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Utente: AgnesePozzi
Nome: Agnese Pozzi
un medico, un'illusa, un'utopista, un'idealista, una deficiente alla fine... in questo mondo di "furbi" DISCLAIMER: Ai sensi dell'art. 5 l. 22 aprile 1941, n. 633, i testi degli atti ufficiali dello Stato e delle amministrazioni pubbliche italiane e straniere non sono coperti da diritti d'autore. Sono invece riservate l'elaborazione e la forma di presentazione dei testi stessi, nonché le massime associate alle pronunce giurisprudenziali. I documenti pubblicati non rivestono carattere di ufficialità. Si declina ogni responsabilità per eventuali errori ed omissioni. in base alla legge n. 62 del 07.03.2001,questi blog non sono una testata giornalistica; sono aggiornati con discontinuità e sono ospitati da una piattaforma di blogging gratuita.Resta salvo il diritto di satira, di critica e di espressione del libero pensiero. Le immagini reperite sul web devono considerarsi di pubblico dominio; quando possibile è citata la fonte; quelle personali, se sul mio blog e per essere salvate, devono avere il mio permesso e ne è comunque vietata la riproduzione parziale o totale a fini di lucro.

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mercoledì, 21 ottobre 2009
ABOLIAMO L'ARTICOLO DELLA COSTITUZIONE

 

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Postato da: AgnesePozzi a 07:42 | link | commenti

martedì, 20 ottobre 2009
NON C'E' PEGGIOR SORDO DI CHI NON VUOL SENTIRE

 

NON C'E' PEGGIOR SORDO DI CHI NON VUOL SENTIRE

Pubblico volentieri la lettera che Gioacchino Basile, Sindacalista della Fincantieri, inviò a Salvatore Borsellino. E pubblicherò anche il comunicato stampa che ha mandato a moltissimi giornalisti, insieme alle loro mail (sono pubblicati nel commento  sotto l'articolo perchè il post non accettava gli indirizzi così com'erano..). Voglio proprio vedere chi si deciderà ad ascoltare quest'uomo che sta conducendo DA SOLO una battaglia per la verità, esattamente come noi di Megaride la stiamo combattendo per la verità su Bruno Contrada. Le denunce di Basile sono destabilizzanti, chiare ma i soloni dell'informazione...convocano il figlio di Ciancimino piuttosto che lui. Temo, caro Gioacchino che non ti ascolteranno: non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire...oppure, fanno gli indiani...oppure fanno gli scemi per non andare in guerra..) Leggete per avere un'idea delle cose che sostiene e poi ne riparliamo. (Agnesina Pozzi)

 

Lettera aperta  di Gioacchino Basile a Salvatore Borsellino

 

Da un confuso e sterile Salvatore Borsellino, ho ricevuto la seguente e-mail " La giustizia negata", al quale dopo attenta riflessione e nell'unico intento di fargli riprendere la vera strada che porta verso la Verità, rispondo con la lettera aperta , con la speranza che lui la pubblichi sul sito: www.19luglio1992.com e che i riceventi la facciano viaggiare online, nella speranza di stimolare l'onore degli onesti e fare uscire il nostro Paese, dalla palude dei sinistri silenzio di quel potere, che ha il volto di quelle istituzioni politiche che governavano il nostro Paese nell'anno 1992!!!. Gioacchino Basile

Salvatore,

la tua delusione e’ figlia delle vostre debolezze e dei vostri errori…e forse non solo quelli: per meglio capire e farmene una ragione, oltre alla rivalutazione delle parole dei comuni amici, mi è bastato rivedere l’intervista a quella tv privata qui allegata in link pubblicata su “you tube” il 2 agosto 2007:http://it.youtube.com/watch?v=t1iskljs1ra.  La scoraggiante intervista nella quale chiedevi di non esser ripreso in viso, fu davvero rivelatrice!.. Mi delusero molto anche le allusioni nei confronti di Dell’Utri e Berlusconi che, a quanto mi consta, con le stragi del 1992 non c’entrano proprio nulla.  La loro innocenza non emerge solo da quasi un decennio di pesanti ed infamanti indagini, ma dalla piena consapevolezza che il tuo "coraggio” ti ha fatto affermare che: Cosa c’entra dunque con quello Stato, Berlusconi ed il suo entourage imprenditoriale?  Perché, mi chiedevo, in quel tempo, Salvatore si contraddice?  Perché lancia il sasso e poi nasconde la mano offendendo l’immagine onorevole di quel cognome che è già figlio della storia del nostro Paese!!!  La paura è un fatto umanamente legittimo ma solo se interpretata, con l’adeguata dignità. Se i parenti degli eroi hanno il diritto a tale manifestazione, credo sia anche giusto che non tendano le mani “a quegli onori politici” dal volto ingannevole e mercificante, che ubriacano la giustizia ed uccidono la verità!!! Salvatore, in questa circostanza voi somigliate a quei parenti di Gesù, i quali dopo la Sua Resurrezione, pretesero onori e gratificazioni senza averne mai avuto i meriti. L’illuminante indagine storica di Padre Danielou svela una forte analogia fra voi e quei parenti: <> (S. Paolo; Edouard Dorme). Dopo ben sei anni di denunce, ed anche in presenza del fatto che, ben conoscete le difficoltà ed i costi umani ed economici, che sono stato costretto ad affrontare nel tentativo di sconfiggere “le incomprensioni della magistratura”, non avete ancora avuto il coraggio di chiedere ufficialmente l’apertura di un fascicolo richiamando la notizia di reato ipotizzata dallo scrivente in modo, che si indaghi sui fondati, logici e motivati sospetti, che ho fino ad oggi inutilmente esposto in tutte le sedi Istituzionali. Voi avete invece affidato “la vostra sete di giustizia” a quelle incerte piste, che, se non sono del tutto infondate, per certo sono risultate poco consistenti edannose nella ricerca della verità

perchè basate su dichiarazioni di veri o presunti pentiti.

In buona sostanza avete fin ad ora fatto il gioco di quelli che Oscar Wilde definisce i protobugiardi (i teatrini dell’antimafia), che attraverso frammenti di verità costruiscono prodotti editoriali, storie lacrimevoli, “pentiti di grande affidabilità analitica (sic.), teatrini mediatici, e compensi politici per vestire di vero la menzogna di Stato, e uccidere la speranza di verità e giustizia.  A tale proposito voglio ricordarti l’immediata risposta della Procura di Caltanissetta, a quella tua lettera aperta, ospitata da tutta la stampa nazionale, che ovviamente si guardò bene di pubblicare la parte in cui ti rivolgevi a me: il pescatore che ti aveva portato alla luce dopo ben dieci anni di rassegnazione, come proprio tu, in occasione di pubblici incontri, hai affermato!!! <> fu la pronta risposta a mezzo stampa di quella Procura alla tua lettera aperta! L’epurazione della mia citazione, la riapertura mediatica delle indagini ed i cinque “pentiti” di giornata, furono quel chiaro segnale, di cui t’avvisai in tempi non sospetti, da interpretare come un contentino in attesa che maturassero altre stanchezze ed “altre scelte umane e familiari”!!

Salvatore, non e’ stato forse così?!!! ora siete delusi?!!! perchè dovrei crederci?!!!  Io credo che se volevate veramente un processo dove potevano affiorare tutti gli elementi utili all’illuminazione dello scenario che vedeva imputato Arcangioli, nel quale è stato coinvolto anche quel Magistrato (lui nega) che è il principale protagonista del mio legittimo e granitico sospetto, dovevate costituirvi parte civile nel Proc. Penale, perché, come tu ben sai, dalle mie parole, quel Magistrato ha già detto cose non vere(sic.), sotto il vincolo del giuramento nelle aule giudiziarie!!! Come mai, pur avendo consapevolezza, che tuo fratello è morto nella convenienza dello Stato che ha il volto del potere politico dell’anno 1992, quando i processi riguardano persone comuni vi costituite parte civile e quando, invece, gli imputati sono “uomini delle istituzioni” non manifestate quel fervore idoneo a mettere in difficoltà, “le sbagliate concezioni esecutorie” dei magistrati?!!!  L'agenda rossa e la borsa di tuo fratello Paolo sono importantissimi indizi che, in modo oggettivo, costituiscono il mio motivato, documentato e fondato sospetto!  Il processo contro il colonnello Arcangioli avrebbe visto necessariamente il coinvolgimento di Vittorio Teresi in qualità di testimone, con ipotizzabili clamorosi sviluppi!!! Chi volesse comprendere l'importanza del contenuto di quella borsa e di quella agenda rossa dovrebbe cercare la copia del fascicolo-esposto che consegnai a tuo fratello Paolo la sera del 25 giugno 1992 presso la biblioteca comunale di Palermo: come vedi, Salvatore, questi sono fatti!!!Quell’esposto per esser ucciso dalle indegne omissioni, non aveva solo bisogno della morte di tuo fratello che gli aveva dedicato particolare e giusta attenzione ma, doveva addirittura sparire!!! Manfredi m’ha assicurato che non ha mai trovato fra i documenti di suo padre l’esposto dossier. Eppure tuo fratello Paolo, quella sera, dopo averne visionato il contenuto, mi chiese se potevo lasciargli quella copia!!! Vidi nei suoi occhi balenare l’interesse dell’investigatore e tale circostanza, mi fece intendere di aver raggiunto il mio obiettivo: quello di finalmente suscitare l’attenzione delle istituzioni circa quanto già da circa 10 anni denunciavo pubblicamente!!! << è Lei Gioacchino Basile? Il sindacalista del cantiere navale?>> mi chiese, come quello che finalmente aveva trovato qualcosa che cercava da tempo!!! Egli, come me, non si fidava di quella Procura e per tranquillizzarmi mi disse testualmente: << Domani mattina spedisca immediatamente questo esposto a mezzo posta raccomandata alla Procura di Palermocon avviso di ricevimento. Anche se non ho la delega su Palermo, potrò farlo nella qualità di Procuratore aggiunto!!!>>  I fatti che seguirono confermano il suo diretto interesse: il 16 luglio 1992 venni sentito quale persona informata sui fatti dall’infastidito PM Vittorio Teresi che, quando citai tuo fratello, mi disse: <> Altro che politica…(sic.)Dopo circa due ore in cui argomentavo i fatti già riportati nel dossier consegnato al dott. Borsellino, il dott. Teresi, che nell’occasione della verbalizzazione si avvaleva dell’opera di altro Sostituto Procuratore al quale dettava il mio racconto, faceva omettere alcune mie affermazioni rassicurandomi con le parole ”avremo modo di farlo dopo” per poi concludere la fruttuosa audizione con un:<< si e’ fatto tardi, ci rivedremo presto!!!>> Non lo rividi più!!! Quel 16 luglio con Vittorio Teresi ed il suo collega verbalizzammo fatti che facevano emergere in modo indubitabile le compromissioni di Fincantieri e di esponenti del sindacato, con quel gruppo militare di “cosa nostra” che oltre alle tante carneficine attuate contro gli uomini delle istituzioni, aveva anche attuato il fallito attentato all’Addaura a Giovanni Falcone!!!! Salvatore, se continuate ancora a far finta di non capire di cosa stiamo parlando, allora lo griderò forte:

<< dovete vergognarvi!!!>>

Quel maledetto 19 luglio 1992, appresa la notizia, insieme al lacerante dolore, sentii farsi largo l’inganno ma non volli crederci. Non potevo accettare lo scenario emerso dieci anni dopo!!!  Rividi Vittorio Teresi a distanza di 6 anni (autunno 1998) e solo dopo, che altro Magistrato, degno di tale ruolo, fu costretto e non credo pacificamente a lasciare la procura di Palermo per far posto, all’uomo delle omissioni, che poi le continuò ad esercitare nell’interesse di Fincantieri! <> gli chiesi quella volta a Bologna <>  <> mi rispose, col fare di chi aveva subito delle interferenze superiori… Fra Gioacchino Basile ed il Sostituto Procuratore Generale Vittorio Teresi non e’ difficile affermare chi sia il più credibile: Gioacchino Basile non ha mai mentito o detto cose non vere… Vittorio Teresi sì!!! Lo ha fatto a Caltanissetta, da persona offesa ed in qualità di testimone che ha prestato giuramento di dire la verita!!! Per capire, basta solo leggere i fatti così come documentati negli atti giudiziari ed in quelli dell’indagine condotta dalla Commissione Antimafia la cui relazione veniva approvata all’unanimità!!! la mia serena verità non ha bisogno del veleno dei pentiti per affermarsi anche contro “le sbagliate concezioni esecutorie della magistratura”!!! In questa ulteriore e poco edificante pagina di storia giudiziaria entra in scena prepotentemente anche Giancarlo Caselli:…ci sono diverse circostanze che mi lasciano molto perplesso quanto al suo atteggiamento, che a me piace definire ancora “suoi errori”. Spero che, egli stesso, leggendo questa missiva, chieda ai suoi colleghi di voler chiarire in modo cristallino.  Bisogna entrare nel merito dei fatti e guardare il volto di quelli che s’avvantaggiarono dell’immediata uscita di scena di tuo fratello che non e’ morto per fare l’interesse del milanese, di qualche lurido politico o degli infami criminali, ma di quel Governo e di quei politici!!!  Di quello Stato che aveva il volto di quel Governo e dei suoi finti oppositori che hanno fin qui utilizzato tua sorella per ubriacare la verità e ridurla a “serva delle debolezze umane”!!!! Perchè non chiedete ufficialmente chiarimenti sui fatti al dott. Vittorio Teresi ed a quella Procura di Palermo?!!! Molto semplicemente, basterebbe partire dal verbale che lo scrivente, il dott. Teresi ed altro suo collega formarono intorno alle ore 12.15 del 16 luglio 1992; basterebbe che un Magistrato, degno di tali funzioni, aprisse un fascicolo con la notizia di reato relativa a quanto da me dichiarato e dalla quale deve, per necessità, deve scaturire la verità.  Se quelle che appaiono ai miei occhi come omissioni, e lo affermo con serenità e convinzione alla luce dei fati esposti in questa mia, non trovassero giustificazione razionale e credibile, allora quello deve giudicarsi il movente e quelli sono i protagonisti che agirono nell'interesse della mafia che ha il volto delle istituzioni, per salvare Fincantieri.  Quando i magistrati formulano “capi d'imputazione fuorvianti”, quali, ad esempio, quello sul concorso in associazione mafiosa nei confronti di "uomini delle istituzioni",agevolano un percorso giudiziario destinato a concludersi sempre con l'assoluzione degli indagati perché, dai loro incrociati “non ricordo” e dalle loro menzogne, nessuno potrà mai dedurre l’esistenza di compensi o vantaggi criminosi ottenuti da "cosa nostra" per il semplice fatto che, processualmente, tali fatti, su cui si basa la tesi accusatoria, non vengono provati!!!  Esistono invece le veloci carriere istituzionali (e forse non solo quelle) di coloro che, seppur avessero sbagliato in buona fede, avrebbero dovuto essere destituiti dalle funzioni istituzionali, quantomeno per incapacità professionale!!!! Per la mafia che ha il volto delle istituzioni quelle imputazioni sono il miglior modo per seppellire la verità e costruire "quelle verità giudiziarie" che liberano definitivamente i suoi fedeli sgherri dalle pesanti responsabilità penali: in questi casi, il capo d’imputazione dovrebbe essere, << l’alto tradimento alla Costituzione ed ai valori dello Stato democratico in concorso con quelli che !!!>> L'errato capo d'imputazione (speriamo che sia errato in buona fede) e l’innaturale concepimento di quel portato, lungi dal rischiarare con la luce della verità i fatti, addensano ulteriori nebbie su una giustizia resa impotente. "Quegli uomini"(sic.) sono innocenti alla luce di quella giustizia impotente: hanno eseguito ordini istituzionali. Ove, per contro, condannati, la giustizia non sarebbe certo quella equa, in quanto tale circostanza sarebbe dovuta solo al fatto di aver eseguito il “lavoro sporco” per conto di quello Stato che non potrebbe esimersi dal condannare chi ha palesemente ha violato le norme penali”. Il rozzo consociativismo di filosofia prodiana (sic.) fa emergere sempre il partecipante a quella seduta spiritica che, indicando in “Gradoli” il luogo di prigionia di Aldo Moro, a mio avviso, ne segnò la condanna a morte.  Ma questa è solo una mia malvagia cattiveria; almeno, in cuor mio, lo spero!! Di certo, però, dopo quella seduta spiritica Romano Prodi ne ha fatta di carriera nei palazzi del potere. A proposito hai mai letto il libro inchiesta, “Corruzione ad alta velocità” edito da Koine e scritto da F. Imposimato, G. Pisauro e S. Provvisionato?!!  Tornando a Palermo, ti ricordi degli otto pubblici ministeri che all’indomani della strage chiesero ed ottennero le dimissioni di quel prefetto e di quel questore che avevano perentoriamente ignorato le montagne cartacee delle relazioni di servizio dell’ufficio scorte, lasciando cosi ai criminali via libera nell’organizzare l’infame attentato…  Quei magistrati furono accontentati immediatamente da quel ministro degli interni (il nostro stimatissimo Nicola Mancino) il quale prontamente li “punì” entrambi con le promozioni di rito; il prefetto fu trasferito a Firenze ed il questore a Roma!!!  Il promotore “di quella sterile” ribellione (gli 8 pm) fu il dottor Vittorio Teresi.Anche "u dutturi" che, a mio avviso giustamente, si professa innocente dal capo d'imputazione che lo vuole amico o servo dei mafiosi, il giorno successivo la strage di via D'Amelio fu nominato (dal nostro Amato e stimato Nicola Mancino oggi a capo del C.S.M.) coordinatore delle indagini sulle stragi mafiose!!! Chi meglio di Bruno Contrada poteva controllare le indagini per conto di quelle istituzioni (sic.) su quell’anomala strage??!!!  Poi le cose precipitarono e lo dovettero offrire in olocausto, vittima sacrificale sull’altare di quella verità Giudiziaria che si fa calunnia nei confronti della Verità che avrebbe condannato a morte la loro democrazia!!!!   L’operato della Procura di Caltanissetta non ha bisogno di commenti: è la storia che lo condanna stigmatizzandone “quelle sue difficoltà” che uccidono la speranza di verità e giustizia della Sicilia. Salvatore, con o senza di voi Gioacchino Basile continuerà a battersi fino alla fine dei suoi giorni, perchè dentro l’infame strage di Via D’Amelio non c’è solo l’eroico Magistrato, che per incarico professionale ha svolto il suo ruolo ed il suo dovere istituzionale con alta dignità ed onore. Dentro quella strage c’è l’assassinio dell’irripetibile storia d’un uomo che non si ribellava alla mafia per legittimi o meschini problemi personali, o per obblighi professionale e istituzionali o per meschini intenti politici, come i tanti teatranti, che tua sorella ben conosce e frequenta, anche a costo di smentire le sane critiche ed il libero coraggio di Sonia Alfano!!!. Mettere assieme le storielle dell’antiracket e dei suoi presunti eroi, (sic.) con la storia di tuo fratello Paolo e cosa veramente disdicevole!!! E come mettere assieme lo sterco del demonio  (i soldi, i tantissimi soldi dei contribuenti,) con il valore ideale e morale degli Eroi veri!!! Perché non chiedi alla signora Pina Grassi, a Beppe Lumia, Tano Grasso ed al calabrese (sic.)Francesco Forgione se vogliono confrontarsi pubblicamente con me, che ben conosco le loro storie ed i loro interessi, sul problema del racket, sul presunto “pizzo” e la mafia!!!Confermando che in ogni caso dentro quella strage c’è il tradimento alla nostra Costituzione Democratica, la sconfitta dei miei compagni di lavoro, della mia gente e della nostra patriottica speranza, preciso che la mia massima aspirazione esistenziale non è quella di offendere ad ogni costo l’onore di Vittorio Teresi ma, di dare luce a quella verità, che rende Onore al mio Paese. Tramite questa lettera aperta, che ti chiedo di far pervenire anche al dottor Vittorio Teresi, spero che Lui stesso si renda protagonista, di quell’onorevole gesto, che pretenda luce e definitiva verità sul quel suo operato omissivo, che senza il dovuto e cristallino chiarimento, assume il volto della strage di via D’Amelio: per questa irrinunciabile sete di Giustizia, sono disponibile anche a farmi arrestare ,e dichiararmi prigioniero politico di quello Stato, e di quel “teatrino antimafioso”che da 16 anni impongono la menzogna, uccidendo la speranza fin dentro le coscienze della nostra gente…Fin da subito mi gravo pubblicamente dell’onere di stimolare, duramente e quotidianamente ove necessario, in Roma, la prossima senatrice Rita Borsellino per farle assumere finalmente l’impegno ad intraprendere quel percorso di verità e giustizia, che non lascia più scampo ai “protobugiardi” di wildeana memoria. 

Tu , Salvatore, che farai?             Mi aiuterai?!!!

Gioacchino Basile




Postato da: AgnesePozzi a 08:39 | link | commenti

martedì, 13 ottobre 2009
collaborazione con vocedimegaride

 

MASSONERIA?

Post n°1226 pubblicato il 12 Ottobre 2009 da vocedimegaride
 

 

VOLONTA' PENSIERO AZIONE

di Agnesina Pozzi

All'inizio gli intenti dovevano essere per forza buoni. Fin dalla notte dei tempi la conoscenza, e con essa il "sapere",  è stata l'equivalente di una bomba atomica moderna che non certo poteva essere maneggiata da  chiunque e meno che mai da imbecilli. Non ricordo chi disse che un coltello non è nè cattivo nè buono, dipende dal lato con cui s'impugna e dall'uso che se ne fa. Erano pochi eletti quelli che si tramandavano la conoscenza, prima di racconto in racconto e poi, attraverso la scrittura.  Ben presto però i saggi si accorsero che detenere la conoscenza significava avere un privilegio che gli altri mortali non avevano e capirono che in realtà ciò attribuiva a loro un grande potere. Immaginiamo un primitivo che sapesse come curare le malattie; logicamente tutti gli abitanti della  tribù andavano da lui a supplicare il suo intervento, imploravano, offrivano regali. Se l'individuo aveva buona volontà, retto pesiero ed azione rivolta al bene della tribù, applicava le sue conoscenze nel migliore dei modi e salvava tante vite, poi decideva quali fossero gli altri soggetti adatti a ricevere le sue conoscenze e le tramandava dopo un apprendistato. Suppongo che ciò possa essere accaduto con la scoperta del fuoco, del metallo,  delle armi, dei cibi commestibili, del vetro, dell'oro, della scrittura  eccetera. Ad un certo punto però accadde che gli imbecilli vollero appropriarsi di qualcosa che non erano in grado di maneggiare; non avevano formazione, non avevano conoscenze, non avevano tradizione, nulla. Avevano solo una grande avidità di potere e pensarono di espropriare della conoscenza i veri saggi tentando di occupare i loro posti di conoscenza. Ad un certo punto trasfomarono il potere della conoscenza in culto del potere e per mantenere quest'ultimo svilupparono strategie e misero in atto azioni violente per perfezionare questo sovvertimento.

Prima c'erano gli ARCHITETTI DEL MONDO SPIRITUALE E SENSIBILE. Nel mio immaginario la Massoneria "originale" è quella di mio nonno; non contaminata da fame di potere ma rivolta alla conoscenza dell'universo, della vita, del logos primario e allo studio dei tanti misteri che  gli imbecilli non sono in grado nè di vedere nè di analizzare nè di svelare; è la volontà di fare del bene all'umanità illuminandola  con una profonda conoscenza volta al progresso  guidato in base all'evoluzione dei tempi, piuttosto che ai privilegi personali.  La vera Massoneria forse non esiste più o chissà in quale angolo del mondo è nascosta..perchè i furbi hanno capito che intrufolarsi in un sistema  strutturato in gerarchie di potere significa entrare a far parte di una complessa architettura del potere e possibilmente imparare i meccanismi per esercitarlo a proprio vantaggio o al massimo a vantaggio degli adepti. Nei tempi che furono esisteva l'architettura del sapere, l'architettura della volontà, l'architettura dell'azione per il bene di tutta l'umanità e del pianeta. Adesso esiste un mucchio di macerie, il buio più profondo; esiste solo ilproprio interesse personale a danno della collettività. Negli ultimi tempi sento troppo parlare di Potere Mafio Massonico, di Massoneria deviata e a questa vengono attribuiti i peggiori crimini mondiali.  Sicuro è che ne fanno parte anche degli ignorantissimi, pessimi, avidi,  rozzi, corrotti, inutili soggetti tanto quanto ricchissimi e potentissimi criminali e sono decisamente la maggioranza rispetto ad improbabili o possibili "Illuminati" e brave persone. Non ci siamo, non è così che un qualunque VERO GRANDE MAESTRO ILLUMINATO  in qualunque parte del mondo, dovrebbe scegliersi i "muratori". Se la Massoneria moderna purtroppo ha perso la sua luce ispiratrice e si è trasformata in qualcos'altro, non chiamatela più Massoneria per favore, ma  associazione a delinquere.

 

 
 
 

I NANI NELL'ANIMA

Post n°1225 pubblicato il 12 Ottobre 2009 da vocedimegaride
 

I NANI NELL'ANIMA

NELLO PSICO-CIRCO MEDIATICO POLITICO

di Agnesina Pozzi

Altro che Circo Barnum & Bailey d'altri tempi... Nella psiche umana albergano circhi sgangherati e mostruosi, complessi ed orchestre fatte di rancori, invidie livide, senso di impotenza, miseria culturale, miseria interiore, miseria atavica e genetica indovata nel ricordo biologico del DNA, piccineria e meschinità, ottundimento analitico, perversioni ed inversioni represse, rabbia transustanziata, senso di inferiorità ed inadeguatezza, mancanza di volontà e di retto giudizio, mancanza di obiettività, ideologizzazione per mancanza di idee proprie, intruppamento, sottomissione,  servilismo, masochismo, sadismo, amore tradito, famiglie sfasciate, omofobia e misoginia rimossa o sostituita, cicatrici neurologiche da malattie veneree in famiglia, germi di pazzia ecc ecc. A qualcuno non resterà altro da fare che sedute terapeutiche su qualche lettino di psichiatra. Adesso si è aggiunta anche la tosse delle pulci e tutti si sentono in diritto di ficcare il naso nelle faccende italiane mentre farebbero bene ad analizzare la realtà nella quale vivono come tanti parassiti, leccaculi, servi di padroni vari ed eventuali; cialtroni copia-incolla acefali esattamente come certi loro speculari colleghi in Italia. Con una piccola differenza: che i primi, leggono i giornali italiani mentre i nostri  cialtrogiornalisti a malapena riescono ad avere contezza di ciò che c'è sulla loro scrivania e il naso amano ficcarlo bel altrove. I primi difendono i  loro governi e i rappresentanti di appartenenza, i secondi li criticano, li insultano e li affossano mettendo in pericolo la credibilità dell'Italia, gli investimenti,  e rischiando di stravolgere anche gli assetti economici, le decisioni d'investimento in Italia e quindi l'occupazione, le nostre rappresentanze nel panorama internazionale e quindi la nostra forza progettuale, contrattuale e  d'intervento.

Siete semplicemente dei mentecatti, dei poveracci  dei piccolissimi ed inutili mostri e valete meno di un pelo di  Berlusconi. Continuate pure a chiamarlo nano, psiconano, mafioso, corruttore, imbroglione...che so, c'è un intero vocabolario diffamatorio ed offensivo a  vostra disposizione; diceva Cipolla nel suo saggio "adagio ma non troppo" che lo stupido fa male agli altri senza trarre alcun vantaggio per se stesso. Siete stupidi; e mostruosi e nani nell'anima perciò rassegnatevi a curare la Berlusconite, una malattia che vi farà  venire l'ulcera allo stomaco per tutta la frustrazione che ogni giorno vi tocca ingoiare. Psichiatra, psichiatra, forse l'ultima soluzione prima che sia troppo tardi e che l'ulcera degeneri in qualcosa di più grave ed irreparabile. Come si può  adesso alzare gli scudi per la Bindi, povera  bella donna offesa, e non muovere un dito per tutte le donne pesantemente calunniate, diffamate, infangate, delegittimate solo perchè agiscono in un altro contesto politico? Che schifo, più vado avanti e più sono contenta di essermi tirata fuori da questa melma che non ha più niente delle sinistra che sognavo, in cui credevo e militavo e per la quale mi sarei fatta ammazzare nelle piazze. Sapete che vi dico? Alla romana: MA ANNATEVENE VOI A MORI' AMMAZZATI!!

Spero con tutto il cuore che i tanti giovani che tentate di rimbambire con i vostri vuoti slogan si sveglino da un mantra perverso e dall'ipnosi manipolatoria delle loro menti che state portando avanti con una inqualificabile pervicacia e cinismo. Spero che coltivino la capacità di discernere ed analizzare i fatti alla FONTE e con la loro testa, senza fidarsi di psico-patici alla deriva e nani nell'anima.

