rendo pubblico tutto ciò che vi hanno impedito di conoscere

Eccomi

Utente: AgnesePozzi
Nome: Agnese Pozzi
un medico, un'illusa, un'utopista, un'idealista, una deficiente alla fine... in questo mondo di "furbi" DISCLAIMER: Ai sensi dell'art. 5 l. 22 aprile 1941, n. 633, i testi degli atti ufficiali dello Stato e delle amministrazioni pubbliche italiane e straniere non sono coperti da diritti d'autore. Sono invece riservate l'elaborazione e la forma di presentazione dei testi stessi, nonché le massime associate alle pronunce giurisprudenziali. I documenti pubblicati non rivestono carattere di ufficialità. Si declina ogni responsabilità per eventuali errori ed omissioni. in base alla legge n. 62 del 07.03.2001,questi blog non sono una testata giornalistica; sono aggiornati con discontinuità e sono ospitati da una piattaforma di blogging gratuita.Resta salvo il diritto di satira, di critica e di espressione del libero pensiero. Le immagini reperite sul web devono considerarsi di pubblico dominio; quando possibile è citata la fonte; quelle personali, se sul mio blog e per essere salvate, devono avere il mio permesso e ne è comunque vietata la riproduzione parziale o totale a fini di lucro.

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mercoledì, 22 aprile 2009
ALTRE VERSIONI SU VIA D'AMELIO

Corriere della Sera >
a.. Cronache >
a.. Il pentito e le stragi La nuova verità che agita l'antimafia
Rivelazioni - Gli attentati di Palermo, Milano e Roma
Il pentito e le stragi
La nuova verità che agita l'antimafia
Via D'Amelio, conferme su un ex boss

La strage di Via D'Amelio (Ansa)
ROMA - Dopo quella del pentito Gaspare Spatuzza, arriva un'altra «voce di
mafia» a mettere in dubbio la verità giudiziaria sulla strage di via
D'Amelio. L'attentato in cui morirono il giudice Paolo Borsellino e cinque
agenti di scorta - 19 luglio 1992, 57 giorni dopo l'eliminazione di Giovanni
Falcone, la moglie Francesca e tre degli uomini che dovevano proteggerlo -
fu realizzato con una Fiat 126 imbottita di esplosivo; un'auto rubata,
secondo le sue ammissioni d'allora e i processi costruiti anche su quelle
parole, da un «balordo» palermitano, tale Salvatore Candura, pregiudicato
per reati contro il patrimonio, arrestato dalla polizia nel settembre '92
per una violenza carnale.

In carcere Candura confessò quasi subito il furto dell'auto destinata a far
saltare in aria Borsellino, e disse che a dargli l'incarico era stato
Vincenzo Scarantino. Il quale fu arrestato, si pentì, e raccontò molti
particolari sulla strage di Via D'Amelio: parlò di una riunione di boss a
casa del mafioso Calascibetta e tirò in ballo gran parte della «cupola» di
Cosa Nostra, compreso il capo del mandamento di Santa Maria di Gesù Pietro
Aglieri e altri «uomini d'onore». Le confessioni andarono avanti a sprazzi:
confermate, poi ritirate, quindi ribadite, ma ritenute attendibili dai
giudici fino alle sentenze di Cassazione. Oggi però Candura, che a
Scarantino faceva da «spalla», si rimangia tutto e dice: il furto della 126
non l'ho commesso io, fu la polizia a farmelo confessare, ma con quella
storia non c'entro. L'ha detto durante il confronto con Gaspare Spatuzza,
già capo del mandamento mafioso di Brancaccio a Palermo, pluriergastolano
legatissimo ai fratelli Giuseppe e Filippo Graviano, uno dei killer che nel
1993 uccisero padre Pino Puglisi.

Da alcuni mesi Spatuzza, arrestato nel 1997, collabora coi magistrati e ha
rivelato una nuova verità su Via D'Amelio. Smentendo proprio Scarantino. Ha
detto di aver rubato lui l'autobomba nel luglio del '92 (la stessa per la
quale s'erano accusati Candura e Scarantino), portando gli investigatori sul
luogo esatto in cui era parcheggiata. E ha spiegato che con la strage i boss
di Santa Maria di Gesù - Aglieri e altri - non c'entrano: fu opera dei
Graviano e dei mafiosi di Brancaccio; lui compreso, sempre scampato a
inchieste e processi. Messi faccia a faccia con il nuovo «dichiarante»,
Candura ha ritrattato e gli ha dato ragione, mentre Scarantino ha insistito
sulla sua versione. Ma magistrati e investigatori sembrano orientati a dare
credito più al nuovo pentito che al vecchio, anche se i suoi verbali possono
creare non pochi problemi. Perché le rivelazioni di Spatuzza aprono vistose
crepe sulla ricostruzione giudiziaria, sancita dalla Cassazione,
dell'omicidio Borsellino e non solo. Mettendo in crisi il lavoro svolto
negli anni passati dalla Procura e dalle corti d'assise di Caltanissetta, e
offrendo la possibilità di far riaprire il processo, ad esempio, per il boss
Pietro Aglieri, ergastolano per Via D'Amelio (eccidio dal quale era stato
scagionato, inutilmente, pure dal pentito Giovanni Brusca) oltre che per
altri delitti. La valutazione dell'attendibilità di Spatuzza non è stata
completata dai magistrati di Caltanissetta, mentre quelli di Palermo lo
considerano affidabile ma non decisivo per il contributo fornito alle
indagini su altri fatti di mafia per cui sono competenti.

