. Operatrice: “4 A. Signora, allora suo figlio quanti anni ha e come si chiama?” Franzoni: “Tre anni, Samuele”. Operatrice: “Di cognome?” Franzoni: “Lorenzi (interferenza telefonica). La prego, sta malissimo”. Operatrice: “Signora, intanto se vomita non lo tenga …” Franzoni: “E’ tutto insanguinato, ha vomitato tutto il sangue. Non respira …”. Operatrice: “Arriviamo subito, signora” Franzoni: “Grazie” Operatrice: “Mi lasci solo il telefono libero perchè se no …” Franzoni: “Sì, sì, sì, arrivederci”.

L’operatrice, Nives Calipari, ha fatto mettere a verbale (il 24 febbraio 2002) che “anche per vicende più banali sono abituata a sentire persone che vengono prese dal panico e non sanno dare precise indicazioni sui nomi delle persone, sugli indirizzi, sui numeri di telefono o altro. La Franzoni, invece, mi ha risposto con lucidità”.

Spero che la gentile centralinista non venga considerata una esperta in psicologia telefonica, ma considerando gli esperti che si sono occupati del caso…

Quindi, secondo la centralinista,ormai da considerarsi veramente una esperta in una nuova disciplina quella di psicologia telefonica, (chi sarà il Rettore?, il prof. Crepet o il prof.Bruno?) chi è veramente preso dal panico per un caso drammatico non è in grado di comunicare all’ambulanza il proprio domicilio, per cui in casi del genere cosa succede? I soccorsi non devono arrivare perchè, se arrivano all’indirizzo correttamente indicato, si rischia di essere accusati di omicidio?

Amaramente concludo chiedendo agli esperti seri : Per la signora Franzoni, dove sono le prove oggettive che possano far porre diagnosi di personalità schizoide?
Nessuna personalità nè psicopatica nè criminale rimuove veramente il momento di un misfatto e poi di tale gravità! Può mentire ma non rimuovere il ricordo.
E il ricordo di un efferato omicidio pesa su comportamenti e personalità ogni giorno, ogni minuto!
E nascondere una verità di tal tipo per così lungo tempo non è possibile,neanche per le personalità più disturbate.

L’ ipotesi della morte naturale è stata ritenuta e continua a ritenersi assurda, ma quali sono gli elementi clinico-scientifici che sostengono tale assurdità?

Spero che il destino di Anna Maria Franzoni non sia nelle mani di un carabiniere e di una centralinista, oltre a quelle in cui, purtroppo, già è!

Dottor Giovanni Migliaccio

Allego l’ottima analisi fatta dalla collega.
Dr.ssa Agnesina Pozzi
Medico

Egregio Collega Dr.Migliaccio,
nel ringraziarti per avermi dato la possibilità di consultare la Perizia del Prof. Viglino, in merito ai fatti di Cogne, mi permetto, molto umilmente, di fare alcune considerazioni in merito. Senza presunzione ritengo che ci siano molti punti che avrebbero meritato un chiarimento e un’ampia discussione pluridisciplinare, oltre alle sole competenze di un -per quanto illustre- anatomo patologo. Il collega Viglino sembra fermamente convinto della sua verità che, mi ha dato l’impressione, sembra sia stata costruita su un’idea di base, inquinante una capacità di giudizio super partes. Queste note solo per amore del “ragionare” in termini clinici e non strettamente anatomo-patologici; per far presente che spesso una pratica clinica anche modesta, potrebbe essere valido supporto per evidenziare quel “ragionevole dubbio” che eviterebbe forse ad un innocente di andare in galera. Questo caso ha avuto un enorme coinvolgimento mediatico e proprio quella è stata la sorgente dell’ipotesi colpevolista, radicatasi non solo nell’inconscio popolare ma anche in quelle sedi in cui il cittadino dovrebbe trovare perlomeno neutralità di analisi; prima di essere giudicato colpevole. La tua tesi, caro collega, oltre ad essere interessante (e della qual cosa ti sono grata in termini scientifici) è anche coraggiosa perchè controcorrente e pericolosa. Accettando, ma anche solo analizzando le tue validissime considerazioni (dettate da professionalità ed esperienza clinica), si rischia di far crollare un intero universo: quello accusatorio, quello difensivo, quello mediatico, quello popolar-colpevolista. Una tragedia. Per quanto mi riguarda, condivido pienamente le tue osservazioni, lette sul nostro MEDFORUM e mi associo, inviandoti queste note a supporto. Spero coincidano con i tuoi percorsi speculativi; utilizza questo scritto come vuoi . Cordialmente

