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Nome: Agnese Pozzi
un medico, un'illusa, un'utopista, un'idealista, una deficiente alla fine... in questo mondo di "furbi"
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CLAMOROSO
I GEMELLI SIAMESI SONO STATI SEPARATI
CON SUCCESSO e sopravvivono, per conto proprio.
VERITA' & GIUSTIZIA prima dell'intervento
effettuato completamente in assenza di MEDICI
Ii gemelli prima di essere separati pericolosamente

i gemelli appena separati
Adesso hanno una vita del tutto autonoma, possono essere utilizzati da chiunque, a proprio uso e consumo, finalmente staccati e indipendenti l'una dall'altra. Si può notare dall'espressione della loro faccina triste, che non hanno tanto gradito questa operazione di buona volontà e del tutto gratuita. In sala operatoria c'erano gli anestesisti-giornalisti; i periti-ferristi; i giudici-chirurghi; e come infermieri c'erano opinionisti, ballerine, teologi, psicologi, pischiatri, filosofi, preti, scrittori, scrittrici, lettori poco attenti, interventisti disinformati.
Il Rapporto Torri (Cogne l'enigma svelato, Ed Giraldi, Bologna, Aprile 2007) ha tentato, inutilmente, di documentare e ricordare i gemelli nella loro situazione originaria di convivenza indissolubile e felicità. Adesso che gli elementi sono liberi, possono andare ovunque, perciò...guardatevi le spalle!
Pubblico la lettera di Maria Grazia Torri,
autrice del libro COGNE L'ENIGMA SVELATO, per sua volontà:
LETTERA APERTA ALLA FRANZONI di
Cara Anna Maria Franzoni,
ti scrivo nel primo giorno della tua carcerazione e nel mio ennesimo di ospedale, nel luogo dove sono stata operata recentemente, per un’ulteriore complicanza della mia malattia, che devo proprio al mio eccesso di impegno a favore della verità e della giustizia sul tuo caso, partecipazione non solo vissuta a livello libresco, ma come impegno, in prima persona, la stessa cosa che qualcun altro, a me molto affine, fece nel Caso Dreyfus, forse in un tempo di crisi culturale e sociale non diverso da questo, anch’egli correndo rischi gravi e senza mai tirarsi indietro.
Il saperti ora in carcere mi addolora ancor di più e mi apre una ferita nel costato più larga di quella che mi hanno fatto le chirurgie e il male. E’ come se mi avessero infilato una lancia. La lancia dell’omertà, del silenzio, del pressappochismo, dei poteri più che mai corrotti della società e della cultura italiana, della congiura mediatica, dei CRIMINI TELEVISIVI di cui non parla nessuno, la lancia dell’ ipocrisia, della follia negativa per la quale tanti giovani muoiono inutilmente, e infine, la lancia di una giustizia carrarmato, che avendo in dotazione strumenti scientifici e sofisticati, crede di poter fare completamente a meno dei valori umani, della riflessione, del buon senso e dell’acume del cervello umano, che stanno, da sempre, alla base delle vere inchieste.
Ho scritto senza conoscerti un libro su di te che mi ha impegnato 2 anni, che non mi ha finanziato nessun istituto universitario o televisivo, che mi ha svuotato le tasche e fatto perdere il lavoro prima, e la salute, poi. L’ho scritto in compagnia di specialisti, di neurochirurghi, di medici autoptici, e di una dottoressa molto speciale ( Agnese Pozzi) perché se tuo figlio è morto di una qualche morte cerebrale era giusto interpellare loro in prima battuta non altri. Gli psichiatri e gli esperti di gossip potevano attendere.
Il libro, che conteneva intuizioni, considerazioni e prove mediche che avrebbero fatto gola a qualsiasi tuo avvocato difensivo di talento, è stato accolto con la banalità e la noncuranza con cui i media e la televisione abitualmente frullano le loro migliaia di notizie buone e cattive e poi ne prelevano qualcuna dal cappello magico al solo scopo di aumentare l’audience e di stimolare pericolosi pruriti.