 
 
 

CONTENTA SONIA, CONTENTI TUTTI

Post n°1224 pubblicato il 11 Ottobre 2009 da vocedimegaride
 

 

Sonia Alfano

da http://www.soniapresidente.net/sonia-alfano/

Sonia Alfano è nata il 15 ottobre del 1971 a Messina. È funzionario della Regione Siciliana, sindacalista e coordinatrice di soccorsi in emergenze.Si è diplomata presso il liceo classico Luigi Valli di Barcellona Pozzo di Gotto (ME).Ha interrotto gli studi universitari alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Palermo dopo la morte del padre Beppe, ucciso dalla mafia, per le sue inchieste scomode, l’8 gennaio del 1993. Ha ottenuto l’assunzione presso la Regione Sicilia in virtù della normativa a tutela dei familiari delle vittime innocenti di mafia...ecc....Nell’ambito delle sue svariate battaglie sindacali, nel 2006 ha evidenziato gravi carenze organizzative nella gestione delle emergenze da parte dell’ufficio di Protezione Civile della Regione Siciliana, presso il quale lavora tutt’oggi con la qualifica di Funzionario. All’origine degli scontri con i vertici del dipartimento vi è la drammatica situazione di 300 precari che da 15 anni lavorano presso quegli uffici, nella totale indifferenza dell’amministrazione regionale, rispetto alla loro posizione contrattuale".

Sonia Alfano partecipa al convegno commemorativo del padre Peppe, che militò insieme ad Antonio Ragusa nell'estrema destra di Ordine Nuovo e poi nell'MSI di Almirante

Gennaio 2005 Messina; stralcio intervista ad Antonio Ragusa segretario di Forza Nuova; conferenza al Palazzo dei Leoni

"..il delitto Alfano secondo noi è importante, perchè quello del giornalista ucciso 15 anni fa non è soltanto un delitto di mafia; quell'omicidio nei suoi lati più oscuri rivela come vi sia presente in maniera assai consistente, l'intreccio tra mafia, le lobbies massoniche ed i centri affaristici della nostra provincia"

da: http://www.forzanuovacatania.org/ricordarealfano.htm

Ad un certo punto Olindo Canali, magistrato "pentito", pubblica accusa a suo tempo nel processo dell'omicidio Alfano, si auto-accusa  di aver manipolato processi e tra le tante cose che scrive, afferma che l'omicidio di Beppe Alfano non avvenne per mano di Gullottti e non sarebbe di origine mafiosa.  Dello stesso tenore è l'intervista  di Antonio Ragusa. Chissà se Sonia Alfano ha mai pensato di autosospendersi dal suo impiego in attesa che sia fatta luce sull'omicidio di suo padre e sui mandanti  che, pare non sarebbero mafiosi, ma massoni di alto rango; sospendersi magari anche per liberare un posto a favore dei precari che difese da sindacalista, visto che adesso si giova del lauto stipendio di parlamentare ed anche lei è entrata nella "casta". Farebbe anche piacere la pubblicazione, per trasparenza, del bilancio dell'associazione dei famigliari vittime della mafia  per sapere come siano impiegati i soldi stanziati dal governo e appartenenti a tutti i contribuenti me compresa. Non vorremmo che chi "bazzica con lo zoppo" imparasse a zoppicare. Lancia nello sconcerto la questione tutta da chiarire, da Di Pietro, dei vari spostamenti di denaro tra "partito" IDV  e "associazione" IDV e l'assetto immobiliare sotteso alle questioni che la stampa ha recentemente sollevato.

IN MERITO ALLA TRAGEDIA DI GIAMPILIERI

Sonia scrive da http://www.soniaalfano.it/  :"...ecc.. a questo si aggiunga che io non ho MAI avuto nessun ruolo dirigenziale e il quadro è abbastanza chiaro. I responsabili sono tutte quelle persone che sapevano e hanno fatto finta di nulla per anni. Impiegati comunali, sindaci e politici locali che sono sempre in visita sia al Dipartimento regionale che a quello Nazionale per chiedere soldi…approfittano di alluvioni o incendi per girare come avvoltoi negli uffici e chiedere soldi grazie alle varie dichiarazioni di emergenza o di stato di calamità. Ovviamente utilizzerò questo articolo per querelare la “testata giornalistica Il Giornale”. Chiederò un adeguato risarcimento danni e vincerò la causa. Chiamerò a testimoniare tutti i funzionari del Dipartimento e utilizzerò gli atti in mio possesso per dimostrare che le calunnie del giornale sono solo un metodo, fallito clamorosamente, per screditarmi. ...ecc"

 

foto da http://nuovosoldo.wordpress.com/2009/10/02/maltempo-frane-e-alluvioni-a-rischio-70-dei-comuni-italiani/

OSSERVAZIONI di Agnesina Pozzi

non ho mai avuto ruoli  amministrativi nella ex USL5 medio Sinni, ero un semplice medico dipendente; nel 1990 rischiai il licenziamento per aver messo per iscritto e pubblicato su un giornaletto locale ciò che non andava nella gestione di allora e i disservizi ospedalieri che mettevano a rischio i pazienti. Subii una sospensione cautelare per turbativa interna, per un mese, manco fossi un delinquente. Non ero europarlamentare, non avevo protezioni politiche e portai avanti la mia battaglia completamente da sola, vincendola, e nessun collega ebbe il coraggio di schierarsi con me non tanto per solidarietà quanto per obbligo deontologico verso la gente. Mi avvalsi di un sit-in di protesta incatenando il camice davanti all'Ospedale. Del mio caso s'interessò Uno Mattina (andai in onda su "la nostra grana" con Puccio Corona), Diogene (Antonio Lubrano, Rossana Ciani), Rai 3 regione (Lo Pomo, De Rosa) numerosi quotidiani e perfino Famiglia CristianaFurono anche presentate interrogazioni parlamentari e fui sostenuta da innumerevoli cittadini da tutta Italia. Mi chiedo come mai Sonia Alfano, con i mezzi che aveva a disposizione non ha portato a conoscenza l'opinione pubblica sia siciliana che nazionale di ciò che a Giampilieri e dintorni poteva succedere in caso di pioggia, e perchè non ha protestato clamorosamente per attivare l'attenzione e la Protezione Civile Nazionale, Bertolaso compreso o denunciato (non so se l'ha fatto, non è emerso però in cronaca). Le basta dire di non aver mai avuto ruoli dirigenziali nell'ambito della Regione Sicilia e del settore emergenza  in cui lavorava per mettersi a posto la coscienza? In fondo il "Giornale" non ha detto che la frana sia stata messa in atto da inadempienze dell'Alfano, si limitava a constatare ciò che credo abbiano pensato in molti. Ma cavolo, STAI NELLA PROTEZIONE CIVILE REGIONALE SICILIANA, SEI EUROPARLAMENTARE, SEI AMICA DI DE MAGISTRIS, DI DI PIETRO, ma anche DI GENTE DI FORZA NUOVA (e alcuni forum chiedevano spiegazioni mai arrivate su queste frequentazioni e presenzialismi) ossia potevii agire per la pericolosità della situazione messinese che conoscevi bene proprio per il posto che occupavi, sia a sinistra che a destra  potevi chiedere sostegno e potevi farlo anche sui media, in internet, su You Tube per puntare l'attenzione sul problema idrogeologico... e  che fai? Invece di riconoscere umilmente che avresti potuto fare molto più se non il necessario per evitare la tragedia...ti limiti a dire che non avevi incarichi dirigenziali? Non organizzi una manifestazione a Roma per evidenziare i gravi pericoli per la popolazione messinese, supportata dall'IDV? La sua coscienza è a posto?Bene. Tra poco sarà a posto anche il suo portafoglio grazie alla causa al Giornale? Meglio. Contenta lei...

 

 

 

 

 

 

Postato da: AgnesePozzi a 02:47 | link | commenti (1)

lunedì, 12 ottobre 2009
100 volte Contrada

 

100 volte Contrada e le puttanate su di lui

Post n°1221 pubblicato il 10 Ottobre 2009 da vocedimegaride
 

Il NOSTROcaro Contrada 100 volte,non solo 76….

16 Ottobre 2009 di “CHARLOT”-Agnesina Pozzi

in risposta  a http://www.mentecritica.net/il-nostro-caro-contrada/informazione/il-bello-della-politica/johnpaul/2570/#respond di Harlot by N2H

 

Contrada costretto a bere la cicuta come Socrate:

E' VERISSIMO GLIELA SOMMINISTRO' LA DIA CHE VOLEVA GESTIRSI I PENTITI A PROPRIO UTILE E ALLEGRAMENTE COME POI HANNO FATTO, MENTRE PRIMA SE NE OCCUPAVA L'ALTO COMMISSARIATO ANTIMAFIA. Contrada, nuovocaso Tortora, VERO, INSIEME A TANTI ALTRI COME IGNAZIO D'ANTONE ANCHE LUI ENCOMIATO DA FALCONE.Contrada martire, vittima della mala-giustizia politicizzata, CONTRADA VITTIMA DEI NUOVI CORLEONESI MODERNIZZATI COME DICE IL COMANDANTE ULTIMO (SARA' MAFIOSO ANCHE LUI ALLORA?) CONTRADA VITTIMA DELLO STATO E DELLA SEDICENTE ANTIMAFIA MAFIEGGIANTE.Contrada che a settantasette anni è incarcere ALLA FACCIA DEI 30 ANNI DI INTEGERRIMO SERVIZIO, DELLE CATTURE DI MAFIOSI E DEGLI OLTRE 100ENCOMI TRIBUTATIGLI DA SUPERIORI, MAGISTRATI, STATO. CONTRADA VITTIMA INSIEME A D'ANTONE E PACCHE SULLE SPALLE AI BASTARDI INDEGNI CHE HANNO USATO I MAFIOSI CONTRO CONTRADA E CHE SE LA SPASSANO A NOSTRE SPESE. Che Contrada vuole uscire NON E’ VERO, CONTRADA HA CHIESTO INVECE L’EUTANASIA PERCHE' VOLEVA  MORIRE IN CARCERE sette mesi dipena scontata ed è subito libertà, MA CHI TE LE HA DETTE QUESTE PUTTANATE CRETINO E' ANCORA A GLI ARRESTI DOMCILIARI A PALERMO LUI CHE IN 4 MESI DIMAGRI' DI 20 CHILI ED E' MALATO, MALATO E CHE POSSA CAPITARE E TE E AI TUOI SODALI CIO' CHE CAPITO A LUI E ALLA SUA FAMIGLIA DISTRUTTA, ALLA SUA CARRIERA DERUBATA, ALLA SUA PENSIONE RAPINATA.  Contrada chiede la grazia, ALTRA STRONZATA NON VERA lui non l’ha mai chiesta: DALLO STATO VOLEVA UN GRAZIE, QUESTO SI. SE NON LO SAI LA GRAZIA LA PUO' CHIEDERE SOLO L’INTERESSATO E LUI NON L’HA MAI CHIESTA! Anzi chiede la revisione del processo, anzi chiede grazie per l’interessamento INESATTO E’ IL COMITATO PRO BRUNO CONTRADA che PRETENDE LA REVISIONE E LUI RINGRAZIA NOI. Contrada che negli anni settanta è stato minacciato dalla cosa nostraContrada che temeva per la sua incolumità..MA QUANDO MAI? Contrada che infine rimane a Palermo PRIGIONIERO, INSIEME A SUA MOGLIE ANZIANA E MALATA, DI UN POVERO CONDOMINIO IN UN QUARTIERE POPOLARE IL GRANDE COLLUSO DELLE REGALIE MAI ESISTITE. Contrada che aveva siglato un pactum


