rendo pubblico tutto ciò che vi hanno impedito di conoscere

Eccomi

Utente: AgnesePozzi
Nome: Agnese Pozzi
un medico, un'illusa, un'utopista, un'idealista, una deficiente alla fine... in questo mondo di "furbi" DISCLAIMER: Ai sensi dell'art. 5 l. 22 aprile 1941, n. 633, i testi degli atti ufficiali dello Stato e delle amministrazioni pubbliche italiane e straniere non sono coperti da diritti d'autore. Sono invece riservate l'elaborazione e la forma di presentazione dei testi stessi, nonché le massime associate alle pronunce giurisprudenziali. I documenti pubblicati non rivestono carattere di ufficialità. Si declina ogni responsabilità per eventuali errori ed omissioni. in base alla legge n. 62 del 07.03.2001,questi blog non sono una testata giornalistica; sono aggiornati con discontinuità e sono ospitati da una piattaforma di blogging gratuita.Resta salvo il diritto di satira, di critica e di espressione del libero pensiero. Le immagini reperite sul web devono considerarsi di pubblico dominio; quando possibile è citata la fonte; quelle personali, se sul mio blog e per essere salvate, devono avere il mio permesso e ne è comunque vietata la riproduzione parziale o totale a fini di lucro.

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

20 anni di storia italiana
500 pagine infami
agnese pozzi cogne enigma svelat
altre versioni via damelio
ancora parlanti
ancora su contrada
angelo falcone
articolo lorenzetto e replica
black out cognitivo
bravo giovanni falcone
caccia allo sbirro
cara anna maria franzoni
cara palombelli
carlo parlanti
caro neurochirurgo
caro viglino
cassazione cogne
certi pissicolochi
chiaromonte
cogne cvd
colonnello garofano
congresso 118
contrada
contrada archiviazione
contro il randagismo
curiosi di retroscena
da basile a vizzini
direttore gente
ego te absolvo
enzo parisi
forum gruppi liberali
franzoni
galullos personality
giangavino sulas oggi
giovanni falcone
giraldeschi raggiri
giuseppe fontana
grazie avvocato
http//wwwmedicitaliait
ignazio dantone
il blog della torri
il caso chico forti in usa
influenza suina
informazione è noi
italia sul 2 piedi in 1 scarpa
i censoridel 19 luglio
i vicini malmostosi
keith hering
la7gold
la perizia viglino
la replica al giornale
la storia vera
la vacca ditalia
la voce di megaride
letizia noemi & co
lettera alla franzoni
lettera aperta di mario giordano
lettera a contrada
le idi di maggio
litalia sul 2
mafia e procure
mafia e secondo risorgimento
maledetta estate
mara grazia torri se nè andata
mattanza cani a scicli
mike bongiorno
morire di censura
morrone & co
nel nido degli scorpioni
olindo canali
omaggio ai caduti di kabul
omaggio a sulas
panzanate e varie
pasqua nonostante tutto
pedofilia
queen
radio radicale barcamp
richiesta danni a contrada
ricostruzione
rodolphe gomberg
rodolphe gombergh
telefonata 118
terremoto abruzzo
tiziano scarpa/ torri/cogne
topa topa senette
tortora
toxic
trasfigurazione
travaglio colluso con la mafia
vade retro neurochirurgo
veronica lario-lì lario-là

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

martedì, 16 settembre 2008
BLACK OUT COGNITIVO

BLACK OUT COGNITIVO....

"Cari Colleghi,
veramente commosso, Vi ringrazio tutti per questa manifestazione di solidarietà.
In particolare ringrazio la dottoressa Pozzi per la sua onestà intellettuale al di là di beghe più o meno importanti che hanno caratterizzato i nostri rapporti.
Il tuo carettere, "sanguigno",Agnesina, di medico in prima linea per difendere la salute della gente, ti fa spesso (e io ne so qualcosa) andare sopra le righe.... ecc

(scritto dal Neurochirurgo su Medicitalia il 25 maggio 2008; in risposta alla mia solidarietà nei suoi confronti, contro gli insulti a lui rivolti da Viglino)..."   

