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Nome: Agnese Pozzi
un medico, un'illusa, un'utopista, un'idealista, una deficiente alla fine... in questo mondo di "furbi"
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UN CONTRIBUTO ALLE NOSTRE RADICI
CHIAROMONTE in Provincia di Potenza
Abitanti 2.552
Altitudine 794 mt.
Superficie

Chiaromonte domina
Sorge al centro di tre necropoli, risalenti al III°-VI° secolo a.C. Ovunque si sia scavato anche solo per realizzare una fognatura, sono emersi reperti di straordinaria bellezza, manufatti, utensili, gioielli, vasi decorati finemente; che naturalmente sono andati ad arricchire musei lontani. Certamente i visitatori della Mostra sulle Civiltà del Mediterraneo a Venezia, ricorderanno che i reperti più belli in assoluto, provenivano proprio da Chiaromonte.

Emergevano le mura perimetrali di un edificio di culto, con un pozzetto fregiato di altorilievi in ottimo stato di conservazione; ma furono sacrificati, con il placet dell'allora "ignoranza" delle Belle Arti che ritenne di "scarso valore" il reperimento. Dopo tanti anni l'ignoranza non è cambiata e il nuovo Sindaco ha fatto gli stessi errori o ha lasciato che fossero fatti.

A nulla valsero le proteste dei cittadini, del Parroco e di vari rappresentanti della cultura locale e limitrofa. La documentazione fotografica è custodita al Museo di Policoro. Altri reperti, oltre che in quest'ultimo, sono custoditi al Museo di Metaponto e di Taranto. Altri reperti, son stati sicuramente trafugati, come al solito. Chiaromonte è stata anche una fiorente roccaforte medievale, ricca di attività e di botteghe artigiane. Quando occupai la carica di presidente della Pro Loco "LE TORRI", per la quale elaborai anche i progetto grafico, fornii questa relazione al Coordinamento delle Pro Loco, affinché fosse inclusa nell'opuscolo che avevamo progettato, proprio per ricondurre i cittadini alla loro storia; relazione che vi riporto integralmente e che attualmente è pubblicata sul sito di Chiaromonte.
ECCO COS'HANNO COMBINATO GLI "ILLUMINATI" RESTAURI

Torre medievale della Spiga dopo il criminale restauro
Il paese sorge sulla dorsale fra i fiumi Sinni e Serrapotamo, nell’Appennino Lucano e su di un’altura chiamata Catarozzolo (etimo di origini greche).

Panorama Valle del Serrapotamo NE
Il nome primario non è noto, ma il primo agglomerato d’insediamento, risalirebbe all’età del ferro come alcuni documenti ed enciclopedie affermano, e come testimoniano molti reperti rinvenuti ove ora sorge l’abitato. Ebbe rapporti con città greche della costa ionica ma molti pregevoli reperti si trovano ad oggi nei Musei di Taranto, Policoro e Metaponto. Cittadina fortificata fin dal VII° sec. a. C. la fortezza principale fu distrutta dal console Crasso durante le guerra servile guidata da Spartaco dal 73 al
Poco distante dall’abitato, intorno al 1165, visse Sant’Euplo (evolutosi nel tempo in Sant’Uopo), che aveva il dono di provocare la pioggia. Fu eretta una cappella nella piccola frazione che porta lo stesso nome (sede di fiera verso la fine di maggio). A Chiaromonte, quando piove..non si scherza!
altra Torre della Spiga meravigliosa com'era

…e dopo l'illuminato restauro

Il paese divenne feudo dei Chiaromonte (da cui prese nome) e dei Principi Sanseverino-Bisignano. Nel fiorente periodo feudale, “Clarus Mons” era anche definito “il signore delle valli”, dominando in senso orografico ed economico le due aree. Nel 1300 ospitò il Beato Giovanni da Caramola, un mistico originario di Tolosa, che visse nell’eremo di San Saba presso il fiume Sinni, su una rupe inaccessibile. Nel XIII° secolo fu edificata una cappella, poi distrutta e riedificata nel 1700. Grande centro religioso, Chiaromonte nel 1200 fu sede estiva della Diocesi di Anglona. Nel suo contado ospitò molti conventi: Battifarano fondato dai Basiliani, S. Pasquale fondato dai Pasqualini, l’Eremo dei Torchiaruoli, l’Abbazia di S. Anastasio a Carbone, ed altri conventi nel tenimento di Francavilla, Sicileo e Sanseverino. Il centro storico mantiene la struttura medievale composta da tre cinte, di cui restano tracce risalenti al XIII sec.. I resti delle Torri della Spiga dominano l’altura del paese; il Portello segna invece la cinta muraria esterna. Nel 1800 il paese diede i natali al poeta e patriota Domenico di Giura. Altre più approfondite ed interessanti notizie, si possono trovare su ‘Storia di Chiaromonte’ (Francesco Elefante ed. Reggiani Salerno 1965); altre, d’interesse sociologico sul paese e sui suoi abitanti, è possibile trovarle su ‘Le basi morali di una società arretrata’ di Eduard Banfield (ed. Il Mulino 1962), che proprio su Chiaromonte, da lui denominato "Montegrano" elaborò una tesi sociologica. Il testo ampiamente dibattuto e contestato negli anni settanta è adottato in università americane: a distanza di cinquant’anni, dimostra la sua attualità. Il paese conserva in modo anche inquietante, un ethos strutturato.

Sottopassaggio Via Francesco Leo
Alcuni vicoli hanno scorci panoramici di ineguagliabile bellezza. Caratteristiche sono le cantine scavate nella roccia, dislocate lungo tutta la cinta del paese e ben distribuite a varie esposizioni di luce ed umidità (possibili visite guidate nei periodo estivo). In molte di esse, ancora si produce un ottimo vino i cui proprietari a volte sono orgogliosi di far degustare. Chiaromonte ha numerose fontanelle e vari archi.
Da vedere: il Palazzo Sanseverino (1319),
Da vedere anche la porta più antica, il Portello ed il rione sottostante al livello della piazza.
Il panorama è poi impareggiabile dalle torri della Spiga vi si accede con percorsi interni o esterni al centro storico, così come per gli itinerari delle cantine. Nei dintorni: in c/da San Nicola i ruderi della Certosa di Chiaromonte (1395), i resti della torre dell’Abbazia di S. Maria del Sagittario, i resti del Convento dei Cistercensi in c/da Ventrile, il vecchio mulino in c/da Pietrapica e il bosco in c/da Conocchiella e Magnano.
Insomma