Il neo-collaboratore - sempre rinchiuso in un carcere di massima sicurezza,
in isolamento ma non più ai rigori del «41 bis» - dovrà passare il vaglio
anche di altre Procure, perché le sue rivelazioni riguardano diversi
episodi. A cominciare dalle stragi organizzate da Cosa Nostra nel 1993 sul
continente fra Firenze, Roma e Milano, per le quali sta scontando il carcere
a vita. Per l'autobomba esplosa in via Palestro a Milano (27 luglio 1993,
cinque morti e 12 feriti) ci sarebbe un condannato che a dire di Spatuzza è
innocente, mentre altri coinvolti nell'attentato non sarebbero nemmeno stati
inquisiti. Quell'azione doveva avvenire in contemporanea con le bombe di
Roma (San Giovanni in Laterano e San Giorgio al Velabro, 22 feriti), ma
Spatuzza racconta che l'obiettivo di Cosa Nostra doveva essere un altro: la
Casa di Dante, nel rione Trastevere. Ma il piano saltò, a causa della
popolare festa de' noantri in corso nei giorni programmati per l'attentato;
c'era il rischio di provocare vittime, mentre l'obiettivo erano i monumenti
e i luoghi d'arte, non le persone. Per coordinare le diverse indagini in
corso o da riaprire sulla base delle dichiarazioni di Spatuzza, il
procuratore nazionale antimafia Piero Grasso ha convocato per oggi nei suoi
uffici una riunione con i rappresentanti di tutte le Procure interessate:
Caltanissetta, Palermo, Milano, Roma, Firenze e Reggio Calabria; tra le
tante cose raccontate dal neo-pentito, infatti, ci sono pure i commenti dei
fratelli Graviano sull'omicidio di due carabinieri avvenuto lungo la
Salerno-Reggio, nei pressi di Scilla, nel gennaio 1994. Sarà l'occasione per
mettere a confronto le diverse interpretazioni sulla collaborazione del
killer di Cosa Nostra che ha deciso di parlare, e di smentire altri pentiti,
dopo aver scontato più di undici anni di galera.

Giovanni Bianconi
22 aprile 2009

BISOGNA TEMERE MOLTISSIMO GLI IGNORANTI, PERCHE' STI MAFIOSI PURTROPPO SONO DEI GRANDISSIMI IGNORANTI. DISTRUGGERE LE OPERE D'ARTE? CON QUALE OBIETTIVO SE NON DANNEGGIARE STUPIDAMENTE LA CIVILTA', LA STORIA, I LORO STESSI FIGLI, LA CULTURA, L'ITALIA INTERA... Lo stupido è infatti colui che arreca danno agli altri senza ottenere alcun vantaggio per se stesso!
Meglio farebbe la MAFIA a recuperare le opere italiane trafugate all'estero...




Postato da: AgnesePozzi a 14:48 | link | commenti
altre versioni via damelio

mercoledì, 15 aprile 2009
I QUEEN per l'Abruzzo

Postato da: AgnesePozzi a 05:00 | link | commenti
queen

martedì, 14 aprile 2009
Pasqua nonostante tutto....

Ferzan Ozbetek ha realizzato questo video in memoria delle vittime del terremoto in Abruzzo e specialmente di Alessandra, che sognava di fare la cantante.



GRAZIE AGLI ANGELI... fuori dal Sancta Santorum Santoro



Esprimiamo la nostra indignazione per la puntata di AnnoZero che ha squallidamente, e per l’ennesima volta, tradito non solo l’etica professionale ma anche un’informazione che si dica tale: corretta, completa, veritiera e non di parte, di partito, faziosa. Cari onorevoli e disonorevoli infangatori di professione, toglietevi le giacchette da milionari e i paraocchi del katanga permanente in servizio e riuscirete forse a vedere che in Abruzzo c´è un´umanità dolente e dignitosa, lacerata e orgogliosa, che non vuole sventolare alcuna bandiera ma chiede cose concrete; in primis, responsabilità: quella che a voi di AnnoZero è mancata, posta che l´abbiate mai avuta. E tu caro “Onorevole”. Santoro, da “grande professionista” attacchi la Protezione Civile per…COSA? Il ritardo nel dare una bottiglietta di acqua (una!su quasi 30.000 sfollati!!!!!) mentre ci sono le bare dei morti ancora aperte e i soccorritori che rischiano la vita fra le macerie. Non è serio on. Santoro. Anzi sarebbe perfino ridicolo se non fosse tragico. Proviamo vergogna per questa meschinità nella quale perseverate da qualche tempo insieme al giustiziere-pseudo pm Travaglio (anche lui a quanto pare frequentatore di mafiosi…ma non lo dice nessuno, vero?), allo pseudo-vignettista di pseudo satira Vauro e ai servi sciocchi che vi ruotolano ai piedi (ribolliti a comando) e sono redarguiti, se non riescono a trovare niente, a cui aggrapparsi, per i vostri teatrini di polemiche del cavolo. Ultimamente Anno Zero è diventata anche tribuna elettorale privilegiata dell’Italia dei Valori, con un Tonino Di Pietro che però tace vergognosamente sugli ultimi tragici eventi nell’ambito giudiziario; come le confessioni del Magistrato Olindo Canali che costringerebbero a rivedere tutto l’uso spudorato dei pentiti, nonché alcuni delitti che tutto sarebbero tranne che di mafia, come quello di Alfano, e quindi le sovvenzioni alle cosiddette “vittime della mafia” come Sonia Alfano, candidata nell’IDV e sventolata da Di Pietro che se fosse serio e prendesse sul serio Sonia Alfano, dovrebbe denunciare Renato Schifani ed il ministro omonimo Angelino Alfano per associazione mafiosa; infine se Di Pietro fosse serio, dovrebbe analizzare ed indagare su alcune neutralizzazioni eccellenti, come quella del Generale Bruno Contrada alla luce delle ultime dichiarazioni di giudici e pentiti.