INTERVISTA DI LORENZETTO AL NEUROCHIRURGO

SU "IL GIORNALE"  7 settembre 2008 con mie chiose in rosso scuro

«Da medico io dico che Annamaria Franzoni non è un’assassina. Non ha ucciso Samuele. Però provi per un attimo a mettersi nei panni di una madre che s’è sempre proclamata innocente e risponda a questa domanda: condannato senza prove per aver ammazzato un figlioletto di 3 anni e rinchiuso in galera, lei si batterebbe per ottenere un nuovo processo, col rischio di beccare l’ergastolo, oppure si rassegnerebbe a scontare 16 anni teorici, già scesi a 13 per effetto dell’indulto e ulteriormente riducibili a 6 o 7 con la buona condotta e gli altri sconti di pena?».
Il dottor Giovanni Migliaccio, 60 anni compiuti pochi giorni fa, dirigente dell’unità operativa di neurochirurgia all’ospedale Fatebenefratelli di Milano, lascia che le parole svaniscano fra le volute di fumo della quarta sigaretta. Non si aspetta risposta. Sa già qual è la risposta che chiunque sia provvisto di sano realismo darebbe a questa domanda.
È stato lui a ispirare il libro Cogne. Un enigma svelato di Maria Grazia Torri, la giornalista-scrittrice sopraffatta dal cancro dopo una solitaria battaglia a favore della Franzoni, ed è quindi a lui che bisogna tornare per capire il pasticciaccio brutto di Cogne. Ogni anno esegue personalmente dai 200 ai 250 interventi al cranio e alla colonna vertebrale. Dopo aver letto il referto dell’esame necroscopico compiuto dal professor Francesco Viglino e gli atti dei tre processi che hanno condannato Annamaria Franzoni, il dottor Migliaccio s’è persuaso che il piccolo Samuele sia morto per cause naturali. «Purtroppo anche nell’ultima sentenza della Cassazione leggo soltanto che “la possibilità dell’azione di un estraneo è stata esclusa al di là di ogni ragionevole dubbio”. I giudici perseverano nell’errore di fondo: quello che si dovesse comunque ricercare un colpevole. Mentre in questo caso il colpevole non c’era. L’ipotesi della morte naturale non è stata neppure considerata. Nessuno - investigatore, perito medico o magistrato che fosse - s’è preso la briga di vagliarla».
Il neurochirurgo va ripetendo da anni queste cose, ma l’unica che ha sposato la sua tesi è stata la Torri. «Abitava a 500 metri da qui, per mesi ha frequentato casa mia. Le ho messo a disposizione documenti clinici, carte processuali, tutto ciò che sapevo. Se ne è servita con qualche imprecisione.

NOTA: Maria Grazia purtroppo è morta e non può controbattere...ma io sono testimone che i documenti "clinici" altro non erano che le osservazioni del neurochirurgo pubblicate su Medforum. Gli atti processuali che utilizzammo insieme a Grazia per il libro (sul quale il neurochirurgo non ha apposto nemmeno una virgola) altro non era che l'Atto d'accusa pubblicato da Panorama. La telefonata al 118 era già diponibile in internet. Le varie sentenze erano pubbliche e non certo in possesso del neurochirurgo in via esclusiva. Al neurochirurgo va solo il merito di aver messo a disposizione su medforum (su mia richiesta specifica) l'esame autoptico fatto da Viglino, per dare modo ai medici del forum di formulare opinioni ed ipotesi dopo lo studio dello stesso e non solo in base alle affermazioni del neurochirurgo. Maria Grazia fu letteralmente assillata dallo stesso, affinchè s'interessasse da giornalista alla sua tesi. Il primo libro (rifiutato da almeno 100 editori consultati da Maria Grazia) conteneva molte interviste col neurochirurgo, ma nella stesura definitiva l'editore cambiò tutta l'impostazione e il libro fu RISCRITTO, con la MIA diretta collaborazione, dato che Grazia aveva ripreso a star male proprio per "colpa" delle angherie di neurochirurgo ed editore. In questa stesura definitiva, ciò che appartiene al neurochirurgo è SOLO una sua intervista  e le sue osservazioni cliniche, peraltro già da lui pubblicate in giro in internet.

Ma scrivere non è il mio mestiere, né la medicina era il suo. Io speravo solo che un libro smuovesse le acque, ero convinto che qualcuno si sarebbe deciso a valutare la possibilità di un madornale errore giudiziario. Stiamo parlando di una presunta innocente, la quale, dopo aver perso il suo bimbo in quel modo terribile, viene strappata agli affetti che le rimangono, al marito Stefano, ai figli Davide e Gioele, e incarcerata. E invece niente, non è successo niente».
La famiglia Lorenzi è stata la prima a non cavalcare la sua tesi. Un po’ strano, non trova?