Cosa ho fatto dopo? Ti elenco solo le principali cose che ho fatto per dare rilevanza non tanto al mio libro ma alla profonda ingiustizia che mi rendevo conto veniva perpetrata a tuo danno solo per esigenze mediatiche e di facciata.
1) Ho parlato con Carlo Lucarelli e gli ho chiesto di dare spazio nella sua trasmissione alla mia ipotesi, sostenuta, come dimostro, da insigni specialisti, ipotesi di morte naturale accidentale per il piccolo Samuele, un’ipotesi unica in tutto il panorama dei libri scritti su Cogne. Lucarelli ha letto la prima bozza del mio libro, l’ha definito molto molto interessante, ma, al dunque, senza darmi una spiegazione logica plausibile si è tirato indietro. Solo più tardi sono stata costretta a vedere, o meglio, a scoprire,
2) Ho parlato con
3) Ho cercato di parlare con Feltri, che per primo aveva profetizzato : ‘La Franzoni sarà condannata perché è antipatica, non ci sono prove certe e non c’è nessun altro motivo valido per incarcerarla.’ Ma anche Feltri, per quanto avesse promesso di parlarmi non mi ha
4) Sono andata da Belpietro e gli ho portato il libro in redazione prima che passasse a Panorama. Anche lui, per quanto fosse l’unico a credere nell’innocenza della Franzoni, non ha letto il libro e non mi ha dato la benché minima risposta.
5) Sono andata da Maurizio Zuffi, che è quello che, come rettifica così bene Mario Giordano sulla Stampa del 22/5, è stato il primo, a Studio Aperto, a fare un servizio sulla Franzoni. Mi ha promesso che, per l’uscita del libro avrebbe fatto fuoco e fiamme , ma poi ha detto che non gli piaceva più come si comportava la Franzoni da un punto di vista televisivo, insomma che era troppo cambiata e siccome era diventata antipatica anche a lui, alla fine mi ha detto di no.
6) Sono andata da quel gran bevitore di Andrea Pinketts. Riescono a farcelo vedere sobrio solo su L’Italia sul Due, alle due del pomeriggio, perché è sempre ubriaco e puzza di birra dalle 15 alle 9 di mattina. In tale stato, ‘normalmente’, presso le varie case editrici, a Milano, presenta i libri degli scrittori esordienti senza averli neanche mai aperti con buongrado e tolleranza di tutto lo staff editoriale italiano. Lo stimo anche io ormai solo un ubriacone che ha divertito i fessi negli anni ottanta con l’idiozia arguta dei suoi ‘noir à bestia’, ma cosa vuoi, Anna Maria, ero disperata, e io, facendo la scrittrice, conosco solo scrittori. Pinketts, probabilmente, commosso solo dalla mia magrezza ( è strambo nelle decisioni e fu fidanzato con una anoressica) mi disse di sì e mi fece addirittura ordinare i libri e fissare la serata della presentazione in un caffè letterario di via Solferino. Poi,a cose fatte e a libri spediti per la serata dall’editore, mi bidonò. Motivo? Dopo quattro anni di indagini non poteva uscire un’ipotesi del genere! Il libro, ovviamente, non l’aveva manco letto, anzi me ne aveva perse e richieste ben tre copie! Se questo è un intellettuale che va in TV tutti i giorni.....
7) Scrissi allora indignata sul mio Blog ( www.enigmasvelato.splinder.com)un’apologia di Zolà sul caso Dreyfus come contraltare al disimpegno corrente dei miei conoscenti e amici intellettuali. M rispose indignato un tal
Scurati è un’eminenza grigia che colleziona premi letterari per sé e per altri ed è entrato nel Gotha dell’isola dei famosi della scrittura italiana proprio per questioni di mantenimento di fama scrittoria ad oltranza come del resto fa il bevitore Pinketts con la TV.