seguono le mie osservazioni, con la postilla: "Letto ma ancora da rileggere e perfezionare in tempi successivi". (come accadde)

Chiaromonte 28 Giugno 2006 Dr.ssa Agnesina Pozzi

Sul libro: è pubblicata questa relazione del neurochirurgo, la stessa che era su medforum, e in altri siti, quindi di pubblico dominio. Lui invece pubblicò le mie osservazioni su medforum, non ancora complete (8pagine), senza neppure chiedermi il permesso. Per quanto concerne la mia relazione pubblicata sul libro, fu completata in seguito e consegnata al Comando Generale dei Carabinieri di Basilicata (alla fine constava di 24 pagine a fronte delle 8 iniziali). Successivamente venne messa a disposizione di Maria Grazia Torri per la stesura del libro. I diritti non sono mai stati concessi dalla sottoscritta all'editore Giraldi, che neppure mi ha chiesto autorizzazione, fatto proposte o mandata la bozza in correzione.Meno che mai mi ha mandato alcune copie in omaggio. In compenso il neurochirurgo, senza colpo ferire, ne ha avute in omaggio 2o.

Ho sempre a che fare con alti principi di giustizia! Grazie Giraldi. Bravo. Talmente bravo che neppure hai provveduto alla distribuzione del libro, danneggiando, non tanto Maria Grazia Torri  quanto la divulgazione della verità e l'applicazione della giustizia.

_____________________________________________________

DITELO COI FIORI..

OMAGGIO A GIANGAVINO SULAS (OGGI n.23 Giugno 2008)

P6040005

mostruoso fiore fallico dal nome sconosciuto

AYYOO' GIANGAVVINO!

HO LETTO SSU "OGGI" CHE ANCORRA CONTINNUI A SBAVVARE  SU COGNE 

E VVOGLIO DDARTI

ALCUNI  CCCHIARIMMENTI.

1) ribadisco che non essendo tu medico non puoi capire niente di meddicina. Loddici tu insiemme a Viglinno che Samuele erra ggià morto alle 8,30; infatti lo ddice Viglinno che deve far "tornare i conti" con tutti i guai che ha combinnatto con quella perizia. I

l Dr. Iannizzi,

il Dr. Bellini,

un testimone,

quelli del Pronto Soccorso,

dicono che Samuele era ancora vvivo quando l'hanno vvisto.

Infatti c'è

la testimonianza del vicino

la testimonianza della Satragni

la relazzione dell'eliambulanza,

c'è il refferto del pronto soccorso,

in cui risulta che Samuele è morto alle 9,55.

Non si capisce comme mai i giuddici hanno dato ragione ad uno che ha a che fare solo con i mmmorti e non hanno considderratto i refferti medici (che ssonno ATTI GIUDIZZIARRI che devvono farre fede per legge;

altrimenti perchè nessuno ha dennunciato i meddici

per falso in atto pubblico?