NOTA: Col suocero di Anna Maria ebbi anch'io una corrispondenza chiedendogli come mai non avevano abbracciato la tesi del neurochirurgo e mi scrisse che, avendolo convocato ed interrogato, lui non era stato in grado di spiegare alcuni  dati clinici e per questo abbandonarono quella strada, essendo lacunosa.

«Qualche giorno fa ho parlato col padre di Stefano Lorenzi, marito di Annamaria, e mi sono convinto che la famiglia, già scottata da indagini lacunose e sentenze ingiuste, abbia scelto sia pure a malincuore il male minore per evitare alla condannata una pena ancora più pesante».

NOTA: Il neurochirurgo non ci riferisce però i dati del colloquio con Lorenzi, nello specifico..

La testa che «esplode» era una teoria difficile da sostenere in giudizio.«Mettiamo subito in chiaro una cosa: non è esplosa nessuna testa. Questa semplificazione verbale nasce dalle parole concitate che la Franzoni pronunciò la mattina del 30 gennaio 2002, quando telefonò alla dottoressa Ada Satragni, suo medico curante e vicina di casa, urlandole che Samuele perdeva sangue dalla bocca e che gli era “scoppiato il cervello”. Diciamo che con intuito materno s’era avvicinata alla verità».
E qual è la verità?
«Primo: nel cervello del bimbo si rompe un aneurisma, cioè l’anomala dilatazione congenita di un’arteria. Secondo: si produce un versamento ematico; il sangue finisce negli spazi subaracnoidei, cioè fra le pieghe dell’encefalo, e nei ventricoli cerebrali, che sono le cavità naturali in cui è contenuto il liquor cerebrospinale. Terzo: l’aumento della pressione endocranica, provocato dal versamento ematico, scatena una crisi epilettica. Quarto: il cervello in sofferenza si gonfia rapidamente. Quinto: poiché la scatola cranica non è espansibile, l’aumento di volume dell’encefalo crea inevitabilmente una compressione del tronco cerebrale, ciò che irrita il centro del vomito. Sesto: la crisi epilettica dà luogo a contrazioni violente del capo e degli arti; la testa e le braccia subiscono brusche flessioni in avanti, all’indietro e di lato, vanno a sbattere contro la spalliera del letto e contro il comodino, il che spiega le fratture del cranio e le contusioni al secondo e terzo dito della mano sinistra».

NOTA: Se il piccolo avesse "sbattuto" la testa violentemente contro spalliera e comodino in seguito alla crisi epilettica, ci sarebbero stati ematomi, perlomeno ecchimosi sul cuoio capelluto e ciò invece non è stato. Il primo evento fratturativo riguarda invece la frattura (posterolaterale) ACCIDENTALE DELL'OCCIPITE, frattura  "a mappamondo" le cui onde d'urto hanno dato ripercussioni fratturative anteriormente. I rilievi sulla dinamica fratturativa LI HO FATTI INVECE IO, rendendo del tutto inutile l'ipotesi di un aneurisma. Ciò lo ha fatto imbestialire e spinto, dopo avermi inizialmente lodato sperticatamente, ad insultarmi, calunniarmi, delegittimare le mie osservazioni. Inoltre le cause di emorragia subaracnoidea non riguardano solo la rottura di un aneurisma (..che avrebbe dato segni di sè prima di rompersi, e che comunque è evento oltremodo raro  a quell'età..)

Com’è arrivato a queste conclusioni?
«Leggendo la perizia necroscopica e guardando le foto dell’autopsia che mi sono state messe a disposizione dal suocero della Franzoni. Il professor Viglino descrive come “fortemente appiattite” le circonvoluzioni dell’encefalo, parla di “solchi ripieni di materiale ematico per la diffusa emorragia subaracnoidea” e accerta l’inondamento dei ventricoli cerebrali. Tutte situazioni tipiche del sanguinamento da aneurisma».

Lo stesso quadro può prodursi anche in altre corcostanze. Il cervello reagisce conseguentemente ma anche indipendentemente dal trauma e un piccolo trauma può innescare effetti terribili, così come grandi traumi cranici fratturativi possono lasciare del tutto indenne la coscienza.

