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Nome: Agnese Pozzi
un medico, un'illusa, un'utopista, un'idealista, una deficiente alla fine... in questo mondo di "furbi"
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CARA PALOMBELLI
vola palomba vola...sulle ali sbilenche
di una mezza verità
Anche tu dovresti finalmente smetterla di fare la madonnina infilzata allo spiedo della verità che non riesci ad offrire pienamente. Quella volta al tuo spazio di 2 minuti col neurochirurgo, hai volutamente o superficialmente ignorato i miei rilievi ed hai lasciato che il poveretto facesse il suo show breve e poco convincente (anche perchè striminzito) con il suo strascico di silenzio mediatico. Tutta quella campagna stampa l'avevo fatta io; tu hai chiamato me ed io ti ho dato i recapiti telefonici del neurochirurgo e della tua collega. dopo di che...che bellezza, scegli ciò che può far comodo all'audience: il neurochirurgo del Fatebenefratelli, calabrese di Milano; sul resto...silenzio assoluto. Silenzio sul fatto che una tua collega M.G.Torri, stava per pubblicare un libro; silenzio sulla dottoressa terrona verace (e me ne vanto) di un piccolo paese di Basilicata forse neppure sulle carte geografiche; silenzio sul fatto che una dottoressa sconosciuta avrebbe potuto far crollare il vostro bel teatrino di pseudo-verità, mezze-verità, a-verità. Il giornalismo serio analizza ben bene tutte le componenti di una notizia, coinvolge chi è coinvolto nella stessa, ne discute. Non si fa così. Ma ho capito; si è scelto ciò che non poteva assolutamente stravolgere niente: l'aneurisma del neurochirurgo specialista. Csoì il silenzio era assicurato. Infatti..nessuno ne ha parlato più, nonostante il tuo a-plomb giornalistico, la tua fama, il Tg5. Silenzio assoluto anche sull'aneurisma; e non è normale. Vogliamo chimarlo giornalismo questo? E chiamiamolo "giornalismo" se ci fa comodo come quello che anima i settimanali di gossip che tanto hanno sbavato e senza cognizione reale, sui fatti di Cogne.
Giornalismo da parrucchieri e da messa in piega,
alla gente piace e contenti loro...
Ma a me non piace affatto certo giornalismo da strapazzo. Non era il caso mi rivolgessi a te per Cogne, è stato uno sbaglio.
Non sapevo che avevi "partecipato" allo psicodramma da Vespa, convinta anche tu, per indurre quella povera creatura (antipatica forse ma non per questo colpevole) a confessare.. Se l'avessi saputo prima non mi sarei rivolta a te, e neppure avrei detto che sei una giornalista seria. Mi rimangio tutto.
Stasera, hai continuato a dire che COGNE RESTERA' un mistero...e certo! Fino a che ci saranno giornalisti che vogliono mantenere la gente appesa alla notizia, alla mezza verità.
Chi ha il coraggio tra voi di mettere in piazza e in discussione la perizia Viglino? Chi ha il coraggio di invitare i fratelli Roggeri che hanno denunciato Viglino? Nessuno.
Facile fare i giornalisti così, sarei bravissima anch'io...
Fare i giornalisti significa tutt'altro. Per la maggior parte, in giro, ci sono semplici sciacalli dell'audience.