Già..ma AnnoZero non fa inchieste serie, fa solo sciacallaggio di bassa lega anche di fronte alla sofferenza, al dolore, alla morte. Sciacalli anche in Abruzzo! Vergogna! Vi informiamo che i soccorsi hanno funzionato. Lo sanno tutti, lo dicono tutti. I volontari sono stati eroici, hanno salvato centinaia di vite umane. Le tendopoli sono state operative in tempi record. Non c´è stato caos, non c’è stata disorganizzazione. Tutti gli osservatori, italiani e stranieri, di destra e di sinistra hanno potuto notare che per la prima volta sul luogo della tragedia si è sentita forte e tempestiva la presenza dello Stato. Tu e i tuoi kamikaze siete ormai rammolliti e accecati dall’odio e dalla faziosità a prescindere. E lo squallore di Vauro, che ironizza sui soccorritori, sulla cubatura dei cimiteri, l´ampliamento edilizio delle bare. Perché non hai detto che il rinvio per l’applicazione delle norme antisismiche l’ha firmato per primo proprio Tonino di Pietro? Tu fai disinformazione selvaggia e purtroppo nessuno ti butta fuori davvero dalla RAI per la quale produci il programma e poi glielo rivendi; a che prezzo? Informaci. Esprimiamo commossi il nostro sentito ringraziamento e la nostra ammirazione incondizionata, agli Angeli della Protezione Civile, ai Vigili del fuoco, ai Carabinieri, alla Polizia, alla Guardia di Finanza, al Corpo forestale, ai medici, ai parasanitari, ai valorosi cani dell´unità cinofila, ed a tutti i volontari civili giunti da tutta Italia ...che hanno portato il loro prezioso aiuto alle vittime del terremoto che ha devastato l´Aquila ed il suo comprensorio. Costoro hanno versato sudore, sangue e lacrime di disperazione unendosi al dramma delle vittime in condizioni disagiate. Poco male caro Santoro, non avranno forse consegnato UNA bottiglietta di minerale ma in cambio hanno consegnato la loro stessa vita, mettendola a rischio.  Se qualcuno ha sbagliato a livello locale, nell'aver sottovalutato l'allerta... dovrà pagare; ma non si scaricano le responsabilità di uno o di pochi su TUTTA la protezione civile che ha fatto e fa l'impossibile.


Prenditela col "sistema" di corruttela che è dappertutto e NON HA COLORE. Ricordo che hai difeso l'indifendibile missione arcobaleno quando al governo c'era D'Alema!!  NON SEI IL GIORNALISTA SERIO ED IMPARZIALE CHE IO CREDEVO ma me ne sono accorta tardi!  Hai anche tradito il tuo elettorato andandotene dal Parlamento Europeo e rintanandoti ancora negli schermi televisivi in cui ti piace fare il gallo sgoppa a munnezza del giornalismo e pseudo giornalismo che ti circonda.


Che incheste? Non vedo inchieste che ti riguardano. Tu fai linciaggio e ti riesce molto bene. Questo non è giornalismo. Per la situazione in Abruzzo tutto il mondo ha riconosciuto la grande efficienza e la tempestività dei soccorsi, per una volta la destra e la sinistra si sono trovate unite nel condividere gli sforzi per aiutare le povere vittime del terremoto.  Se fossi stato corretto, caro Santoro, dovevi dimetterti insieme alla sospensione di Vauro. Ha pagato solo quel poveraccio, il tuo braccio armato di matita. Bella correttezza, bella amicizia! Mi dispiace che abbiano sospeso Vauro. Mi dispiace che nemmeno la sinistra si sia levata per Vauro (eh già ma la sinistra "sinistra" odia la satira e D'Alema denunciò Forattini se non erro..). Tanto siete tutti uguali voi politici e politicanti  e giornalisti da strapazzo. E' il SISTEMA! Ce lo ha insegnato Saviano; tutti corrotti, tutti venduti, tutti buoni predicatori e pessimi razzolatori, tutti privilegiati, tutti ad aumentarvi lo stipendio di nascosto, tutti a trincerarvi dietro la classe operaia (che mi ha rotto le palle; medico-operaio sono anch'io e guadagno anche meno dei metalmeccanici e la crisi riguarda anche me e nessuno se ne fotte). Mi dispiace che la sinistra presunta e sedicente tale si sia ridotta ad essere quello che è e viva solo in ragione di Berlusconi. A questo punto, davvero meglio Berlusconi, almeno lui è intelligente e simpatico e creativo. Vi ho dato ascolto per troppi anni, mi sono stancata davvero.  Ora, non so cosa sia accaduto nella tua testa Santoro, hai perso non solo l’equilibrio ma anche l’umanità e noi la tua testa la chiediamo alla RAI; levati dalle scatole se ti è rimasto un po’ di pudore e portati nella valigetta i tuoi Travaglio e Vauro tascabili.