Può citarmi casi simili riportati nella letteratura scientifica?
«Casi così paradigmatici non ne conosco. Però questo non significa nulla. È possibile che non siano stati esaminati a fondo oppure che li abbiano archiviati erroneamente sotto altre cause. Esempio: un muratore precipita dall’impalcatura dell’ottavo piano e muore; gli inquirenti si concentrano sulla mancanza delle misure di sicurezza, nessuno va a controllare se il poveretto ha perso l’equilibrio per la rottura di un aneurisma cerebrale».

NOTA: Ho scritto ad oltre 350 neurochirurghi americani per conoscere la loro esperienza su casi simili: zero assoluto. In letteratura non sono noti casi simili e gli aneurismi nella prima infanzia  sono praticamente inesistenti.

Perché s’è preso la briga di contattare i Lorenzi?
«Lo chiami impulso civico, lo chiami coinvolgimento professionale ed emotivo, lo chiami come vuole. Una sera, vedendo per caso Porta a Porta, ho sentito un giudice che parlava dei 17 colpi con cui era stato massacrato Samuele e si portava la mano alla fronte per dare più forza al racconto. Ho subito pensato: e chi li ha contati 17 colpi sul cranio di un bimbo di 3 anni? Sul torace, sulla schiena si possono contare i colpi. Ma su un ovoide no. Faccia lei stesso la prova: picchi più volte con un cucchiaino su un uovo sodo e poi conti quanti colpi ha dato. Impossibile stabilirlo».

NOTA:Questa sua intuizione  fu l'inizio della discussione su dati clinici. Un merito che nessuno gli ha mai tolto ed io nello specifico non solo gliel'ho sempre riconosciuto ma l'ho anche  e più volte ringraziato pubblicamente per aver dato ai colleghi questa opportunità di discussione e confronto...

Idem su una testa fracassata.
«La gente immagina che il bimbo avesse la testa ridotta in poltiglia. Sbagliato. Solo due ferite, le più ampie, erano lunghe 5 centimetri. Le altre misuravano da circa un centimetro a 5-6 millimetri, la più piccola 2-3 millimetri di larghezza e 2 di profondità. Lesioni quasi puntiformi, insomma. L’assassino avrebbe dovuto usare due diversi oggetti contundenti, tipo un martello e un punteruolo.

NOTA: E non solo! Le lesioni sono talmente polimorfe da richiedere almeno 8 differenti armi contundenti..

Addirittura una frattura a mappamondo nella regione parieto-occipitale, senza lesione della cute e quindi compatibile con un violento colpo contro la testiera del letto

 (frattura CITATA da me, perchè da ME messa in evidenza pubblicamente su MEdforum e altre sedi in internet, oltre che nel rapporto consegnato al Comando regione Carabinieri di BAsilicata nel Novembre 2006..)

durante la crisi epilettica, fu scoperta all’obitorio solo dopo la rasatura del cuoio capelluto. Appare un po’ assurdo che la madre sia riuscita a percuotere una zona vicino alla nuca se la testa era adagiata sul cuscino, le pare?».Com’è possibile che il sangue sia schizzato sino al soffitto da ferite di appena 2 millimetri?
«Sto ancora aspettando che qualcuno me lo spieghi. Dal mio punto di vista è dipeso dal vomito a getto, che può arrivare fino a 6 metri di distanza. Il sangue essiccato imbrattava il volto di Samuele, lo attesta la perizia autoptica. Quindi presumo che un potente getto di vomito abbia proiettato sul soffitto parte di quel sangue che colava dalla fronte fino a bagnare la bocca. Invece la Cassazione attribuisce le macchie “al brandeggio dell’arma, munita di manico di una certa lunghezza”. Perbacco, avrebbe dovuto essere un pennello intinto in una bacinella! Ma un pennello non sfonda la teca cranica. Qui non siamo nel Macbeth, non c’è alcun effetto pozzanghera che possa spiegare quegli schizzi. Solo il vomito a getto può spiegarli».

NOTA: Inoltre, non sono state ricercate negli schizzi di "sangue", nè materiale gastrico, nè cellule ossee. Si è solo accertato che quello era il sangue di Samuele.