sceleris con l’organizzazione criminale più pericolosa al mondo CAZZATE INVENTATE DI SANA PIANTA DALLA SPREMUTA DI MERDA DELLA MAFIA (i pentiti coccolati dalla DIA). Contrada che faceva un doppio gioco estenuante, alle dipendenze dello Stato e al servizio dello stato sotterraneo  NON HANNO AVUTO IL CORAGGIO DI SPINGERSI ALL’ACCUSA DI ESSERE MAFIOSO: GLI HANNO SEMPLICEMENTE CREATO UN ARTICOLO  INESISTENTE, HANNO CREATO UN ARTICOLO APPOSTA PER LUI. CHE DIO ABBIA PIETA' DI LORO  E DI VOI  SE ANCHE VOI NON NE AVETE DI NESSUNO. Contrada dietro la legge E' VERO E' STATO UN FEDELE SEGUGIO, UN CANE. Contrada che aiutava la latitanza di mafiosi, INFATTI CONSEGNO' ALLA GIUSTIZIA PROPRIO CHI POI LO ACCUSO’ DI COLLABORAZIONE. Contrada che non disdegnava regalie e prebende CIO’ E’ STATO INVENTATO SI SANA PIANTA ANDATEVI A LEGGERE GLI ATTI. Contrada che incontrava personalmente i boss. Contrada e Riina, Riccobono, Gambino,Bontate, Greco, Musso, Inzerillo, Greco RIDICOLO IN UN RISTORANTE ALLA LUCE DEL SOLE MA CI STATE CON LA TESTA O NO? IN UNA SALETTA SEPARATA CHE  IN REALTA’ NON ESISTEVA. Contrada rivelava segreti d’indagine agli uomini d’onore, li avvertiva delle perquisizioni, perquisiva male, non perquisiva affatto INFATTI POI LI ARRESTAVA. SONO DUNQUE FALSI GLI ENCOMI PROTOCOLLATI SE LI SONO INVENTATI?PECCATO CHE SONO TUTTI VERIFICABILI E AGLI ATTI.Contrada che faceva fuggire all’estero Oliviero Toscani (riciclatore di denaro sporco perconto della cosa nostra), il quale poi, interrogato in Svizzera da Carla del Ponte, si rifiutò di mettere a verbale il nome diContrada poichè troppo terrorizzato da quest’ultimo.  ANDATEVI A RILEGGERE GLI ATTI ORIGINALI CIALTRONI LE COSE NON STANNO COME LE MILLANTATE COMPRESO CARLA DEL PONTE CHE SOLO NOTO' UN AMMICCAMENTO E BASTA.TRAVAGLIO VI HA FATTO BUONA SCUOLA SUI "FATTI". Contrada che intanto era passato al Sisde, il servizio segreto civile, PECCATO CHE NON AVESSE FUNZIONI D'INTELLIGENCE MA SOLO AMMINISTRATIVE. Contrada che era molto chiaccherato.  Contrada sul quale giravano voci inquietanti, volavano sguardi preoccupati, gravavano sospetti. Contrada guardato con diffidenza da Falcone COME HANNO RIFERITO I MORTI ED AMICI DI MORTI PER SENTITO DIRE DA ALTRI MORTI. Contrada del quale Boris Giuliano non sifidava affatto CALUNNIA PERCHE’ NON RINTRACCIATE I LORO POLIZIOTTI PER SAPERE LA VERITA’, LE LORO TESTIMONIANZE A FAVORE DI CONTRADA NON FURONO CONSIDERATE, DUNQUE TUTTI MAFIOSI ANCHE 150 TESTIMONI PER LUI, COMPRESI POLIZIOTTI, MAGISTRATI, FUNZIONARI, QUESTORI, EX CAPI DI STATO. BORIS GIULIANO ERA SUO FRATELLO E LUI FECE ARRESTARE I COLPEVOLI, LEGGETE MENTI ACRITICHE E BACATE. Borsellino che non appena sentiva il nome di Contrada diceva che “può bastare pronunciarlo a sproposito per morire”. ANCHE QUESTO RIFERITO DA UN MORTO CHE NON PUO’ CONFERMARE, COME TUTTE LE ALTRE INFAMIE, COMPRESA QUELLA DELLA MANO PULITA.  Contrada che non agiva per fini personali. Contrada è sempre stato un servitore dello Stato. Il soldato Contrada, deputato ad obbedire agli ordini. Contrada, vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare. Il Sisde che aveva un ufficio nelcastello Utveggio, sul monte Pellegrino a Palermo, coordinato da Contrada. Contrada ele ombre terrificanti, lunghissime, avvolgenti, inquietanti, mozzafiato, sconvolgenti. Contrada e la strage di via D’Amelio. Contrada e la Fiat 126 che esplode, dilaniando corpi, lamiere e speranze di un brandello di popolo che avev aincominciato a sperare. Contrada che il 19 luglio del 1992 era in barca con due amici, mentre alle 16, 58 minuti e 20 secondi scoppiava la bomba e tremava l’Italia. Contrada che in un minuto e 40 secondi viene a sapere tutto dell’attentato, quando le prime volanti arrivarono sulla Palermo martoriata dalla strategia stragista mafiosa solamente dopo 10 minuti INVECE AYALA, MAGISTRATO, SI TROVA IMMEDIATAMENTE SUL POSTO E CONSEGNA LA BORSA RICEVUTA DA PINCO PALLO AD UN ALTRO PINCO PALLO CHE PERO’ ERANO UN CARABINIERE ED UN UFFICIALE DEI CARABINIERI. CARABINIERI.  Contrada CHE DENUNCIA PER CALUNNIA; LA DENUNCIA VIENE ARCHIVIATA E I DENUNCIATI PROMOSSI DI GRADO ALE' QUESTA LA VOSTRA GIUSTIZIA ACEFALA.  Contrada che non si riesce a capire come abbia fatto a sapere tutto subito MA CERTO CHE LO SAPEVA ..SE AVEVA AZIONATO LUI IL TELECOMANDO SUPERSONICO DA 008 DALLA BARCA!! CRETINO. L’ufficio operativo del Sisde comandato da Contrada che si trovava in un ottimo punto d’osservazione su via D’Amelio, ed il telecomando che ha azionato l’ordigno non è mai stato trovato, e subito dopo la strage il suddetto ufficio ha chiuso i battenti, evidentemente avendo esaurito il suo compito naturale, se si è un pelo maliziosi, ecco O ON C’ERANO STRONZI COME LUI PER UN INCARICO A QUEL LIVELLO OPPURE LA DIA NON VOLEVA NESSUNO TRA LE BALLE. Contrada e la zona grigia LA DIA E LA ZONA NERA ANZI ROSSA. Contrada e le convergenze parallele DI ZERO PIU’ ZERO PIU’ ZERO =100 ECCO LE CONVERGENZE DEL CAZZO IDEATE DA MENTI PERVERSE E INDEGNE. Contrada in mano alla cosanostra, arruolato nel fantomatico terzo livello. Contrada ed il concorso esterno inassociazione per delinquere di stampo mafioso ex art. 416-bis c.p. Ilprocuratore Ingroia ha detto che il caso Contrada non è un caso di “infedeltàindividuale”, ma che va inserito “in un sistema di connivenza tra Stato legale e Stato illegale” INVECE IL “CASO” INGROIA COME DOBBIAMO CHIAMARLO? AC-CANI-MENTO?. Contrada e l’antistato. Contrada e l’arresto nel 1992.  Contrada e i 31 mesi di carcerazionepreventiva. Contrada e l’inizio del processo.  Contrada ed il primo grado ASSOLTOPERCHE’ NON LO SCRIVI?. Contrada ed il secondo grado. Contrada e la Cassazione, che rigetta. Contrada ed il nuovo appello. Contrada e la condanna definitiva a 10anni di reclusione, cioè 7, sancita dalla Suprema Corte. Contrada,“sta morendo in carcere” MENTRE I MAFIOSI CHE HA FATTO CONDANNARE SE LA SPASSANO CON I LORO MANIPOLATORI GIUSTI. Contrada e la pietà cristiana. Contrada che non può morire in carcere,per di più militare. Contrada che non può neppurerimanerci, in carcere. Contrada e la trattativa tra Stato emafia, nell’era delle bombe del    dialogo. Contrada e l’attentatuni. Contrada ed i segreti indicibili, i conid’ombra, i buchi neri a cavallo tra prima e seconda Repubblica. Contrada e la transizione politica sigillata con il sangue. Contrada ed il battesimo della seconda repubblica avvenuto in un fiume di sangue. Contrada ed il cuore che sgorga a fiotti copiosi dalle istituzioni straziate. Contrada e gli strazi delle vittime, i volti rigati dei parenti, la rabbia dell’uomo qualunque, la rassegnazione, la vita schifosa, la morte lasciva COME QUELLA INTERIORE DI TANTI DECEREBRATI SEDICENTI ANTIMAFIOSI MAFIEGGIANTI CHE PENDONO DALLE LABBRA DI CHI MANIPOLA ANCHE LORO E NEPPURE HANNO COGNIZIONE DI CAUSA NON AVENDO LETTO UN CAZZO DAGLI ATTI ORIGINALI, COME TE.. Contrada, uomo d’onore di Stato. SCRIVI ONORE IN MAIUSCOLO, IL SUO E’ VERO.Contrada ed i ricatti incrociati. Contrada ed il costante e pervasivo inquinamento della vita politica.  Contrada che se parla, è finita per tutti quanti si sono trovati invischiati in quell’abietta convergenza, cioètutti quelli che adesso sono al potere ALLORA NON E’ FINITO UN BEL NIENTE HANNO CREATO LA VITTIMA SACRIFICALE IDEALE UNO ONESTO FINO ALLA FINE. CONTRADA FRANGAR NON FLECTAR. Contrada che deve essere graziato. Contrada scambiato come un prigioniero, un recluso eccellente in una guerra tra bande ciniche, spietate, non menosanguinarie dei rozzi pastori e contadini e analfabeti e animali che materialmente hanno piazzato le bombe ed ammazzato a più non posso. Contrada e la notte della repubblica.  SCRIVI REPUBLICA IN GRANDE. Contrada e la ragnatela nera, sottile ed inestricabile in cui è avvolta la democrazia, abilmente tessuta in decenni di vergogne, di accordi sottobanco, di stragi di Stato, di depistaggi, di grandi vecchi, di mani invisibili, di urla agghiaccianti di innocenti, di agnelli sacrificali votati ad un insulso martirio, di servitori dello Stato bastonati ESATTAMENTE COME LUI  e trucidati senza pietà da altri pezzi di Stato, cioè dallo Stato stesso COMPRESA LA MAGISTRATURA PIU’MAFIOSA DEI MAFIOSI IL TERZO STRAPOTERE STRAFOTTENTE DELLA REPUBBLICA DELLE BANANE. Contrada e la voragine delle nefandezze senza fine PROPALATE DA IGNORANTI DEI FATTI COME TE. Contrada è Contrada,e Contrada è lo stato italiano. Contrada, e così sia. CONTRADA E’ IL NOSTRO EROE, CONTRADA E’ INTEGERRIMO, CONTRADA E’ ONESTO, CONTRADA E’ SOPRATTUTTO INNOCENTE, IL COMITATO E’ FATTO DI GENTE CHE HA VOLUTO LEGGERE ALMENO GLI ATTI. IL CASO CONTRADA HA RACCOLTO MIGLIAIA DI PERSONE DA TUTTA ITALIA A SUO FAVORE. .CONTRADA MOLTI MAGISTRATI SONO CERTI DELLA SUA INNOCENZA. CONTRADA E’ VITTIMA ANCHE DELLA VOSTRA MALAFEDE ED IGNORANZA, CONTRADA E’ VITTIMA DELLA VOSTRA IDEOLOGIA, CONTRADA E’ VITTIMA E BASTA.CONTRADA ERA DISPOSTO A COMUNICARE CON I VOSTRI SITI DI MERDA CHE HANNO CENSURATO CHI SOLO SI ESPRIMEVA DEMOCRATICAMENTE E CIVILMENTE. SITI ANTIMAFIOSI MAFIEGGIANTI CHE USANO IL SILENZIATORE PER SPARARE MEGLIO LE LORO PUTTANATE, COME TRAVAGLIO, SU GENTE ACEFALA E IGNARA E FIDUCIOSA DEI CAPIPOPOLO CHE DOVREBBERO, INVECE, IN ONORE AI MORTI CERCARE LA VERITA’ PIUTTOSTO CHE CITARE LA SENTENZA DI CONDANNA COME UNA BIBBIA SCRITTA DA INFALLIBILI. CONTRADA E’ LA VOSTRA COSCIENZA SPORCA CHE NON VOLETE  ASCOLTARE. CONTRADA E’ IL VOSTRO LECCACULISMO. CONTRADA E’ LA VOSTRA DISINFORMAZIONE. CONTRADA E’ LA VOSTRA STRUMENTALIZZAZIONE DA PARTE DI CHI E’ MENO COGLIONE DI VOI. CONTRADA E’ UN CORPO ESTRANEO PREZIOSO IN MEZZO A MEDIOCRI. CONTRADA E’ LA VOSTRA MENTE MALATA ALTRO CHE MENTE CRITICA! CONTRADA E’ CONTRADA E COSI’ SIA E CHE PESTE VI COLGA!

 L'originale prima delle chiose è su http://www.mentecritica.net/il-nostro-caro-contrada/informazione/il-bello-della-politica/johnpaul/2570/#respond

 

 

 

 

 

Postato da: AgnesePozzi a 19:51 | link | commenti

domenica, 11 ottobre 2009
INFLUENZA E VACCINAZIONI

 http://www.youtube.com/watch?v=QsRQTfrbATE

 
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Postato da: AgnesePozzi a 19:01 | link | commenti

sabato, 10 ottobre 2009
Un pò di leggerezza musicale, si fa per dire

 

SOLITUDE  STANDING:  
ovvero la tragica solitudine del poeta;
la presentazione di Pino Mango al suo nuovo disco e le mie chiose in blu. Nel blu dipinto di blu.

 

                                                                            Pino Mango                                                                                                foto trattada http://www.rockol.it/musicaitaliana.com/interviste/mango.html                                                      testo in nero tratto dal sito ufficiale di Pino Mango

testo in blu di Agnesina Pozzi

Qualche giorno fa, una fan di Pino Mango, piena di entusiasmo per tanta poesia, mi ha inviato in lettura la presentazione autografa del nuovo disco del musicista lucano (di Lagonegro in provincia di Potenza). Definito "malmostoso" dalla Gialappa's, non posso che convalidarne l'appellativo tingendolo anche di carente educazione. All'epoca dei fatti di Scanzano Jonico per il deposito unico nazionale di scorie nucleari, avendo saputo che aveva presenziato alla lotta, m'illudevo che fosse davvero motivato a portarla avanti, quindi, quando scrissi, per Angelo Chimienti e la Basilicata tutta, il libro "IL SITO, SCENARI E RETROSCENA SU SCANZANO JONICO" mi preoccupai di portargliene una copia a casa con tanto di dedica, sperando che si potesse, anche attraverso la sua musica, diffondere  tra i corregionali la consapevolezza di quanto stava accadendo.


 Dal 2004 ad oggi ho aspettato invano un suo segnale o perlomeno un ringraziamento per l'omaggio. Nulla. neppure una stitica cartolina dalla "mitica" (tsè..) pop star corregionale. Negli anni lo vidi invece a presenziare sui palchi delle campagne elettorali dei DS (attuali PD) che grandissima responsabilità  ebbero (perché l'allora Presidente Bubbico DS disertò l'ultima conferenza Stato Regioni, quella definitiva per la scelta del sito e così fu scelta la Basilicata grazie al suo silenzio assenso). Un lucano, anzi due, che non mi piacciono granché. Ancora meno mi piace la sua spocchia da divo e l'arzigogolo ermetico delle canzoni partorite dopo il "divorzio" dal fratello Armando, poeta ed autore di tutt'altra pasta. Non parliamo poi della millantata beneficenza, delle campagne AVIS stile Padre Pio con tanto di mani giunte e quant'altro. Stendiamo da pii...un velo pietoso! Quando però  ho letto le presentazione de "GLI AMORI SON FINESTRE" mi son posta non pochi problemi infilandomi nell'encefalo dei suoi residui fans (molti dei quali, tra i fedelissimi storici, solo per aver chiesto notizie di Armando, sono stati bannati dal sito, dopo anni di adorazione del loro idolo di vinile Pino). Ho provato a decodificare  gli ermetici arzigogoli delle sue parole che, abilmente messe insieme, dicono tutto e niente, disorientando quanti invece vogliono capirci qualcosa sulla entità e veridicità della sua "poesia". Dunque  riporto il testo da lui pubblicato sul sito ufficiale (in nero) accompagnandolo a mie annotazioni di rimando. Se  riuscite a capirci qualcosa... vincerete un suo  romantico vocalizzo. In bocca al lupo! 

 Eccolo il titolo del mio nuovo lavoro discografico, Gli amori son finestre. Non un titolo pensato come suono facile da ricordare, non un titolo semplice, capace di arrampicarsi tra le storie della memoria con la facilità dell’incastro ma un titolo che parte da contorni disegnati col fiato e da ogni respiro accavallato all’istinto; 

Gli amori son finestre appannate sulle quali si posa il fiato di un poeta che non si arrampica sulla memoria né s’incastra più ad essa ma si titola d’istinto contorsionista, nemmeno aiutato dal respiro della punteggiatura!

un titolo che riesce a documentare la vita attraverso le passioni, da quelle leggere e sorridenti a quelle che infuocano il cuore fino allo stare male, quelle che hanno la forza di infiammare le foreste dei pensieri più intimi, per poi restituire la voglia di andare lontano,avventurieri di un nuovo infinito e di un nuovo messaggio di gioia da spartire col sogno più raro. 

un titolo che spalanca un panorama, punta ad un orizzonte che prosegue oltre lo sguardo solitario di un poeta terribilmente solo, che spartisce, nell’intimità di se stesso e solo con lui, un sogno raro e inenarrabile. Una finestra che alla fine, una volta aperta, si spalanca su un incolmabile vuoto panico.

Un titolo che può guardare dritto negli occhi di chi, non necessariamente, sa distinguere tra paura e coraggio, ma ne percepisce l’odore e ne segue la direzione affidandosi alla luce dei sensi. 