(libera riedizione dell'elaborato e poi stampato di Vittorio Zingales)









Postato da: AgnesePozzi a 05:37 | link | commenti (1)
pasqua nonostante tutto

domenica, 12 aprile 2009
lettera aperta di Mario Giordano


Lettera aperta di Mario Giordano

Caro Santoro,
anzi caro onorevole, visto che m’ha chiesto di chiamarla così, so bene che quando si è invitati nei salotti altrui non è buona educazione raccontare al mondo quel che ci si è detti. Ma siccome quel salotto era in diretta su Raidue in prima serata, davanti a svariati milioni di telespettatori, mi permetto di infrangere le regole. Non me ne vorrà. In fondo lei di regole infrante è un maestro. E, in effetti, dopo aver fatto a pezzi quelle della par condicio e del buon senso, l’altra sera ha definitivamente massacrato anche quelle del buon gusto e della civiltà. Missione compiuta, olé.
Il suo ultimo Annozero, mi permetta, è stato uno spettacolo squallido, un atto di sciacallaggio ributtante, che non mette più la polemica sull’asse di ciò che è di sinistra o non di sinistra, ma di ciò che è civile e ciò che non lo è più. E mi chiedo se sia possibile che lei e i suoi sottopanza siate così accecati dall’odio e dalla faziosità da perdere non dico l’equilibrio politico, che quello l’avete già perso da tempo, ma anche il senso di umanità. E che non vi rendiate conto che tutto questo vi porta lontani dal Paese reale, dal sentimento diffuso di commozione e solidarietà, dall’Italia che si unisce di fronte alla sofferenza, per una volta provando a ragionare non per schemi di partito, ma secondo bisogni, urgenze e necessità. Provi a togliersi per una volta la giacchetta da europarlamentare, caro onorevole Santoro, provi a togliersi per una volta i paraocchi del katanga in servizio permanente effettivo. Vedrà che in Abruzzo c’è un’umanità dolente e dignitosa, lacerata e orgogliosa, che non chiede bandiere di partito né polemichette pretestuose. Chiede risposte concrete. Responsabilità. E serietà. Per una volta, proviamoci, anche noi, che abbiamo per le mani il bene prezioso dell’informazione. Proviamoci a togliere la maglietta di parte e a guardare la tragedia senza pensare a quel che ne potremmo guadagnare in termini di marchette politiche. Proviamo a essere seri. E lei che è un gran professionista lo sa: attaccare la Protezione civile per il ritardo nella consegna di una bottiglietta d’acqua (una! Su 27mila sfollati!), mentre ci sono le bare dei morti ancora aperte e i soccorritori che rischiano la vita fra le macerie, non è serio. Anzi, sarebbe perfino ridicolo, se non fosse tragico.
Tragico per le vittime, innanzitutto. Ma tragico anche per lei, per la sua squadra avvilita nei bassifondi della polemica, per la sua professionalità ridotta a zerbino in nome dell’ideologia, per la sua umanità schiacciata sotto il peso dell’odio politico. In Abruzzo i soccorsi hanno funzionato. Lo sanno tutti, lo dicono tutti. I volontari sono stati eroici, hanno salvato decine di vite umane. Le tendopoli sono state operative in tempi record. Non c’è stato caos, non c’è stata disorganizzazione. Tutti gli osservatori, italiani e stranieri, di destra e di sinistra, hanno potuto notare che per la prima volta sul luogo della tragedia si è sentita forte e tempestiva la presenza dello Stato. Chissà perché gli unici che non se ne sono accorti sono stati i suoi inviati, poveri kamikaze spediti sul posto a cercare disperatamente di trasformare una efficiente opera di soccorso nella Caporetto di Bertolaso.