Come fa a esserne così sicuro?
«È lo stesso professor Viglino nella sua perizia a dichiararlo: “È ben difficile che stante la loro dislocazione si siano potuti produrre spruzzi con proiezione di sangue a distanza se non di qualche centimetro a seguito della lesione arteriosa”. Più chiaro di così! E poi qualcuno mi deve anche spiegare come sia stato possibile che la madre, in preda alla furia omicida derivante da uno stato psichico alterato, abbia inferto i colpi solo alla testa. Qualche fendente su altre parti del corpo le sarebbe dovuto scappare per sbaglio. Hanno sostenuto che le lesioni alle dita di Samuele si sono prodotte mentre il bimbo cercava di difendersi portando la mano sinistra al volto. Ma, dico io, avete mai visto qualcuno ripararsi istintivamente da una gragnuola di mazzate con una mano sola anziché con due?».
Il pigiama indossato dalla madre era insanguinato.
«È francamente arduo pensare che la Franzoni lo abbia lasciato sul letto dopo aver ucciso. Fa sparire l’arma del delitto ma non il pigiama che la inchioda? Andiamo! E poi, quand’anche lo avesse indossato, nel toglierselo le forme delle macchie di sangue si sarebbero modificate. Ancora: possibile che neppure una goccia di quel sangue arrivato fino al soffitto l’abbia raggiunta al volto? Oppure ha avuto il tempo di farsi la doccia e asciugarsi i capelli perfettamente in pochi minuti? L’infallibile luminol usato dai Ris non funziona sul cuoio capelluto, sul viso, sui lavandini, nella doccia? Ma v’è un’altra lacuna sconcertante nella perizia necroscopica».

NOTA: com'è inoltre possibile, ammesso che l'assassino indossasse il pigiama, che alcune macchie  anteriori abbiano fatto uno stampo esatto posteriormente? Hanno forse "attraversato" l'assassino?

Quale?
«Poiché fu ventilata l’ipotesi che il delitto fosse stato compiuto da un maniaco, mi sarei atteso che il professor Viglino ispezionasse anche la regione genitale e perianale per escludere la violenza sessuale.

NOTA: questo rilievo è stato fatto dal Dr. Sauro di Badia di Calavena (Verona) proprio su Medforum. Altri medici  e utenti ne sono testimoni. Il neurochirurgo questa cosa non l'ha mai detta!

Con mia grande sorpresa ho invece constatato che la sezione cadaverica è stata eseguita soltanto sugli organi del collo, del tronco e dell’addome. Hanno controllato il cuore, i polmoni, lo stomaco, i visceri, ma non il resto. Basterebbe già questo a invalidare l’esame medico-legale».
Ha provato a confrontarsi con Viglino?

NOTA: Viglino è stato irreperibile anche per Maria Grazia e me, provammo a cercarlo sul sito dell'università, a postare una mail ma mai rispose o forse mai gli arrivò.
«Con lui no. Ho scritto al professor Carlo Torre, perito di parte della famiglia Lorenzi. Mi ha risposto con una mail laconica che diceva pressappoco: “Ho ricevuto le tue considerazioni però il bambino non è morto per cause naturali”».
A quel punto la sua battaglia era già persa in partenza. Perché combatterla, allora?
«Ho ritenuto mio dovere instillare il dubbio. Andai a Monteacuto Vallese a parlare per tre ore col marito e col suocero di Annamaria. Erano scettici anche loro. Li scongiurai di raccomandare agli avvocati di sollevare le mie obiezioni. Non lo fecero. Dopo la sentenza gli ho scritto che un po’ se l’erano voluta. Mi ha risposto Stefano Lorenzi, dicendo che la mia tesi era “impercorribile”. Non sbagliata, non cervellotica. La strada c’era, ma non hanno voluto percorrerla. Posso capirli.

NOTA: vedi le motivazioni di cui sopra. Il sig.Lorenzi, scrisse a Maria Grazia (mail da lei pubblicata sul suo blog) che riteneva MOLTO INTERESSANTI I MIEI RILIEVI... e in un tempo successivo, dopo la sentenza, mi scrisse che la difesa li aveva prodotti ma che non erano stati affatto considerati.