Un titolo può essere letto ma non ha occhi, a meno che lo stesso poeta non si transustanzi in titolo ovvero in mera descrizione contemplativa e riassuntiva e sin-isterica di se stesso. Giova ricordargli che anche la percezione degli odori ha bisogno di sinapsi funzionanti esattamente come quelle che sottendono al discernimento di paura e coraggio, con comportamenti consoni alla bisogna. Non trattasi, abbiamo capito, di decerebrati i contemplazione di un titolo..

Un titolo che riesce a parlare d’amore come campane domenicali vogliose di inseguire il cielo per farsi sentire e che fa, d’ogni amore che ci circonda, l’autore del nostro vivere sano. 

Un titolo apre una finestra su un amore imprigionato che ha bisogno d’aria, di luce, di voce e anche di manifestazione reale, oltre che di descrizione sinottica per garantire salute fisica e mentale. Le campane rintronano  non solo nella maggior parte delle orecchie limitrofe ed allenate ma letteralmente rincoglioniscono il campanaro che le suona chiamando a raccolta i fedeli per la solita messa cantata. Il breviario di preghiere resta immutabile e con esso le campane. Cambiano le campane altrove però e possono cambiare le parrocchie ed anche i fedeli e perfino le religioni, invece l’amore che ammalia il poeta resta immutabile e ossessiona il suo poetare fino a farne l'autore del suo stesso sano vivere o sopra-vivere.

Una nuova finestra da cui affacciarsi per capire e respirare il profumo di ogni terra nuova, di ogni nuova canzone capace d’emozionare qualsiasi sensibilità, aggiustando nella propria eco il dogma felliniano del gusto della bellezza e dello sperdere l’anima del nostro tempo migliore per cercare di capirla, sfocandone le sintesi ed equilibrandone l’assoluto dilemma, abbandonandosi al mondo senza timore, per accertarne la non offuscata fragranza del cuore in attesa. 

Una casa, quella interiore, profondamente deserta, che riecheggia delle campane tirate con la forza necessaria a far crollare un campanile costruito con fatica, con sudore, con amore. Una casa vuota ma piena di finestre a cui affacciarsi per cercare fuori da sé ciò che in sé è morto e olezza di decomposizione: il profumo di un amore puro, come diceva Battisti, puro come“il suo” amor. In questo sublime pensiero, non tanto la transustanziazione del dogma felliniano della bellezza (deforme) ma l’analisi paranoico-critica del testo o dell’opera d’arte, come il grande Salvador Dalì. Chi meglio di Dalì ha saputo esprimere l’attesa con l’immagine di orologi liquefatti?

Eccolo il titolo! Pieno di domande e risposte, di lettere scritte e spedite dal desiderio, forse mai lette e allora riferite a voce come un passaparola del dire contro il non dire. 

Gli amori son finestre e non a caso il poeta parla di finestre. Le finestre hanno i vetri, non sono aperture sul mondo. I vetri sporchi o di pessima qualità possono alterare la visione di ciò che c’è al di là. Gli amori son finestre, ma il poeta non titola se stesso come una finestra aperta. Ecco in questo, il titolarsi della tragica, profonda prigionia del dire e non dire che equivale al dire e non dire a se stesso prima che agli altri. Il terribile conflitto se il dire o non dire a se stesso la verità. Ed ecco il mistero: di quali lettere si parla?E quale verità detta-non detta ci lascia intravedere attraverso dei vetri sporchi di case chiuse, sui quali disegna improbabili storie d’amore? Mistero, un mistero che ammalia!

Un titolo pieno di sapori, sapori aggiustati di sale contro ogni sciapo pregiudizio, come un’altezza incapace di valutare la propria vertigine. 

Vedete? In questo passaggio successivo dice un po’ di più: amori sciapi che vanno aggiustati di sale con un po’ di poesia, voli pindarici a cui non si è abituati perché le ali son posticce; e il pensiero degli orizzonti, del suono delle campane, dell’aria alta e dei cieli tersi, genera una vertigine che si è incapaci di valutare e gestire serena-mente.

Un titolo in cui il calpestio delle tavole, di decine di teatri, si sente e ritorna all’orecchio come un fendente al petto, con le canzoni affidate ai momenti e al mescolio degli attimi, dei silenzi, delle urla del pubblico voglioso di gioia e di pianto. 

In questo passaggio c’è un evidente richiamo alla rappresentazione (Teatro) della morte (tavole), e un fendente che ritorna al petto…un amore come un pugnale lanciato e tornato indietro come un boomerang, come le canzoni affidate all’unico crogiuolo possibile della loro esistenza. Il mescolio di gioia e pianto, la tavola, le tavole, i silenzi, le urla.. avviene prima in famiglia e poi si transustanzia nel pubblico. Un pubblico che non avendo vissuto in quel crogiolo mai saprà, nonostante le campane, la verità di canzoni nate in quella particolare mescolanza di eventi.

Gli amori son finestre, le canzoni son finestre, i momenti son finestre e così la vita diventa il rinnovo dell’attimo appena passato in cui le emozioni inseguono l’attimo successivo inventando il presente, quel presente che ci chiama col nostro nome, coi nostri ricordi, quel presente che ci chiama con la voglia del domani chiusa nelle tasche dove le mani, d’accordo col buio, inventano un nuovo giorno e poi un altro e un altro ancora e poi un concerto e poi un altro e un altro ancora,  con la voglia quasi fisica di mettersi in discussione, sera per sera, oltrepassando lestelle con lo sguardo, nella ricerca della verità

Gli amori e le canzoni che ispirano i momenti sono finestre. Ma non sono finestre aperte. Sono chiuse e con vetri sporchi e appannati sui quali il poeta disegna la sua solitudine e re-inventa il presente per riempire di contenuti un nome che è ma non è;  e che non gli appartiene totalmente, perché è un nome fatto di ricordi e momenti condivisi che non sono solo suoi..

di un orgasmo espressivo fatto di voce e tastiere, di voce e chitarre , di voce e pulsioni ritmiche su cui adagiare il contatto tra canto libero e corpo in movimento, sposandone la parte più intima, quella che leggo nei vostri occhi ricchi di lacrime e voglia di vivere, capaci d’emozionare le stanze dei secoli raccogliendone il ventre materno, passando da un silenzio a un bacio con la caparbietà del sogno allungato. 

Da qui all’orgasmo dell’esibizione in pubblico, ossia dalla disperazione delirante più totale interiore (per l’evidenza di ciò che non si riesce nemmeno a dire a sé stessi), il passo è breve: ecco giungere la liberatoria rimozione del problema e la sua sostituzione. Il delirio del pubblico viene a soccorrere il proprio. Ecco l'orgia musicale di strumenti, canti e corpi liberi in un teatrino denso di pubblico lacrimoso e ansioso di vivere, come in un sogno allungato, la vita-farsa del palcoscenico tra silenzi e baci  stanze secolari  e tutte le belle e buone e brave mamme del mondo. Ma la mamma non è sempre una mamma come la nostra; a volte può essere dico io una mammana, magari  una magara (megera), una mammina, una mammona, una mammola, una mammella, una cappella, una fresella, una biella, una padella, una scodella, una manna, una mannaia, una topaia, una caldaia ecc. Una mamma a volte può essere di tutto tranne che una mamma comunemente intesa.

L’uscita di un nuovo disco è un abbraccio nuovo, un nuovo rapimento dei sensi,  dove la passione si amplifica uguagliando l’infinito. sul palcoscenico, dove la sensualità diventa carattere,dove la musica è ingravidata da un riflusso continuo di emozioni e consensi, dove l’equilibrio partorito plana su di voi, amici carissimi, come un volo di fragili nebbie e antichi condottieri vogliosi di lacrime immense e immensi sorrisi, di rispettosi incanti e canzoni intense. 

In questo piccolo passo la chiarificazione:un nuovo disco è una specie di medicina che anestetizza la sofferenza, l’incoerenza, la bruttezza, la sterilità, l’inazione sentimentale, il sonno delle passioni vere; il coma profondo del proprio essere fino alla morte interiore del poeta. Un campo di calcio in cui fare un concerto diventa un campo-santo per certi versi in cui c’è processione e precessione di equinozi, solstizi e  soli-tudini. Il concerto esorcizza la morte perché la musica che s’insinua nell’anima va ad ingravidare se stessa come un protozoo che si autofeconda e che si rigenera da se stesso per partenogenesi; o dalle proprie ceneri come la fenice. Se poi il parto avviene da una di quelle mie citate mamme alternative...son cavoli amari..

Ma un disco dal vivo è un riordinare il dibattito intimo tra coerenza ed affetto, quello della gioia esordiente sulla sofferenza,quello della bellezza concupita dal cuore e portata in processione Per me, un disco dal vivo è il coraggio che prende forma e si amplifica in una espressione dove il suono non è più solo suono.

Il disco diventa una seduta sul lettino di uno psicoterapeuta o di uno p-sci-sicopompo che traghetti l’anima o la lasci sciare verso lidi più sereni, apra la finestra chiusa, ne ripulisca i vetri e porti l’anima a lanciarsi fiduciosa nella vertigine del nulla assoluto, come assoluta certezza del proprio esistere.

Il sound non è solo forza motrice ma l’insieme di tutti i vagoni che, muovendosi in uno spazio-tempo allargato, riesce a dare maggiore possibilità all’ambiente e alla sensibilità di ogni musicista, di poter organizzare un terreno più fertile su cui costruire il proprio linguaggio emozionale.

Il poeta distrutto, attraverso il sound si ri-ode e con esso ri-ode campane anche se stonate o assordanti ma sempre campane. Din Don i rintocchi dall’alto di architetture che non si è in grado di sostanziare e progettare. Il sound è un auto-bluff utile a ridimensionare l’esiguo spazio interno confinato dietro una finestra chiusa, in una stanza-amore di una casa chiusa sul mondo che alla fine soffoca e uccide il poeta.Vagoni che sono anti-ecologici per tutti.

E’ la visione di una bellezza organica, come nell’architettura organica di Frank Lloyd Wright, dove lo spazio interno si allarga e si prolunga nello spazio esterno, dando luogo a un nuovo concetto architettonico basato sul recupero del rapporto con la natura. 

E’ piuttosto l’architettura che il poeta sogna per la sua anima imprigionata, quella di LLoyd Wright. Se l’amore è una finestra ed è chiusa, non può aver nulla a che fare con Lloyd Wright. Piuttosto è la sgabellazione estatica  e acritica della propria impotenza a muoversi nella natura ossia nella semplicità, nella verità, nella bellezza; e perfino nella bellezza organica di una sacra merda di vacca nel Parco del Pollino.

In questo modo la canzone sposta il suo senso estetico maturando un make up istintivo, dove la rappresentazione prospettica vive il chiaro-scuro dei suoi angoli cercandoli e i colori naturali sanno impazzire di logica gioiosa da regalare alla luna. 

Quando il poeta si avvicina alla  soluzione del proprio nucleo affettivo emozionale,  lo make-uppa; se ne distanzia ad una velocità panica. Comincia a contorcersi in un linguaggio criptico per distrarsi dall’angoscia, spiazzare il suo uditorio, ipnotizzarne i neuroni ormai sfatti nel tentativo di seguirlo ancora per un po’.

Un disco dal vivo è cementare un contatto tra palco e platea, un modo di ritoccare gli sguardi e coglierne il succo. Un modo per ricatturare il silenzio e gli acuti più arditi, inseguiti dagli assoli e i ricami delle chitarre più viscerali. Affidarsi alle ritmiche solide e complesse e poi lasciarsi trasportare nei voli più arditi delle tastiere. Sentire la band come rifugio fluido in cui raccontarsi e viversi per poter declinare la bellezza del vivere in cui la sensualità del palco diventa percorso già disegnato. 

Il panico di volare alto nella verità interiore viene sublimato dal volo delle tastiere. L’ardimento non appartiene al poeta ma alle chitarre viscerali, viole, batterie, flauti di Pan e orchestre dei suoi accompagnatori musicali. Le urla d’angoscia che lo attanagliano però  non riescono ad uscire  ed è il pubblico a voler vedere uscire lui, che è l’incarnazione vivente dell’angoscia fatta poesia.

Un disco dal vivo come “ Gli amori son finestre “è anche una copertina, in grado di percepire tutto questo e farne uso prolungato e continuo nell’amministrazione delle ventotto canzoni, finestre esse stesse di altrettanti momenti, dove la conoscenza del mondo visibile diventa il mezzo per la conoscenza di una realtà soprasensibile, ordinata secondo regole logicamente coerenti, dove l’amore è il contrappeso degli angeli. 

Il quadro è questo, la copertina di un’anima lacerata è questa: finestre chiuse, spazi ristretti e vetri sporchi o appannati su cui disegnare qualunque cosa col fiato e col dito. Un dito che non è puntato e non riesce ad essere  puntato, per totale capacità acritica, dove dovrebbe: la consapevolezza di quale sia la tragica realtà soprasensibile e soprascritta del poeta. RELOAD, REWIND, Re-Wind,  dio-vento che porta via l’ultimo bagliore del logos interno, altro che "logica gioiosa da affidare alla luna"... L’amore inesistente e senza sostanza è il contrappeso di angeli obesi precipitati nell’evidenza della realtà che, per quanto poetata non si cambia. Una tragedia insomma sulla tragedia, visibile solo a chi vuole vederla e comprensibile solo a chi sa; e sa comprendere  e sentire anche le note di una melodia sgangherata.

Nel mio disco, allora, la copertina ha il dovere di diventare Flora, uno straordinario quadro di Francesco Melzi, in cui la delicatezza del viso sorridente, sprigiona e proietta, con fare quasi materno,il desiderio d’accogliere sul seno scoperto ogni sensibilità da allattare e nel gesto, uno strumento, forse una mandola, capace, attraverso il suono, di promuovere tutto l’amore del mondo, quello che conta davvero, mescolato all’orgoglio di una sensibilità femminile. 

Ed ecco svelato l’arcano infine: un seno scoperto materno. Le mammelle son due di mamma Flora o di papà Fauno comunque vi allattavano due fratelli (gemelli e complementari) che, da siamesi che erano ritenuti dai loro estimatori, hanno subìto una crudele operazione chirurgica. Un chirurgo crudele si è inserito,  con amore poetato materno, paterno, fraterno, a separare chi risuonava in sincronia e sintonia. L’amore che conta davvero è separato dall’orgoglio. Che non sia un vago riferimento inconscio, quest'amore che conta davvero,  al vero poeta amorevole,  suo alter ego e fratello Armando?

il grande poeta e compositore Armando Mango


La bellezza, diceva Oscar Wilde, ha il genio vincente. Io aggiungerei che la bellezza ha il genio vincente in chi sa riconoscerla, caricandone il cuore fino a farlo scoppiare. 