Per altro, mi lasci dire, caro onorevole, evidentemente lei non è più il maestro di un tempo, l’esperienza a Bruxelles l’ha rammollita o gli allievi sono scarsi: ammetterà che hanno lavorato proprio male. La tesi si poteva argomentare in modo assai migliore, di voci contro, in quella situazione, se ne potevano raccogliere un’infinità. E loro, invece, gli sciagurati di Caporetto, che cosa le hanno portato in pasto? Una bottiglietta d’acqua consegnata in ritardo, lo sfogo di un medico chiaramente sfinito e poco altro. A guardare bene, tutte interviste forzate, con domande tranello, risposte indotte e montaggi con tagli spericolati. Poca roba, lo sa anche lei, chissà come li avrà sgridati nella solita riunione che fate il giorno dopo per esaminare, minuto per minuto, gli errori commessi in trasmissione. E che dirà allora di quei collegamenti con Ruotolo? Erano così noiosi... Ci voleva tanto a trovare qualcuno che dicesse «Bertolaso è un incapace» con efficace sintesi televisiva? Evidentemente nemmeno Ruotolo è più quello di una volta...
Su, onorevole Santoro, sia sincero: in fondo portare in tv qualcuno che si lamenta contro la Protezione civile in mezzo a 27mila sfollati non è mica una missione complicata. Se vuole gliene troviamo altrettanti in cinque minuti anche qui nel centro di Milano, dove pure la gente non ha patito sulla sua pelle il terremoto. La scarsità delle testimonianze da voi raccolte è una conferma (se ce ne fosse bisogno) che la Protezione civile ha funzionato bene. Ma mi resta un dubbio: possibile che non abbiate incontrato nemmeno uno che ringraziava i soccorritori? Possibile che non vi sia venuto in mente di intervistare così, en passant, anche uno della Protezione civile? Non li avete trovati? Ruotolo è così bollito?
Lei dice bene che non si può sventolare l’eroismo dei volontari come pretesto per non parlare dei problemi. Siamo d’accordo. Ma non si possono nemmeno sventolare i morti come pretesto per dire fregnacce. Voi, invece, l’avete fatto. Scientificamente. Per tutta la trasmissione. A cominciare da Ruotolo che esordisce lasciando microfono libero a un uomo esasperato che insulta le divise. E poi la bottiglietta d’acqua e altri lamenti. E poi la piccola teoria degli schizzi di fango. E poi la presidente della Provincia che se la prende con le istituzioni (e lei che cos’è signora, mi scusi?). E poi il suo sarcasmo, dottor Santoro, fra Kgb, caschi e altre cose che voleva mettersi in testa (a mettersi un po’ di buon senso, ci ha mai pensato?). E, infine, soprattutto la ciliegina sulla monnezza, cioè le spaventose vignette di Vauro, dove si ironizzava sulla cubatura dei cimiteri, l’ampliamento edilizio delle bare e, ancora, la ridicolaggine dei soccorritori.
Lasciamo da parte i malinconici dettagli: Travaglio che legge (per altro con inesattezze) verbali da questurino di provincia e il magistrato candidato De Magistris, investito ufficialmente del ruolo di censore dei furbetti (avete capito bene: il furbetto dei Valori eletto a simbolo di censore dei furbetti, che è un po’ come fare tenere ad Adriano un corso contro l’alcolismo). Lasciamo da parte i malinconici dettagli, non restano che le fregnacce. E che sono fregnacce lo sa anche lei, caro onorevole Santoro. Per tutta la settimana, nei colloqui con i suoi collaboratori, mi è stato detto che trovava sciocco insistere sulla prevedibilità dei terremoti, sulla cassandra Giuliani, sulla questione dell’emergenza, perché il vero problema è quello edilizio. Sacrosanto. Il vero problema è che in Italia ci sono 7 milioni di case a rischio, di cui 80mila sono edifici pubblici. Il vero problema è quell’ospedale dell’Aquila inaugurato nel 2000, dopo vent’anni di lavori, e che ora è inagibile. Il vero problema è il decreto del 2004 che prevedeva costruzioni antisismiche e che è sempre stato rinviato. Il vero problema è che occorre una grande opera di rottamazione edilizia e di ricostruzione. Questo è il punto. Voi lo sapevate benissimo. Dietro le quinte se ne conveniva.

E allora perché, invece, avete messo in scena solo un vergognoso processo alla Protezione civile? Forse perché il problema delle case costruite male non può essere addossato in nessun modo a Berlusconi? Forse perché vi siete accorti che, anzi, il piano casa appena varato andava proprio nella direzione dell’auspicato rinnovamento edilizio? Forse perché il ritardo delle norme antisismiche non è colpa di un sottosegretario del vituperato centrodestra, ma di una cultura del Paese che riguarda tutti? Forse perché il primo a firmare quel rinvio è stato proprio Antonio Di Pietro, nume tutelare del furbetto anti-furbetti De Magistris? Dev’essere così, è chiaro. Ma il risultato è vergognoso. Noi speravamo di parlare dei problemi seri. Su questo giornale l’abbiamo fatto, fin dal primo giorno, senza nascondere nulla, con dati e cifre, denunce e accuse fondate su abusi e inadempienze nelle costruzioni. Voi invece avete preferito affidarvi alle beghe da cortile, avete ritirato fuori la madonna del radon, l’autodidatta Giuliani, avete mestato nel torbido raccolto sul fondo della disperazione con un unico scopo: mettere nel frullatore chi da cinque giorni lavora, rischiando la vita e senza risparmiare energia, per ridare speranza all’Abruzzo. Mi chiedo perché, caro onorevole Santoro.
Mi chiedo a che serva. Visto che all’inizio della trasmissione faceva nobilmente appello al Paese che vogliamo lasciare ai nostri figli, ecco, le chiedo se davvero lei vuole lasciare ai suoi figli un Paese così, in cui nemmeno di fronte a 290 morti si trova la forza di mettere da parte i biechi interessi della politica di giornata. Se davvero vuole lasciare ai suoi figli un Paese in cui si irridono i volontari, magari solo perché vestono una divisa (si capisce la divisa non fa chic come l’orecchino e il jeans strappato...). Se davvero vuole lasciare ai suoi figli un Paese in cui di fronte all’emergenza ci si continui a sentire uomini di parte prima che uomini. Avevamo avuto una speranza nei giorni scorsi. Avevamo visto un clima diverso. Avevamo trovato commenti per una volta sensati a destra e a sinistra, avevamo trovato persone capaci di capire che il dolore e la sofferenza, pensi un po’ Santoro, contano persino più dell’essere berlusconiani o antiberlusconiani. Avevamo sperato che di qui potesse nascere un’Italia più civile. Avevamo sperato. Poi sono arrivati Vauro, le vignette e la sua bottiglietta d’acqua. Che meschinità.