8) Dopo un articolo sulla Gazzetta dello Sport uscito in concomitanza alla sentenza d’appello dell’aprile 2007 , Sandro Veronesi scrisse cose molto affini a quelle pubblicate sul mio libro e così lo interpellai, anche perché, molto prima dell’uscita del film ‘Caos Calmo’ avevo citato in Cogne: un Enigma Svelato, una pagina del suo romanzo che conteneva una definizione sulla ‘gestione personale’ del dolore di ciascuno, che molto si attagliava alla Franzoni. Volete sapere cosa mi ha risposto Veronesi? Che aveva qualcuno ammalato in famiglia e che non poteva venire a presentarmi il libro a Milano. Magari, più avanti a Roma? Neppure.
9) Di Vespa, di Costanzo, del business televisivo ulteriore me ne sono fregata, era deleterio. Della TV solo in La Sette ho cercato inutilmente di coinvolgere la persona con cui ho collaborato come redattrice del femminile Donna, quando lei era direttrice,
10) Allora ho parlato con
Quante altre ne ho fatte Anna Maria, quante ne ho dette, a quanti amici e colleghi mi sono rivolta, a quanti ho mandato il libro non lo ricordo nemmeno.
Una caterva di gente sproporzionata alle mie poche energie e poche forze.
Solo ‘La Voce di Romagna’ mi ha dato spazio, di recente, nella mia rubrica CRIMINI & TV. Lì ho potuto sostenere la tua provabilissima innocenza.
Ho saputo in questi giorni , che tu, fino all’ultimo, hai sperato che Dio illuminasse i tuoi giudici e i tuoi accusatori più accaniti.
Ma Dio l’aveva fatto Anna Maria, Dio aveva illuminato me e alcuni medici ancora onesti e integri, almeno nell’esercizio della loro professione...Tu, però, non te ne sei accorta. Sono stata l’unica a pubblicare la perizia molto abborracciata e prevenuta dell’illustre anatomopatologo di Cogne, il prof Viglino e le controperizie a quella, di gente più brava di lui, ma tu non ci hai fatto caso. Di tutti i libri pubblicati su Cogne lo so che il mio ‘Cogne: Un Enigma Svelato’ era solo uno dei tanti, però era MOLTO ILLUMINANTE, dal momento che sottoponevo al giudizio della comunità medica e scientifica italiana un’ipotesi diversa da tutte: quella di una morte naturale dimostrabile. Del resto, per i primi due giorni dopo il fattaccio, una brava dottoressa, la tua, ti aveva convinto della stessa cosa e tu le avevi creduto. Aveva ragione lei, la Satragni e torto tutti i paludatoni e i grilli parlanti venuti dopo. Sono perfettamente consapevole Anna Maria della luce che portava il mio libro e di quanto sarebbe stata illuminante una vera inchiesta medica fatta a partire dalle sue premesse, inchiesta purtroppo caldeggiata solo da un’altra DONNA DI LUCE, Maria Rita Parsi, che questo propose INUTILMENTE dopo aver letto e recensito il mio libro, sulle pagine del Resto del Carlino.
Non ci posso e non ci ho potuto fare nulla se i tuoi avvocati si sono incartati in una falsa indagine, che la spocchia dei televisivi aveva inscenato per loro, o se la tracotanza degli inquirenti che l’hanno portata avanti, e se la pompa magna di una giustizia decadente e marcescente ha prevalso sulla nuda e umile idea di un’inchiesta medico-scientifica sul caso ‘morte di Samuele’ e non sulla tua mente sana.
Galileo fu processato, condannato e costretto ad abiurare solo perché diceva la verità.
Non è un caso isolato nella storia.