Ma Oscar Wilde diceva anche un’altra cosa: “L’originalità che io intendo e che si richiede all’artista è nel trattamento, non nel soggetto. Solamente chi non ha immaginazione inventa. Ilvero artista lo si riconosce dall’uso che fa di ciò di cui si appropria, ed egli si appropria di tutto”. Ecco, Mango Pino riesce a manipolare le parole inventandosi contenuti improbabili. In questo, e nella capacità di essersi appropriato anche della poesia di Armando, suo fratello, è stato un vero artista. 

Mango/
Agnesina Pozzi

 

Postato da: AgnesePozzi a 10:22 | link | commenti

MACEDONIA MEGARIDEA

 

L'(A)-NORMALITA' del Premier

Post n°1218 pubblicato il 08 Ottobre 2009 da vocedimegaride
 

L'(A)-NORMALITA' DEL PREMIER

di  Agnesina Pozzi

 
1) E' normale che i Giudici della Corte Costituzionale, abbiano escluso per il Lodo Schifani il ricorso ad una legge costituzionale per poirimangiarsi la prima decisione nel secondo verdetto sul Lodo Alfano?
 
2) E' normale che l'avvocato che rappresentava i PM di Milano nella riunione della Consulta (peraltro non accettato dalla stessa)  fosse lo stesso avvocato che per secoli ha difeso Carlo De Benedetti (nemico giurato di Silvio Berlusconi)?
 
3) E' normale che la sentenza del Giudice monocratico per il procedimento civilistico, a danno di Silvio Berlusconi, sia stata resa notalo stesso giorno della manifestazione di protesta per la libertà di stampa?
 
4) E' normale parlare di mancanza di libertà di stampa in un paese in cui sia le TV di Stato che la maggior parte dei giornali e giornalisti fanno e dicono quello che vogliono contro il capo del Governo e perfino in seno alle sue TV, nel libri che pubblica, nei film che sponsorizza?
 
5) E' normale considerare il capo del Governo "Primum inter pares" per quanto riguarda la negata sospensione dei procedimenti a suo carico, ma non considerarlo tale quando si deve difendere, come ogni cittadino, dai barbari attacchi mediatici che gli vengono rivolti dai quotidiani che fiancheggiano l'opposizione?
 
6) E' normale considerare il capo del Governo "Primum inter pares" riguardo a tutti i cittadini ma non considerarlo tale tra tutti gli altri parlamentari che godono dell'immunità e che hanno fatto ricorso alle candidature per essere eletti e restare impuniti?
 
7) E' normale che Di Pietro continui a blaterare di dimissioni, di mafia, di corruttela senza aver avuto la coerenza di dimettersi per consentire che ciò che lo riguardava fosse chiarito?
 
8) E' normale che un PM accetti prestiti o regali da qualunque soggettomentre lo sta indagando?
 
9) E' normale candidare nelle proprie liste la figlia di una presunta vittima della mafia che però un magistrato pentito ha dichiarato non essere stato delitto di mafia, senza chiarire la vicenda e perlomeno discuterne in pubblico?
 
10) E' normale per un capo di Governo querelare un vignettista di satira (Forattini) per una semplice vignetta? 
 
11) E' normale frugare nella vita privata di un capo di Governo? 
 
12) E' normale indignarsi per Sircana (che stava adescando un trans) e per Boffo (condannato per minacce alla moglie di un suo amico) e non per Berlusconi?
 
13) eccetera...
 
Se tutto ciò è normale allora l'anormalità personiificata è Silvio Berlusconi che alla fine ha rotto quel muro di profonda ipocrisia che recinge tutti i moralizzatori, i nullafacenti, i servi di altri poteri diversi dal suo, gli intrallazzisti sotto i banchi e nelle segreterie e sagrestie, gli opportunisti della pensione di Stato (dopo  soli) due anni di mandato alla faccia dei 30 anni di lavoro dei compagni operai, qualche sindacato e sindacalista (che usando gli operai  si è fatto il suo bel potere economico intrufolandosi dappertutto e continuando anche a sfruttare i suoi giovani nel CAF, lanciando i suoi segretari lontano dalle fabbriche e all'arrembaggio per piaceri e clientele e carriere), i compagni marxisti nullafacenti esattamente come Marx nelle loro imbarcazioni di lusso; le banche  coi loro banchieri eccetera.  Insomma si è fatto nemici dappertutto tranne che tra la gente, che esattamente così com'è  LO AMA e vuole che governi come ha deciso con il voto più di una volta!
 
Sepolcri imbiancati ed un nuovo rivoluzionario modo di fare politica checchè se ne pensi; Silvio è l'anomalia che mi piace, è rock e tutti gli altri mediocri intorno sono lenti, lenti, lenti. 
Il Presidente della Repubblica?  Ha attaccato anche lui! Fatto gravissimo ma nessuna Rosy Bindi si è inalberata per attaccare Di Pietro quando di Pietro ha fatto di molto peggio!! 
 
Certo è anormale praticamente dire a Napolitano: "sei un'ipocrita che ha salvato la faccia con la firma ma non hai fatto nulla di ciò che, con un minimo di buon senso (dato che dei rapporti personali si giovano tutti ma proprio tutti), potevi agevolare se non altro per coerenza". 
 
E' vero che il Presidente della Repubblica proviene dalle fila del PC e si sa quindi da che parte proviene, che ha detto di falso? Se i Giudici della Corte Costituzionale li nomina il capo dello Stato, di che parte li sceglie? Della sua o degli avversari politici? Napolitano è anch'egli un uomo e di questi legni son fatti tutti i crocifissi.
Silvio Berlusconi però è stato voluto dalla maggioranza degli italiani e non dai partiti e questo è un altro dato di fatto. Il popolo vuole che GOVERNI nonostante tutto. 
 
Silvio Berlusconi è rivoluzionario nel modo di fare, confrontarsi con gli altri capi di Stato, sfidare le convenzioni, le etichette, le ipocrisie istituzionalizzate.  E' spontaneo, leale, sincero, disinibito, verace! E' così com'è: pane al pane e vino al vino succeda quel che succeda...

Semplicemente mitico, poi, dire a Rosy Bindi senza troppi complimenti:"Lei è sempre più bella che intelligente"...ma cavolo Silvio come ti vengono? Hai perso per strada la pazienza e con essa la galanteria e le buone maniere!
 
 Non sai quanta gente però hai fatto sbellicare dal ridere ed applaudirti!
 
 


APPELLO AI VERI MAFIOSI
e ai VERI COLLABORATORI DI GIUSTIZIA

Post n°1219 pubblicato il 09 Ottobre 2009 da vocedimegaride
 

 

GENOVA (REUTERS): "G8, violenze alla Diaz: assolti De Gennaro e Mortola mercoledì 7 ottobre 2009 15:22 GENOVA (Reuters) - Il tribunale di Genova ha assolto oggi l'ex capo della polizia Gianni De Gennaro e l'ex dirigente della Digos Spartaco Mortola dall'accusa di aver indotto a testimoniare il falso l'ex questore Gianni Colucci, nell'ambito dell'inchiesta giudiziaria sulle violenze alla scuola Diaz nei giorni del G8 di Genova dell'estate 2001.Di Gennaro e Mortola sono stati assolti per non aver commesso il fatto. Il pm Enrico Zucca aveva chiesto una condanna a due anni di carcere per De Gennaro e un anno e quattro mesi per Mortola.   L'accusa sosteneva che De Gennaro -- attualmente direttore del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (Dis) -- e Mortola avessero fatto pressioni sull'ex questore Francesco Colucci affinché rendesse falsa testimonianza al processo per l'irruzione della polizia nella scuola Diaz durante il G8 e per la quale sono stati condannati 13 agenti."
 
DOMANDA: E' NORMALE CHE I RESPONSABILI ALLA TESTA DI COMANDO SIANO STATI ASSOLTI MENTRE IL QUESTORE INSIEME AI SUOI AGENTI CHE DI NORMA ESEGUONO GLI ORDINI IMPARTITI DAI SUPERIORI SE LA SIANO PRESI NEL LATO B?
 
 Siamo alle solite, niente di nuovo: i responsabili assolti e gli innocenti  condannati!!

 
 

Il copione si ripete. Guarda caso questa notizia si assomma a tutti gli altri fatti di questi ultimi giorni nella concitazione generale cominciata con Noemi, Patrizia, la libertà di stampa, la sentenza sul Lodo Mondadori, la Consulta sul Lodo Alfano e l'ultima puntata di Annozero sulle sconcertanti rivelazioni di Massimo Ciancimino: Marcello Dell'Utri successore di Vito Ciancimino nella mediazione tra mafia e politica. Panna sulla ciliegina all'alba del giorno 9 ottobre: la Svizzera sta indagando Mediaset per riciclaggio e Mills che fa sentire la sua voce: " se sono colpevole io lo è anche Berlusconi".
 
 Ma che cavolo succede? I conti non tornano, no che non tornano. Troppi eventi destabilizzanti si accavallano ma nella confusione c'è chi non si accontenta di constatare che siamo allo sfascio totale e vuole capire, si fa domande marzulliane perchè nessuno risponde alle stesse. Il nome di Contrada è stato buttato lì da Travaglio ma tra i presenti l'argomento non è stato portato in discussione, come mai? C'è un funzionario dello Stato che per 30 anni ha rischiato la vita e sbattuto in galera molti mafiosi ricevendo lodi, alti encomi ed ha fatto anche carriera al punto da passare da semplice poliziotto a capo della Criminalpol di Palermo a salire, fino ad essere il n.3 del SISDE ma con funzioni amministrative e NON D'INTELLIGENCE.
     Così Giovanni Falcone si espresse su (l'allora efficentissimo ed utilissimo) Contrada scrivendo al Questore di Palermo: “Mi è gradito esternarLe i miei più vivi ringraziamenti per la intelligente e fattiva collaborazione della Squadra Mobile e della Criminalpol di Palermo nelle indagini istruttorie relative al procedimento penale contro Rosario Spatola (poi divenuto pentito e un collaboratore di giustizia chiave al processo contro Contrada ndt) ed altri, imputati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e di altri gravi delitti. Mi consenta di segnalare, in particolare, il dott. Bruno Contrada, dirigente della Criminalpol Sicilia, il dott. Ignazio D’Antona, dirigente della Squadra Mobile di Palermo, (sbattuti entrambi in galera alla faccia dell'efficienza)  il vicequestore dott. Vittorio Vasquez i quali, pur in mancanza di strutture adeguate rispetto alla gravità ed alle dimensioni del fenomeno mafioso, hanno portato allo scrivente continua e incisiva assistenza, rivelando, altresì, nel compimento di indagini delicate, ottime doti di capacità professionali”.
 
Dopo la morte di Boris Giuliano, amico fraterno di Contrada e capo della Squadra mobile di Palermo, il 7 febbraio 1981 Bruno Contrada stesso consegnerà un rapporto giudiziario nel quale denuncia mandanti ed esecutori del delitto. Quando comincia la delegittimazione di Contrada? Buscetta solo nel 1984 lo accuserà di collusione con la mafia ma tutto verrà perfezionato qualche anno più avanti.
 
Le procure "rosse" espressione di una certa classe politica, volevano IL CONTROLLO DELLA POLIZIA ATTRAVERSO LA DIA mentre la classe politica voleva la RICONVERSIONE DEL SISDE.Contrada, vecchia guardia, non poteva che essere un peso di cui liberarsi. Le vere accuse DA PARTE DEI PENTITI, cominciano solo quando questi avanzi di FOGNA non sono più gestiti dall'Alto Commissariato per la lotta alla mafia, ma dalla DIA.
 
 La DIA scippa le indagini a Contrada e la carriera di quest'ultimo comincia ad essere distrutta. CHE STRANA COINCIDENZA NO?
 
Altrettanto strano che durante Annozero esca il nome di Violante (Toh! che caso! allora era alla commissione antimafia) e tutti tacciono in merito senza approfondire.
 
Altrettanto strano che siano i carabinieri (Mori e Di Donno) a trattare con Ciancimino. Che sempre i Carabinieri s'impossessino della borsa di Borsellino (Toh! Consegnata loro da Ayala...Magistrato senza neppure accertarsi cosa c'era dentro e pretendere un protocollo).
 
Altrettanto strano che il carabiniere in borghese che portò via la borsa venne anche processato e assolto:  (BOH chi gli aveva dato l'ordine di prendere la borsa? A chi l'aveva consegnata e perchè?). Sull'argomento in Annozero SI SORVOLA.
 
Che c'entra Contrada?  Era UN POLIZIOTTO...alla fine.
 
Due Carabinieri (Del Sole e non ricordo il compare) non solo furono assolti ma PROMOSSSI (Toh che coincidenza, un premio ai fedeli servitori dei forse VERI TRADITORI).
 
Tentano di Archiviare la denuncia di calunnia che Contrada fa verso questi due.CHI E PERCHE'?
 
Borsellino SAPEVA della trattativa con la mafia (Toh! E allora perchè non si preoccupò affatto della sua sicurezza? Di chi si serviva allora Borsellino, di Contrada o della DIA?)
 
Mancino perde la memoria. Allora Chiedete a Caselli e dategli il fosforo. Oppure chiamate Violante, ex picconista e querciaiolo attualmente "magistrato pentito" della strumentazione politica. Chiamate Scalfaro che forse ha una memoria migliore.
 
 CONTRADA E' INNOCENTE vergognatevi, lo sanno anche i mafiosi che è innocente e allora l'appello glielo faccio anch'io ai MAFIOSI VERI ed ai COLLABORATORI DI GIUSTIZIA VERI ; non mi appello ai pentiti, quella è feccia che è stata usata per avere vantaggi e protezione e che ha tradito anche i capi; lo stesso Riina ha detto che dei pentiti non si può fare nemmeno una spremuta di merda.
 
Faccio un appello come Agnese Borsellino
perchè anch'io mi chiamo Agnese
e se lei tiene alla verità su Paolo,
 
                                                 io tengo alla verità su Bruno:
 
 
"Mafiosi veri, se non vi siete mai pentiti e vi ritenete grandi capi potete almeno riconoscere pubblicamente la dignità e l'onore DI UN VOSTRO ACERRIMO NEMICO, che è stato sempre Contrada. Chi ha usato i vostri vigliacchi scagnozzi contro di lui e contro di voi LO SAPETE.  Sputtanate quindi chi non merita di occupare il posto che occupa, chi si arroga il diritto di giudicare e dovrebbe essere messo alla gogna. Sputtanate anche i politici che hanno usato Contrada e l'hanno abbandonato in un angolo dopo 30 anni di onesto lavoro contro di voi. Un nemico DEGNO, perchè un grande criminale deve avere il grande nemico che merita. UN NEMICO! Questo era Contrada e voi lo sapete che non ha mai collaborato e "vi ha scassato la minchia come non mai".
Tanto siete in carcere e nessuno vi tirerà fuori, quindi meglio che a voi riconosciate un GALANTUOMO, UN DEGNO NEMICO, UN ONESTO NEMICO come Contrada, piuttosto che continuare a marcire in galera per merito di tanti quaqquaraqquà che meriterebbero il carcere come voi. Restituite la libertà e l'onore a chi ha lavorato onestamente. Riconoscete l'onore delle armi se vi ritenete davvero "uomini d'onore".
     E' ora che vi ravvediate non davanti alla giustizia cialtrona ma davanti a Dio, giudice supremo, e facciate emergere la verità; SEsiete i veri padrini ed avete ancora un minimo di ONORE per quanto criminale, DOVETE  necessariamente e per coerenza restituire dignità al vostro acerrimo nemico Bruno Contrada. A lui continuo a baciare le mani per la sua onestà, rettitudine, cultura, professionalità, efficienza, veneranda età. Gliele bacio come a mio padre. A voi le bacio come padrini".
 