Postato da: AgnesePozzi a 07:12 | link | commenti
lettera aperta di mario giordano

sabato, 11 aprile 2009
TRAVAGLIO COLLUSO con la mafia

Ricevo questa comunicazione ed inoltro...

Il Verme protetto dalle serpi
TRAVAGLIO COLLUSO CON LA MAFIA


Partendo dall'assunto tanto caro a certi pennivendoli ed a certi individui
ammantati di nero,chiunque ha rapporti anche superficiali o casuali,o
inconsapevoli o quello che vi pare..con mafiosi o indagati(ivi compresi i
Messineo) per mafia,è lui stesso un mafioso.Così dicono alcune sentenze,così
dicono alcuni killers della carta stampata,pertanto così per noi poveri
ignari e comuni italianucci,deve essere così.Allora ho letto sul Giornale
del 25 settembre 2008,una cosa gravissima:la connivenza mafiosa del
Travaglio Marco,che lo stesso giornalista autore dell'articolo, indica non
solo come mafioso colluso ma anche come gay. Non che essere gay è un reato,il Travaglio Marco può fare l'amore anche con un gallo e la cosa non farebbe scanda lo(almeno per i suoi amici),ma essere tacciato di avere amicizie mafiose è gravissimo soprattutto perchè ce lo propinano in anno zero come tuttologo che non ama essere contraddetto,anzi insulta,giudica,condanna,e manda alla gogna non i suoi nemici(non ha spessore per avere nemici),ma quelli che gli ordinano di annoverare come nemici della libertà.

Nell'articolo si legge a chiare lettere:

"AD ANNO ZERO TORNA ANCHE QUELLO LA',E SIAMO AL PROBLEMA,TRAVAGLIO MARCO PUO'ESSERE OSPITE DOVE GLI RIESCA E NONDIMENO IN QUELLA RAI GIA'PAGATA DAL CONTRIBUENTE:IL PROBLEMA E'CHE LA SUA FUNZIONE NON E'QUELLA DI UN GIORNALISTA PER COME E'INTESO IN TUTTO L'OCCIDENTE UN GIORNALISTA,E NON E'QUELLA DI SATIRO PER COME IN TUTTO L'OCCIDENTE è INTESO ETCETERAETCETERA,NO E'QUELlA DI UN OPINIONISTA,DI UN
COMICO,DI UN BUFFONE,DI UN COMMERCIANTE DELLA PROPRIA MERCE,DI UN ESPONENTE POLITICO DELL'ITALIA DEI VALORI PER CUI APERTAMENTE TIFA:

IL TRAVAGLIO MARCO E'TUTTE QUESTE COSE ASSIEME,CON IN PIU'LA FACOLTA'DI RIVENDICARE UN RUOLO O UN ALTRO, SECONDO COPIONE(SCRITTO DA ALTRI).QUALE CHE SIA...SARA'UN COPIONE BASATO SU DELEGITTIMAZIONE,IRRISIONE,DISTORSIONE,FAZIOSITA',IN QUALCHE CASO
AUTENTICHE FALSITA'E CIALTRONATE SPOLVERATE DI UN UMORISMO DA TRAVAGLINO CHE NON RISPARMIA NIENTE,TANTOMENO LA DERISIONE DEI DIFETTI FISICI(CHE
INFAMITA'!!!!)

O L'APPELLATIVO DI LOMBRICO PER LA PRESIDENZA DEL SENATO,PER
ESEMPIO.ORA SI AVVIA A RICOMINCIARE,E LE PREMESSE SON0 TUTE IN
UN'INTERVISTACHE IL TRAVAGLIO MARCO HA RILASCIATO ALLA "STAMPA"DI DOMENICA
SCORSA:VESPA NON è NEANCHE UN GIORNALISTA,ALL'ESTERO NON
LAVOREREBBE,L'ATTENTATO A MAURIZIO COSTANZO E'LEGATO ALLA SUA MANCATA
ADESIONE A FORZA ITALIA(CHE NACQUE A SUON DI BOMBE PERCHE' SOLLECITATA DALLA MAFIA)

E RIOTTA E'SOLO UN SERVO,FLORIS UN PICCOLO VESPA,MENTANA UN
BATTUTISTA,MENTRE"SANTORO E IO FACCIAMO NOMI E COGNOMI,E IL POTERE CI
ODIA".ASPETTANDO L'AMBULANZA ,DA QUESTA SERA TRAVAGLIO MARCO RICOMINCERA'LA SUA ATTIVITA' PRO DOMO SUA(ANTICIPIAMO LA SUA VERSIONE:

IL DISASTRO ALITALIA E'COLPA DI BERLUSCONI)E OVVIAMENTE FARA'ORECCHIE(DA MERCANTE RISPETTO ALLA SPAVENTOSA LEZIONE CHE GLI E' STATA IMPARTITA PRIMA DELL'ESTATE,QUANDO IL VICEDIRETTORE DI REPUBBLICA GIUSEPPE D'AVANZO,RICORDERETE,CON FINTA NONCURANZA CITO' UN'INTERCETTAZIONE TELEFONICA DALLA QUALE SI APPRENDEVA CHE IL TRAVAGLIO MARCO NEI PRIMI ANNI 2000 ERA ANDATO IN VACANZA CON CERTO PIPPO CIURO,UN POLIZIOTTO POI CONDANNATO PER FAVOREGGIAMENTO DEL MAFIOSO MICHELE
AIELLO,A SUA VOLTA PRESTANOME DI BERNARDO PROVENZANO.