2) non essiste nessun rebbus dell'orrario  perchè Anna Maria  avrebbe dovvutto ucciddere con tutta la calma Samuelle, prepararre la colazionne a Davide, lavvarsi, ffarsi la ddouccia, oppure il sangue l'avrebbe inoundata dappertutto. Nessunno l'ha vvvista con i capelli baggnatti e non c'era sangue nella ddoucccia. Non si capisce come mai, se indossava il piggiamma per uccidere il figlio, le macchie fossero anche dall'altra parte e simmettricche (a meno che in questa occassionne, pur di incolparla, si è supposto che fosse  anche trasparrente e il sangue del figlio l'avvesse attraversatta da davvanti all'indiettro per macchiarre anche il rettro del piggiamma)

3) perchè non ccchiedi al tuo amicco Viglinno che dichiara" nella mia carriera, in delitti di analoga ferocia, non mi era mai capitato di vedere le tracce concentrate tutte in un solo ambiente. Quello dove si è consumato l'omicidio. I testi della criminologia anglosassone sostengono che quando le tracce sono presenti solamente in un locale, bisogna ricostruire la dinamica del delitto nell'ambito della casa e della famiglia"

A- perchè invece di pensarre ai testi anglosassouni non ha scritto sulla perizia l'esitto del sopralluoggo, e non ha fatto nessunna annotazionne sulla rotazionne delle goucce di sangue, dovutte alla rotazione degli avambracci di un eventuale assassino, oh Giangavino; e perchè Viglinno  non ha chiesto consulenza a traumatolloggi, neurrochirurghi, pediattri per saperre se è possibile per un bambino morirre per cause diverse dall'omiciddio e con aspetti simil-criminossi. E come mai non ha pensatto al voumitto a getto come veicolo per fare arrivvare fino al soffitto le goucce, datto che lui stesso scrivve che le lesionni non pottevano sssanguinarre così fino al soffitto, ma neppurre spiega come mai il pigiamma non fosse letteralmente inondatto in tutti i lati se davvero l'assassino lo indossava come una tela da imbrattarre stile Jacson Pollock (lo conosci Giangavino)?

B- perchè non ha riportatto nelle conclusioni che offre al giudicce, la frattura in regione OCCIPITALE del tipo a mappamondo? Non l'ha riportata perchè quel tipo di fratture si producono con impatto su superfici ampie e dure e allora le sue conslusioni non sarebbero state coerenti (aggressione frontale).

C- come giustifica le fratture del  solo tavolato esterno per alcune lesioni, supposta la ferocia dell'aggressionne frontale, dato  che in caso di appnlicazione di una forza sulla superficie convessa del crannio si producono PRIMA le lesioni del tavolato interno, per minore raggio di curvatura?

D- perchè non ha neppure scritto sulla perizia gli esiti della TAC, come mi ha fatto notare il collega Massimiliano Fanni Canelles ultimamente?

ayyoooo Giangavino, non ho  nemmeno voglia di picchiarti; semplicemente perchè mi fai tenerezza con quella faccia da topo bagnato, appena scappato da un gatto assassino.

LEGGI IL RAPPORTO TORRI  e poi spiegati perchè Viglino invece di rispondere ai quesiti, dice che gli artefici delle contestazioni a lui  mosse, litigano...(ha letto  forse...Schopenhauer_ l'arte di avere ragione?)  

Cerca di capire, se ci riesci, quello che affermano i medici che hanno contestato Viglino, oh Giangavino, ora che su "OGGI" (giornaletto per nullafacenti, dementi, demotivati, superficiali, annoiati e in stand by ai cessi, dai parrucchieri o dal dentista), ti fai affiancare da un'altra "scienziata disinformata" tua collega, che per incrociare il fuoco su Anna Maria, sceglie Andreoli (te pareva...psichiatra e criminologo..). Continuate così, che vi fate ONORE!

Tra l'altro compaiono anche fantomatici avvocati USA a confortare le ipotesi colpevoliste, secondo i "la letteratura anglosassone" che cita Viglino..

Sai che vi dico? E ve lo dico coi fiori.

P6040005

vedete un pò dove metterlo


Postato da: AgnesePozzi a 06:58 | link | commenti (2)
omaggio a sulas, giangavino sulas oggi