Si saranno convinti che mai e poi mai la magistratura avrebbe riconosciuto l’errore giudiziario. Sarebbe stata una sconfitta storica. Eppure io penso che il dubbio albergasse anche nei giudici».Che cosa glielo fa credere?
«In primo grado il pubblico ministero chiede e ottiene 30 anni di reclusione per omicidio volontario. In appello l’imputata è condannata a 16. Che riduzione di pena! Ma il Pm non presenta ricorso, gli sta bene così: si vede che nemmeno lui era convinto fino in fondo della colpevolezza. Dopodiché si lascia che la Franzoni viva a casa propria sino al verdetto definitivo della Cassazione e alla conseguente carcerazione. Mi domando: la legge non prevede l’arresto per evitare la reiterazione del reato? E allora perché hanno lasciato libera una pazza che avrebbe potuto ammazzare anche gli altri due figli? Ricordo che nel 2002 psichiatri alla Crepet e criminologi alla Bruno dicevano che, tempo un mese, sarebbe crollata, avrebbe confessato. Invece questa donna nel 2003 ha fatto un altro figlio, ha accudito il primogenito e il fratellino per sei anni, senza mai dare un segno di cedimento o di squilibrio psichico, psicologico o comportamentale, nonostante la tragedia vissuta. Possibile che un’assassina mantenga una tale lucidità dopo aver massacrato un figlio?».
Perché nessun medico ha solidarizzato con lei?
«Non è così. Ho avuto molte attestazioni private di solidarietà. Per esempio il professor Luigi Bruni, docente nella clinica dermosifilopatica dell’Università di Pavia, mi ha scritto: “Concordo pienamente con l’idea che la rottura di un aneurisma fu determinante nel produrre la diffusione a distanza di sangue e di materia cerebrale. Lesioni provocate dall’esterno per il trauma inferto da corpi contundenti di qualsiasi tipo non possono assolutamente portare a una simile diffusione di frammenti”».
Mi sfugge quale possa essere la competenza neurochirurgica di un medico, Bruni, che si occupa di malattie sessualmente trasmissibili.

NOTA: Maria Grazia Torri, fu letteralmente cacciata via dal Congresso di neurochirurghi a Sorrento nel 2006, non appena citò il neurochirurgo e l'aneurisma.. Il neurochirurgo, omette di citare me, UNICA a sostenerlo a spada tratta su medforum, e ad aver messo in atto una campagna stampa in rete, tanto da farlo approdare dalla Palombelli su Canale 5. Alla Palombelli che chismò me, fornii i numeri di Maria Grazia e del Neurochirurgo; quest'ultimo, per tutto ringraziamento, non citò nè me nè lei e fece l'ennesimo show solitariosull'aneurisma.
«Ha ragione. Ma, vede, è il luminare che nel 1989 fece scagionare Lanfranco Schillaci, lo stimato docente di matematica residente a Limbiate, nel Milanese, sbattuto in prima pagina come un mostro con l’accusa d’aver violentato la figlia Miriam di due anni. Il medico dimostrò invece che il paracetamolo somministrato alla bimba per una febbre persistente, causata da un tumore che sarebbe stato scoperto di lì a poco, aveva provocato nella zona genito-anale un eritema fisso da medicamento, la cui peculiarità è di assomigliare a un’ecchimosi e di sembrare frutto di una contusione. Di qui l’abbaglio giudiziario e l’accusa infamante contro l’incolpevole genitore. “Come vede, noi medici possiamo fare tanto bene ma anche tanto male”, ha aggiunto il professor Bruni nella sua lettera. “Cerchiamo con le nostre possibilità di fare tanto bene, anche smentendo il parere di colleghi che, forse, hanno peccato di superficialità e di presunzione”. È quello che ho cercato di fare».

NOTA: un'oscura e non nota dottoressa di altrettanto non noto paesino di Basilicata, dopo circa 20 richieste, inesitate, in tal senso, formulate con la consulenza di stranoti luminari, è riuscita a far concedere gli arresti domiciliari a Bruno Contrada. Unico medico citato nella sentenza del Tribunale di Sorveglianza di Napoli, ma...gioco del destino...neppure in questa corcostanza è stata citata  o addirittura invitata alla conferenza stampa. ECCHISSENE FOTTE! Del neurochirurgo e della carta (igienica) stampata. Ciò che è mio mi appartiene ontomogicamente e deotologicamente e io so che è MIO, nessuno potrà mai togliermelo. Il mio cuore è sereno e la notte dormo benissimo!

Caro neurochirurgo, hai lodato la mia onestà intellettuale..grazie, ma io non riesco proprio a vedere la tua. Sorry!
(421. Continua)
stefano.lorenzetto@ilgiornale.it

Postato da: AgnesePozzi a 07:47 | link | commenti
black out cognitivo