IL RESIDENCE DELLA VACANZA,IN SICILIA,ERA STATO CONSIGLIATO PROPRIO DA QUESTO CIURO,A CUI IL
TRAVAGLIO MARCO SI ERA RIVOLTO ANCHE PER AVERE UNO SCONTO.LE RISPETTIVE
FAMIGLIE SI FREQUENTARONO APPUNTO DURANTE QUELLE VACANZE,SI SCAMBIARONO
CAFFETTERIE E CUSCINI E GENERI DI CONFORTO.COM'E'FINITA QUELLA STORIA?

VEDIAMO NON UN PERSONAGGIO DA NIENTE,QUESTO CIURO:IL SENATORE DIESSINO BRUTI MASSIMO,CONSIGLIATO DAI PM ANTIMAFIA INGROIA ANTONIO E CASELLI
GIANFRANCO,RACCOMANDO'CIURO PER ENTRARE NEL SISMI.LO STESSO BRUTI MASSIMO HA AMMESSO LA CIRCOSTANZA,SOSTENENDO CHE IL MARESCIALLO GLI ERA STATO
PRESENTATO COME PERSONA PERBENE DA MAGISTRATI DI PROVATA FEDE ANTIMAFIA.MA A PARTE QUESTO,LA SOSTANZA E'CHE IL TRAVAGLIO MARCO ALL'INIZIO DELL'ESTATE
SCORSA SI RITROVO'VITTIMA DEI SUOI STESSI METODI:

DOPO AVER ACCUSATO RENATO SCHIFANI D'AVER FREQUENTATO DELLE PERSONE POI INQUISITE PER MAFIA 18 ANNI DOPO,IL TRAVAGLIO MARCO IMPROVVISAMENTE DIVENTAVA UFFICIALMENTE IL FREQUENTATORE DI UNA PERSONA CHE,POCHI MESI DOPO E NON 18 ANNI DOPO,ERA STATA ARRESTATA PER FAVOREGGIAMENTO MAFIOSO.A COMPLICARE TUTTO,UN'ACCUSA IMPROBABILE:CHE L'INTERA VACANZA DEL TRAVAGLIO MARCO FOSSE STATA PAGATA DAL SUCCITATO MAFIOSO AIELLO MICHELE.L'AVVOCATO DI QUEST'ULTIMO OLTRETUTTO CONFERMO'L'ACCUSA AL CORRIERE DELLA SERA.

UN PASTICCIO IMPROBABILE COME DETTO,E NEANCHE TROPPO INTERESSANTE:SI
PUO'CREDERE CHE DI CERTA MAFIOSITA'DEI SUOI INTERLOCUTORI IL TRAVAGLIO MARCO NON AVESSE LA MINIMA CONOSCENZA.NESSUN PERSONALE DUBBIO,SU QUESTO.LUI CONOBBE CIURO A PALERMO,QUANDO QUEST'ULTIMO LAVORAVA ALLA POLIZIA GIUDIZIARIA ANTIMAFIA:DOPODICHE',COME DETTO,FU APPUNTO LUI CHE NEL 2002 GLI CONSIGLIO' UN HOTEL DI AMICI SUOI A TRABBIA,E L'ANNO DOPO UN RESIDENCE DI ALTAVILLA MIILCIA,IL GOLDEN HILL.IL TRAVAGLIO MARCO,PUR NON RICHIESTO,DI RECENTE HA MOSTRATO TUTTE LE RICEVUTE DEL CASO:I PAGAMENTI PER LE VACANZE DEL'AGOSTO 2002 ALL'HOTEL TORRE ARTALE(FOTOCOPIA DELL'ASSEGNO ED ESTRATTO CONTO DELLA CARTA DI CREDITO)E POI L'ASSEGNO DELL'ANNO DOPO PAGATO ALLA PROPRIETARIA DEL VILLINO DOVE AVEVA SOGGIORNATO CON LA SUA FAMIGLIA.IN QUEST'ULTIMO CASO PAGO'MOLTO POCO,MA L'ANNO PRIMA ERA STATO UN SALASSO:"AL MOMENTO DI PAGARE IL CONTO,HA SCRITTO TRAVAGLO MARCO-MI ACCORSI CHE LA CIFRA ERA IL DOPPIO DELLA TARIFFA PATTUITA:PAGAI COMUNQUE QUELLA SOMMA PER ME ESORBITANTE E CHIESI NOTIZIE A CIURO,IL QUALE MI SPIEGO' CHE C'ERA STATO UN EQUIVOCO E CHE SAREBBE STATO PRESTO SISTEMATO,COSA CHE POI NON AVVENNE".