Agnesina Pozzi

 
EDITORIALE di marina salvadore il 09/10/09 alle 11:23 via WEB commento
Oggetto: intervento di Ultimo su "Il Giornale" di oggi
da "Il Giornale" di oggi venerdì 9 ottobre 2009 - pag. 2
 
ANNOZERO E LE SUE STAR IL MIGLIORE ESERCITO DI RIINA E DELLA MAFIA "Annozero e le star che lo promuovono sono il migliore esercito di Riina Salvatore. Lo si capisce in maniera nitida guardando la puntata sulla mafia di questa sera", ha dichiarato Ultimo, il capitano dei carabinieri Sergio De Caprio che arrestò Totà Riina. Ultimo - questo il suo nome di copertura quando braccava il re della mafia - ha parlato ieri sera, immediatamente dopo la puntata di Annozero in cui era ospite Massimo Ciancimino, figlio di Vito e che ha visto nel mirino tra gli altri il colonnello Mario Mori, all'epoca diretto superiore di De Caprio. Tema della trasmissione di Michele Santoro la presunta trattativa fra mafia e istituzioni.
   Per Ultimo "è importante che ciò che resta della società civile si unisca contro questa nuova fase stragista mediatica dei nuovi Corleonesi. Alla fine quelli che hanno combattuto la mafia saranno - oltre agli attori di Annozero - il figlio di Ciancimino, i figli di Riina e magari anche quelli di Provenzano e Brusca. E - chissà! - li troveremo tutti insieme a fare lezione di legalità nelle scuole. Che si indaghi su Riina Salvatore e sui suoi nuovi alleati mediatici. Onore a tutti i combattenti caduti contro la mafia".
 Il boss Riina, detto anche Zù Totò, fu catturato il 15 gennaio 1993 dal Crimor (squadra speciale dei Ros) dopo un lungo lavoro di pedinamenti.
 


LA CORTE COSTITUZIONALE CONTRO LA COSTITUZIONE

Post n°1220 pubblicato il 09 Ottobre 2009 da vocedimegaride
 

LA CORTE COSTITUZIONALE

E' INCOSTITUZIONALE!

L'Imperatore è nudo come un verme e il bambino-Berlusconi l'ha gridato in mezzo alla folla attonita.  Ora sappiamo dal collage mediatico che Rosy Bindi è brutta e poco intelligente (Cossiga, altro bambino birichino, aveva anche detto cattiva; può darsi), il Presidente della Repubblica proviene da sinistra (ergo non può essere del tutto imparziale), la Consulta è stata nominata dal Presidente della Repubblica per la maggior parte dei componenti (idem come sopra), le toghe rosse (non tutte le toghe) sono asservite a diktat ideologici e di scuderia e alla fine un manipolo di forcaioli contro il Premier, i giornali per metà sono di De Benedetti che è la vera opposizione, ossia IL GOVERNO OMBRA di questo paese eccetera eccetera. Tutti s'indignano ma Silvio ha detto solo la verità aprendo i sepolcri imbiancati. Che sia stato sputtanato anche il Presidente della Repubblica con  la bocciatura del Lodo Alfano, è un dato di fatto. Una vigliaccheria non aver eccepito la mancata legge costituzionale sul Lodo Schifani..e quindi KAPUT anche per Napolitano; che ora vale meno di un asso di coppe grazie alla Consulta.

La sua valutazione e la firma sul via al Lodo Alfano era inchiostro simpatico e basta, come di solito è simpatico Napolitano. Si dà il caso  però che la Consulta, con un atto inconsulto, abbia palesemente violato l'ARTICOLO 51  della Costituzione, per il quale chi governa deve essere messo in grado di governare, con tutto il tempo necessario... Così, togliendo a Silvio tempo per star dietro a tutti i mille processi che gli hanno intentato (criminalissimo e pericolosissimo Premier donnaiolo, corruttore, mafioso ecc ecc), gli negano il diritto sancito dall'articolo 51. Cazzo che guardiani...  Tiè beccatevi quest'articolo e grazie delle garanzie che offrite!

Agnesina Pozzi

Articolo 51: Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge [cfr. artt. 56 c. 3,58 c. 284 c. 197 c. 3104 c. 4106135 cc. 1, 2, 6XIII c. 1]. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini. La legge può, per l'ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive, parificare ai cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica. Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro.

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E tiè anche a Travaglio:

 postato da IL CONTRAPPESO

14 maggio 2008

 http://ilcontrappeso.splinder.com/post/17101851/

Travaglio colluso con la mafia?

Riporto una lettera del vice direttore di Repubblica in risposta a un'altra di Travaglio sul caso Schifani. Nella lettera si evidenzia una villeggiatura di Marco Travaglio con un sottufficiale di polizia condannato per favoreggiamento mafioso, villeggiatura pagata a Travaglio da Michele Aiello, anche lui condannato per mafia. Se fossi un giornalista della "scuola Travaglio" potrei alludere che l'opera di screditamento del Presidente del Senato sia orchestrata dalla mafia, magari proprio perchè Schifani non cede a ricatti mafiosi.

di GIUSEPPE D'AVANZO

Non so che cosa davvero pensassero dell'allievo gli eccellenti maestri di Marco Travaglio (però, che irriconoscenza trascurare le istruzioni del direttore de il Borghese). Il buon senso mi suggerisce, tuttavia, che almeno una volta Montanelli, Biagi, Rinaldi, forse addirittura Furio Colombo, gli abbiano raccomandato di maneggiare con cura il "vero" e il "falso": "qualifiche fluide e manipolabili" come insegna un altro maestro, Franco Cordero.Di questo si parla, infatti, cari lettori - che siate o meno ammiratori di Travaglio; che siate entusiasti, incazzatissimi contro ogni rilievo che gli si può opporre o soltanto curiosi di capire.

Che cos'è un "fatto", dunque? Un "fatto" ci indica sempre una verità? O l'apparente evidenza di un "fatto" ci deve rendere guardinghi, più prudenti perché può indurci in errore? Non è questo l'esercizio indispensabile del giornalismo che, "piantato nel mezzo delle libere istituzioni", le può corrompere o, al contrario, proteggere? Ancora oggi Travaglio ("Io racconto solo fatti") si confonde e confonde i suoi lettori. Sostenere: "Ancora a metà degli anni 90, Schifani fu ingaggiato dal Comune di Villabate, retto da uomini legato al boss Mandalà di lì a poco sciolto due volte per mafia" indica una traccia di lavoro e non una conclusione.

Mandalà (come Travaglio sa) sarà accusato di mafia soltanto nel 1998 (dopo "la metà degli Anni Novanta", dunque) e soltanto "di lì a poco" (appunto) il comune di Villabate sarà sciolto. Se ne può ricavare un giudizio? Temo di no. Certo, nasce un interrogativo che dovrebbe convincere Travaglio ad abbandonare, per qualche tempo, le piazze del Vaffanculo, il salotto di Annozero, i teatri plaudenti e andarsene in Sicilia ad approfondire il solco già aperto pazientemente dalle inchieste di Repubblica (Bellavia, Palazzolo) e l'Espresso (Giustolisi, Lillo) e che, al di là di quel che è stato raccontato, non hanno offerto nel tempo ulteriori novità.

E' l'impegno che Travaglio trascura. Il nostro amico sceglie un comodo, stortissimo espediente. Si disinteressa del "vero" e del "falso". Afferra un "fatto" controverso (ne è consapevole, perché non è fesso). Con la complicità della potenza della tv - e dell'impotenza della Rai, di un inerme Fazio - lo getta in faccia agli spettatori lasciandosi dietro una secrezione velenosa che lascia credere: "Anche la seconda carica dello Stato è un mafioso...". Basta leggere i blog per rendersene conto. Anche se Travaglio non l'ha mai detta, quella frase, è l'opinione che voleva creare. Se non fosse un tartufo, lo ammetterebbe.

Discutiamo di questo metodo, cari lettori. Del "metodo Travaglio" e delle "agenzie del risentimento". Di una pratica giornalistica che, con "fatti" ambigui e dubbi, manipola cinicamente il lettore/spettatore. Ne alimenta la collera. Ne distorce la giustificatissima rabbia per la malapolitica. E' un paradigma professionale che, sulla spinta di motivazioni esclusivamente commerciali (non civiche, non professionali, non politiche), può distruggere chiunque abbia la sventura di essere scelto come target (gli obiettivi vengono scelti con cura tra i più esposti, a destra come a sinistra). Farò un esempio che renderà, forse, più chiaro quanto può essere letale questo metodo.

8 agosto del 2002. Marco telefona a Pippo. Gli chiede di occuparsi dei "cuscini". Marco e Pippo sono in vacanza insieme, concludono per approssimazione gli investigatori di Palermo. Che, durante le indagini, trovano un'ambigua conferma di quella villeggiatura comune. Prova maligna perché intenzionale e non indipendente. Fonte, l'avvocato di Michele Aiello. Il legale dice di aver saputo dal suo assistito che, su richiesta di Pippo, Aiello ha pagato l'albergo a Marco. Forse, dicono gli investigatori, un residence nei dintorni di Trabia.

Michele Aiello, ingegnere, fortunato impresario della sanità siciliana, protetto dal governatore Totò Cuffaro (che, per averlo aiutato, beccherà 5 anni in primo grado), è stato condannato a 14 anni per associazione a delinquere di stampo mafioso. Pippo è Giuseppe Ciuro, sottufficiale di polizia giudiziaria, condannato a 4 anni e 6 mesi per aver favorito Michele Aiello e aver rivelato segreti d'ufficio utili a favorire la latitanza di Bernardo Provenzano. Marco è Marco Travaglio. 
Ditemi ora chi può essere tanto grossolano o vile da attribuire all'integrità di Marco Travaglio un'ombra, una colpa, addirittura un accordo fraudolento con il mafioso e il suo complice? Davvero qualcuno, tra i suoi fiduciosi lettori o tra i suoi antipatizzanti, può credere che Travaglio debba delle spiegazioni soltanto perché ha avuto la malasorte di farsi piacere un tipo (Giuseppe Ciuro) che soltanto dopo si scoprirà essere un infedele manutengolo?

Nessuno, che sia in buona fede, può farlo. Eppure un'"agenzia del risentimento" potrebbe metter su un pirotecnico spettacolino con poca spesa ricordando, per dire, che "la mafia ha la memoria lunghissima e spesso usa le amicizie, anche risalenti nel tempo, per ricattare chi tenta di scrollarsele frettolosamente di dosso" . Basta dare per scontato il "fatto", che ci fosse davvero una consapevole amicizia mafiosa: proprio quel che deve essere dimostrato ragionevolmente da un attento lavoro di cronaca.

Cari lettori, anche Travaglio può essere travolto dal "metodo Travaglio". Travaglio - temo - non ha alcun interesse a raccontarvelo (ecco la sua insincerità) e io penso (ripeto) che la sana, necessaria critica alla classe politico-istituzionale meriti onesto giornalismo e fiducia nel destino comune. Non un qualunquismo antipolitico alimentato, per interesse particolare, da un linciaggio continuo e irrefrenabile che può contaminare la credibilità di ogni istituzione e la rispettabilità di chiunque.

(Repubblica, 14 maggio 2008)

Postato da: AgnesePozzi a 07:58 | link | commenti

mercoledì, 07 ottobre 2009
LA STORIA INFINITA, LA SOLITA STORIA

LA STORIA INFINITA

Post n°1217 pubblicato il 07 Ottobre 2009 da vocedimegaride
 
Tag: giustizia ingiustalodevoli individuiLodo AlfanoLodo Mondadori

 

di Agnesina Pozzi
 
Un articolo di Giampaolo Pansa su "Libero" del 6 ottobre 2009 ci spiega benissimo cosa accadde 20 anni fa quando la Repubblica, di proprietà di Eugenio Scalfari e del Principe Caracciolo "salì" a Torino. De Benedetti era già proprietario della Mondadori, tranne che per la parte di Repubblica, l'Espresso e giornali locali ed acquistò anche questi rendendo Scalfari e Caracciolo miliardari e azionisti del gruppo. In un altro articolo a firma di Franco Bechis, apprendiamo che i 410 miliardi di lire dati all'epoca a Barbapapà e al Principe forse furono un danno per gli azionisti perchè c'era un patto sindacale tra Amef e Mondadori (comunicato al mercato e ai piccoli azionisti) e che fu violato in segreto da De Benedetti a danno di tutti gli altri soci(Berlusconi, Merloni, Rocca, Mondadori, e piccoli azionisti Amef e Mondadori). 

Infatti presa la Mondadori De Benedetti, violando i patti sindacali, la fuse con la Repubblica e L'Espresso mettendo così i soci in condizione di dover pagare Scalfari e Caracciolo i quali dissero,  all'inizio, di aver rinunciato ai premi di maggioranza a favore dei piccoli azionisti. Poi però si scoprì che le cose andarono diversamente grazie a deliberati firmati da una parte dall'azionista del gruppo Repubblica-Espresso che vendeva (CARACCIOLO) e dall'altra firmati dall'acquirente, nuovo presidente della Mondadori (SEMPRE CARACCIOLO!!!). Per ogni comune mortale che non s'intenda di un tubo di finanza ed azioni e mercato, queste sottili strategie sembrano davvero anomale e, se non francamente truffaldine, perlomeno SLEALI verso i compagni di avventura e i piccoli azionisti, che invece avevano dato ascolto e si fidavano dei comunicati ufficiali al mercato e dei patti di sindacato.
 


Ma torniamo un pò indietro.  All'epoca, la DC scelse come segretarioArnaldo Forlani al posto di Ciriaco De Mita (molto amico di Scalfari e Repubblica); nel maggio del 1989 la crisi di governo tolse a De Mita anche la poltrona di Palazzo Chigi con il trionfo di Bettino Craxi nemico di Repubblica e amico di Silvio Berlusconi che allora era azionista di minoranza nel gruppo Mondadori, per la maggior parte di proprietà di De Benedetti. A metà del 1989 nacque il governo Andreotti. Andreotti e Forlani naturalmente erano antagonisti di De Mita il quale era stato appoggiato dalla Mondadori che a sua volta era in tenera intesa con il PC di Achille Ochetto. 
 