CERTO CHE NON AVVENNE.INFATTI L'ASSEGNO DEL 2002 PUBBLICATO DAL TRAVAGLIO
MARCO(CHE L'HA MESSO IN RETE)HA SUL RETRO,A BEN GUARDARE,UNA GIRATA FATTA
COL TIMBRO DELLA SANTA MARGHERITA SRL:UNA SOCIETA',BASTA VERIFICARLO,CHE ERA IN AMMINISTRAZIONE GIUDIZIARIA,PER MAFIA.IL RESIDENCE DOVE STAVA IL
TRAVAGLIO MARCO,CIOE',ERA SOTTO SEQUESTRO DAL 2000 CONTESTUALMENTE
ALL'ARRESTO DEL COSTRUTTORE ALFANO ROSARIO,PROCESSATO PER CONCORSO ESTERNO E RICICLAGGIO.PER IL RICICLAGGIO ALFANO E'STATO ASSOLTO,CON CONSEGUENTE
RESTITUZIONE DEI BENI;PER IL CONCORSO ESTERNO I ASSOCIAZIONE
MAFIOSA,INVECE,E'STATO CONDANATO A 6 ANNI DI CARCERE IN PRIMO GRADO.IL
TRAVAGLIO MARCO,DETTA IN UN CERTO MODO,E'L'UOMO(UOMO?)PIU'SFIGATO DEL
MONDO.

SFORTUNA VOLLE,CIOE',CHE ABBIA SOGGIORNATO IN UN ALBERGO SOTTO
SEQUESTRO PER VICENDE DI MAFIA;SFORTUNA VOLLE CHE A CONSIGLIARGLIELO SIA
STATO UN TIZIO SUCCESSIVAMENTE CONDANNATO PER FAVOREGGIAMENTO MAFIOSO,QUESTO CIURO CHE GLI AVEVA PARLATO DI UN HOTEL DI AMICI SUOI;SFORTUNA VOLLE,INFINE E LOGICAMENTE,CHE TRAVAGLIO MARCO SIA INFINE INCAPPATO NON NEI PROPRIETARI DELL'HOTEL GIA'AMICI DEL SUO AMICO(QUELLI CHE AVREBBERO POTUTO FARGLI UN SCONTO,TUTTI CONDANNATI PER MAFIA)MA IN UN COMMISSARIO GIUDIZIARIO CHE SECONDO TRAVAGLIO MARCO RADDOPPIO'PREVENTIVI.CHIARO CHE L'AMICO CIURO NON SIA RIUSCITO A SISTEMARE IL PROBLEMA DEL CONTO:AVEVA A CHE FARE CON UN AMMINISTRATORE GIUDIZIARIO.

IL TRAVAGLIO MARCO PAGO'UNA CIFRA ATTORNO AI 10 MILIONI DI LIRE,E CIURO IN EFETTI NON POTE'FARE NULLA:MA ECCO,GLI CONSIGLIO'LA VACANZA DELL'ANNO DOPO.PER LA QUALE,CON ASSEGNO 303198299 IN DATA 21 AGOSTO 2003,IL TRAVAGLIO MARCO PAGO'LA BELLEZZA DI 1000 EURO.PER UN VILLINO.PER UNA VACANZA.PER LUI E TUTTA LA SUA FAMIGLIA.DETTA IN UN ALTRO
MODO,AD ANNOZERO DI QUESTA TORNERA' A MORALEGGIARE,PAGATO DAL
CONTRIBUENTE,UN SIGNORE CHE NEL 2002 E'ANDATO IN VACANZA IN UN RESIDENCE
SICILIANO SU CONSIGLIO ED IN COMPAGNIA DI UN FAVOREGGIATORE DI UN
MAFIOSO,CHE ERA PRESTANOME DI UN SECONDO MAFIOSO(CERTO BERNARDO PROVENZANO)E
TUTTO QUESTO NELL'HOTEL SEQUESTRATO DI UN TERZO MAFIOSO.

SONO COSE CHE POSSONO SUCCEDERE;RICORDATEGLIELO,QUANDO COMINCERA'A FARCI LA "MORALE"
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CHE DIRE?resto letteralmente allibito e di sasso davanti a tante e tali
schiaccianti prove e nessuna procura indaga su un fatto grave come questo.Ed ancor piu'ce lo presentano in Tv pubblica a fare la morale a tutti.Siamo
veramente nell'italia DEL FANGO.Ognuno si faccia liberamente l'idea che
vuole davanti a cotante prove,mentre gli innocenti derisi vigliaccamente da gente come questa e perseguitati da vili pentiti e vigliacchi di
Stato,marcisce e muore in galera.
Per inciso costui è lo sponsor della velina e quello che ai tempi del pm
pentito e degli amici degli amici del pm pentito e della velina soloneggiava su omicidi e mandanti e vittime,che ormai sappiamo non essere tali,per ammissione di un reo confesso di livello come un pm......se potessi gli sputerei in faccia a questo verme.

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Post scriptum di Agnesina: mi associo a te. Gli mettiamo il bavaglino alla Totò, prima, che dici?




Postato da: AgnesePozzi a 15:23 | link | commenti
travaglio colluso con la mafia

venerdì, 03 aprile 2009
Lettera di Basile a Vizzini

http://docs.google.com/View?revision=_latest&docid=dd9hnfr5_35hd98jxck&hl=it




andatevela a leggere

Postato da: AgnesePozzi a 03:44 | link | commenti
da basile a vizzini

mercoledì, 01 aprile 2009
aboliamo il sito caccia allo sbirro

Sign for Oscuriamo il sito "Caccia allo Sbirro"!!

Postato da: AgnesePozzi a 09:31 | link | commenti (1)
caccia allo sbirro