 

 

Silvio Berlusconi era un fiduciario di Craxi,e stava "accucciato" buono buono in Mondadori; Craxi ad un certo punto lo sguinzagliò e nel dicembre cominciò la battaglia per conquistare Mondadori. Uno scontro IN BORSA alla fine, che si concluse nel 1991 con il famoso "Lodo Mondadori" mediato da quel Ciarrapico e che esitò in una spartizione, dal momento che tanto Andreotti, quanto Forlani, quanto Craxi avevano a chiare lettere fatto sapere che un gruppo così grande non sarebbe potuto andare ad un solo individuo; imposero a Berlusconi di dare via La Repubblica, L'Espresso e i giornali del gruppo Finegil, altrimenti avrebbe dovuto vendere le televisioni!!! Insomma Berlusconi imprenditore, all'epoca fu VITTIMA d'imposizioni da parte dei politici di allora.

Nel 1991 il giudice Vittorio Metta (Corte d'Appello Penale di Roma) risolse a favore di Fininvest la lite con De Benedetti per il controllo della Mondadori. La mediazione di Ciarrapico portò a questa spartizione: 

a De Benedetti Repubblica, Espresso e giornali locali 

 

 

a Berlusconi il marchio Mondadori, Panorama, altri periodici e libri

Tutto tranquillo fino al 1997; fino a quando cioè Eugenio Scalfari, teorico de "La Repubblica" quale faro della sinistra, scrisse che i giudici che si stavano occupando dell'Ariosto, di Previti e del Tribunale di Roma, avrebbero fatto bene a"mettere il naso" nella strana vicenda" del Lodo Mondadori.

La richiesta fu subito accolta e il Gruppo Espresso accontentato, nel tentativo di dare una potente spallata a Berlusconi, naturalmente coinvolto come presidente del Cda Fininvest.

In quel processo penale, Berlusconi fu assolto in primogrado, il reato fu derubricato a corruzione semplice ed è vero, estinto per prescrizione. Nonostante ciò il Giudice monocratico Mesiano, in sede civilistica, sentenzierà (e senza una perizia tecnica d'ufficio per la valutazione del danno) un risarcimento a favore di De Benedetti per 750 milioni di danni patrimoniali. Affererà anche che la sentenza di Metta fu espressa in fretta e senza poter entrare nel merito per annullare il Lodo Mondadori e, non dimenticando che Metta non era solo ma c'era un Collegio a decidere, affermerà a scanso di equivoci, che il giudice relatore "è sempre in grado di condizionare il collegio". Mi chiedo se i componenti del Collegio della Corte d'Appello di Roma di allora, non possano e non debbano anche querelare il loro collega Mesiano per diffamazione... Alla fine però..il risultato attuale di tutto questo teatrino, compresa la sentenza risarcitoria ai danni di Fininvest è che

1) Cir (di De Benedetti) ha avuto un incremento  in borsa del +8,21% 

2) La sentenza arriva ad "orologeria" dopo gli attacchi puttaneschi e la questione caprina della libertà di stampa

3) viene depositata nello stesso giorno della manifestazione per la libertà di stampa (..ekkecaso ma che caso!!) 

4) si aggiunge a collezionare altre spallate partite dal gruppo Repubblica ed Espresso al successo elettorale di Berlusconi 

5) s'inserisce nel delicato momento di decisione della Consulta sul Lodo Alfano relativo all'immunità per le alte cariche dello Stato senza considerare naturalmente e vigliaccamente che la stessa Costituzione prevedeva ciò,  ed era stata cambiata nella deriva tangentopolesca.

 Mi dispiace l'aver ritenuto Stefano Rodotà, Costituzionalista, un uomo onesto intellettualmente da ricordare ciò agli spettatori di Ballarò. Lui non lo ha ricordato, pur essendosi ripreso "in corner” dopo le iniezioni di fosforo di Sandro Bondi. Non ricordavo neppure che Rodotà scrive, credo remunerato, su Repubblica. Sarà un caso anche questo?

E per finire, la ciliegina sulla torta: l'avvocato che rappresentava i PM di Milano e che la Consulta non ha accettato a presenziare alla decisione sul Lodo Alfano, sapete chi era? Manco a dirlo che viene da ridere (o da piangere...scegliete voi):  era un certo avvocato Pace storico legale di De Benedetti che ha fatto sempre la GUERRA a Berlusconi.

Potevano i PM nominare un simile avvocato a rappresentarli in nome della Giustizia e dell'imparzialità che dovrebbero incarnare ed esercitare per TUTTI i cittadini, Berlusconi compreso? Non credo proprio.

Postato da: AgnesePozzi a 17:02 | link | commenti

sabato, 03 ottobre 2009
ALTRO CHE PUTTANATE

 

ALTRO CHE PUTTANATE

Post n°1213 pubblicato il 02 Ottobre 2009 da vocedimegaride
 

di Agnesina Pozzi

SOLO PER FARSI UNA VAGA IDEA

di cosa sia la schifezza della schifezza della schifezza

Ecco alcune immagini, ma su Google ne potrete trovare altre e più cruente ed esplicite, riguardanti le protesi ortopediche che vengono inserite nel corpo umano QUANDO C'E' UNA REALE NECESSITA', se stabilita con onestà e correttezza professionale da chirurghi integerrimi, non sedotti da donnette o facili introiti e comparaggi con produttori e distributori. Ricordate le protesi valvolari cardiache difettose per le quali morirono molti pazienti ed altri furono costretti al re-intervento? Ebbene quel caso era meno grave di quest'ultimo scovato in Puglia e riguardante un ex assessore alla sanità (dimessosi per correttezza ma ricandidato con scorrettezza dai suoi compagni, anzi compari di partito, PARTITO DEMOCRATICO, per garantirgli, con l'elezione a parlamentare, la stessa schifosa immunità che fu offerta con la candidatura anche ad un ex assessore alla Sanità Lucana, poi ex Presidente della Regione Basilicata, indagato  e a rischio forse di galera anche lui. Se così fan tutti..che schifo specialmente per sedicenti compagni. Trita e ritrita tecnica dei verginelli moralizzanti e scandalizzati, indignati, inneggianti alla violazione dei diritti di informazione, che predicano bene e razzolano malissimo. Questa storiaccia terrificante che riguarda la sanità pugliese e il Partito Democratico è in relazione ALLE PROTESI CHIRURGICHE che, con congrue mazzette o congrue scopate venivano impiantate a pazienti ignari dei sottostanti intrallazzi. Il ricorso alle protesi in Puglia è spaventosamente più alto rispetto alla media nazionale, cari compagni di merende, compagni di scuola, compagni del cavolo, compagni di niente. E Di Pietro, capo dell'Italia dei Valori (forse immobiliari, suoi) continua a fare il procacciatore di fuoriusciti dalla sinistra storica, per dispetto l'uno e gli altri, con la coppola da mafioso e il sigaro. 

Di questa vergogna  delle protesi pugliesi sentiamo parlare POCHISSIMO o  NIENTE, mentre chi protesta per mancanza di libera informazione la ammazza tranquillamente, con la solita faccia di tolla, sbattendo alla gogna il Premier che, fino a prova contraria, ha tutto il diritto di scoparsi chi gli pare, mentre NESSUNO ha il diritto di attentare alla vita di povere persone che SI FIDANO DI CERTI MEDICI E DI CERTE STRUTTURE e pensano di essere garantiti nel pubblico e nel privato. Meglio gli sciamani della Nuova Guinea a questo  punto.

  

Protesi di anca, protesi di ginocchio, protesi su protesi e soldi su soldi a chi le mette, a chi le distribuisce, a chi le produce. Invece rischi, compresa la morte per complicanze intra od extraoperatorie a chi subisce, guai, dolore, sofferenza, altra sofferenza a chi crede di avere bisogno di essere curato con una protesi.  Ancora una volta Annozero ha sparato a zero.  Ci hanno offerto l'immagine della povera, dolce, mite, sprovveduta verginella umiliata che, guarda caso, per una cena in cui deve chiedere un favore (e magari dovrebbe pagare lei con qualcosa, sesso compreso) viene lautamente pagata. Chissà come mai una che deve chiedere un piacere si porta un registratore e se lo porta sempre, PER DIFENDERSI. Difendersi da chi, da cosa? Da Berlusconi? In questa storia molti conti non tornano PER NULLA.

La D'Addario ha parlato di un furto in casa "...cercavano qualcosa", ma se Berlusconi avesse minimamente sospettato che la verginella era lì per registrarlo, non credo l'avrebbe invitata a restare per la notte.  Berlusconi non sapeva di essere registrato e quindi non avrebbe potuto far cercare nulla nella casa della verginella. E' lecito avanzare dei legittimi dubbi dopo questa full immersion nella camera da letto del premier: può darsi che qualcuno abbia commissionato alla D'Addario la registrazione in cambio dell'agevolazione postuma delle sue pratiche presso  amici della stessa corrente politica. La D'Addario che sembra scema ma non lo è, ha registrato TUTTO, anche forse la commissione, per avere qualcosa con cui difendersi al momento di una eventuale incriminazione per ricatto: lei  così avrebbe forse dimostrato di essere a sua volta ricattata. Sia la D'Addario che Tarantini temevano per la loro vita...ma povero Berlusconi, vogliamo attribuire alla sua vendicatività  presunta queste fobie, o più logicamente, dovremmo supporre che il ricatto  possa essere stato fatto anche nei confronti di Tarantini? Ad esempio così: "vedi come fare per incastrare Silvio Berlusconi con una delle tue donnine e ti garantiamo fiumi di ordini di protesi", e Tarantini potrebbe anche aver  detto alla D'Addario: "vedi se riesci ad incastrare Berlusconi, così anche a te ti aranno il favore di mandarti avanti le pratiche per il tuo progetto. Se lo fai, ti pago",

altrimenti come mai Tarantini in diretta, si sarebbe scusato col premier per aver tradito la sua amicizia e la stima nei suoi confronti? Per avergli portato  qualche puttana spacciandola da amica? O piuttosto avergli teso una trappola per fare i suoi interessi in Puglia, visto che la Puglia è a sinistra e non a destra? Perchè invece di chiedere le dimissioni di Berlusconi, i cari compagni del cavolo non fanno subito dimettere i  loro parlamentari indagati e a rischio di galera?

Quando arriverà il momento di fare OPERAZIONI DI VERITA' cari compagni o volete che i vostri scagnozzi corrotti massacrino povera gente per farsi anche loro le barche e gli appartamenti lussuosi che avete già voi? Mi state facendo letteralmente schifo.  Perciò forza Silvio, continua a scoparti chi vuoi  se ti riesce,  perchè siamo in Italia e nessuno dei tuoi elettori si scandalizzerà o chiederà le dimissioni. Opera bene nel tuo campo che l'opposizioncella continuerà ad operare con i suoi assessori, i suoi parlamentari indagati, i suoi chirurghi, i suoi dirigenti sparsi ancora in qualche residua regione. Ancora per poco. Dittatura sia, molto meglio che avere questi cialtroni forcaioli, fasulli difensori del popolo (che continuano a sfruttare e a giocarsi a poker sulle loro barchette o nei loro megapalazzi che hanno pagato 4 soldi) alla faccia della classe operaia, che spero, non andrà in paradiso ma, prima o poi, su tutte le furie...

 

Postato da: AgnesePozzi a 06:18 | link | commenti (2)

giovedì, 01 ottobre 2009
bene bravo bis

BENE BRAVO BIS

Post n°1211 pubblicato il 01 Ottobre 2009 da vocedimegaride
 

 

BENE BRAVO BIS

di Agnesina Pozzi

Ah! Stasera fermi tutti! Si riparte da ZERO  e dall'anno ZERO ad ANNOZERO: i giornali titolano la presenza straordinaria in trasmissione della "escort" che è una persona di sesso femminile, di aspetto piacente, che offre il suo corpo per servizi osè, festini e picnic sull'erba a pagamento. Il termine è ipocrita quanto quello di "non vedenti" per i ciechi, "non udenti" per i sordi, "non parlanti" per i muti. Escort  significa GUIDA TURISTICA ma, nello specifico, il tour riguarda i territori proibiti sotto le foglie di fico. Speriamo che la  Santa D'Addario non solo si presenti in lingerie per deliziare il Sant'Oro e l'audience, ma che si ricordi di portare con sè lo stesso registratore che nascose nella sua pochette, spacciandosi da disinibita e bellissima amica di amici, seduta al desco ospitale del nostro Premier donnaiolo assatanato, col piccolo particolare che stava sputando nel piatto in cui mangiava,  stava violando la privacy esclusiva a cui era partecipe ed in cui si era fraudolentamente infiltrata,  e tentava di estirpare  elementi di ricatto insieme a privilegi ed aiuti per la sua attività di presunta imprenditice. Ma di che impresa sognasse la D'Addario non è dato sapere. Un super-marketta forse? Chissà che il registratore non le serva dietro le quinte di ANNOZERO dal momento che se di legno son fatti i crocifissi, di carne son fatti gli uomini che  gireranno intorno  al suo camerino. Di sicuro potrebbe avere, come già ha, una visibilità maggiore ed una grande pubblicità per la sua "impresa" più che sulle televisioni dell'impresa (quella vera) di Berlusconi. Lì ormai, cara D'Addario...terra bruciata. E può darsi anche che tutto questo bailamme sia da attribuire non tanto alle avance del Premier  (che sarebbero disumane, illogiche e perverse se rivolte ad una timida collegiale...) bensì  forse al suo  malaugurato ed irritante (per una escort del genere) due-di-picche sulla proposta, abbastanza esplicita, di un giro turistico  nelle sue numerose camere da letto.  Vorrei ascoltare la registrazione integrale dei colloqui tra i due per capire bene i termini della questione, ma stasera ci toccherà ascoltare i soliti spezzoni incollati ad arte. L'ennesima questione di lana caprina santoriana, ormai sgualcita per confezionare il vestito impeccabile dell'informazione pubblica.

patrizia d'addario in posa osè

Mi auguro che la dittatura  del Partito della Libertà, e voluta dalla maggioranza di "imbecilli" italiani, non blocchi la trasmissione ma la lasci libera di insultare, calunniare, disinformare, informare, formare e deformare a suo uso e consumo. Assisteremo alla performance pacata e dolce di una martire del satiro di Stato o assisteremo alla satira di Stato,  sulla TV di Stato, pagata dai cittadini dello Stato.  Alla D'Addario è andata benissimo, ed anche a Sant'Oro;

ma meglio andrà a Silvio Berlusconi che con la trasmissione-massacro di stasera avrà guadagnato altri  fans!

Bene, bravo, bis.

Postato da: AgnesePozzi a 05:30 | link | commenti