Anche a te è successo. E adesso sei lì, dove in fondo chiedeva di essere la tua coerenza ineccepibile con quelle parole: “ Meglio sana in carcere che pazza fuori” . Sei sana, sei innocente e sei in carcere, mentre io che sono andata a bussare per te a tutte le porte possibili e immaginabili mi sono ammalata di una malattia impronunciabile e crudele, sto chiusa dentro un ospedale e ho un futuro impossibile. A meno che la Grazia di Dio non mi restituisca ciò che ti ho dato , a meno che
E che L’Italia Intera, politici, pm, giudici, psichiatri, intellettualoidi, giornalisti e ballerine, che l’Italia imbastardita e involgarita e ‘colpita al cuore’ come diceva una volta De Gregori, l’Italia mai caduta così in basso come ora ( immondizia et Napoli docet), comprenda ciò che abbiamo fatto l’una per l’altra senza nemmeno conoscerci, solo per amore della giustizia e della verità, in cui crediamo e crederemo sempre.
Ciao, Anna Maria, io mi chiamo Maria Grazia, come vedi anche una parte del nostro nome è comune.
Maria Grazia Torri
Mail inoltrata a:
lettere@libero-news.eu; info@carlolucarelli.com;
antoniodipietro@antoniodipietro.com; posta@ilmattino.it; redazione@diario.it;
cronaca@ilmessaggero.it; direzione@misteriditalia.com;
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cronaca.bologna@ilcarlino.net; lettere@avvenire.it; rubrica.lettere@repubblica.it;
segreteria.redazione.firenze@monrif.net;
segreteria.redazione.milano@monrif.net; direzione@ilgiornale.it; direzione@ilfoglio.it;
scritto a canale 5, italia 1, rete 4, rai 3redazione generale e a "chi l'ha visto", il corriere e tutti gli indirizzi sopra.
AFFARI (DECISAMENTE) ITALIANI...
Sul sito http://www.libero.it, nella sezione NEWS, Cronaca/Affari Italiani in data 24 maggio 2008 è apparsa una notizia che sembrava preludere a chissà quali novità sul caso Cogne. "una clamorosa rivelazione" da parte di un neurochirurgo del Fatebenefratelli di Milano, "farà riaprire il processo"....ridicolo! Come definire questo presunto scoop? Possibile che ve ne siate accorti solo ADESSO? A cose fatte, a processo finito...ecco che escono "novità" per le quali gli interessati si sono battuti strenuamente per anni, ed in primis il neurochirurgo, ma solo Grand Hotel e la Prealpina, pubblicarono ciò che lui cercava di far conoscere al publico in merito
Questa è la copia dell'articolo apparso per la prima volta su Grand Hotel nel luglio 2006.

Fonte: Grand Hotel , articolo parziale pubblicato nel luglio 2006
PENSATE UN PO' CHE CLAMOROSA RIVELAZIONE
a maggio 2008 !!
VECCHIA DI DUE ANNI! ...
....Ueeeeee, giornalistiiii? Prooontooooo? Ci fate? Ci siete?
Siete connessi?
Voglio anche dirvi, che come su Affari Italiani, così altri giornalisti, hanno creduto di essere informati su Cogne, ma non è così. Dopo le dichiarazioni del Neurochirugo (a cui ho doverosamente replicato), ho letto sempre su Affari Italiani, la replica di Viglino, con offese verso lo specialista. Non consento a Viglino di rivolgersi al neurochirurgo con quegli appellativi ("un folle") ma neppure avrebbero dovuto consentirlo i giornalisti che l'hanno intervistato, se avessero avuto cognizione dei rilievi riportati dal Rapporto-Torri (il libro, sempre il libro Cogne l'enigma svelato; che per la sua natura esula dall'essere un libro e, come dice un amico, è un vero Rapporto). Se invece di un giornalista semplice e disinformato, Viglino fosse stato intervistato da un giornalista-medico informato, le cosa sarebbero andate diversamente e l'intervista avrebbe avuto altri esiti che l'insulto.
Da questo punto di vista mi sento di dare la piena solidarietà al Neurochirurgo per le offese gratuite e ingiustificare, che ha subito da Viglino.
__________________________________________________________
Cogne: le dichiarazioni del neurochirurgo. Diritto di replica.
(mail inviata a redazione_libero@libero.it )
Spett.le Redazione, voglio controbattere alle affermazioni del Neurochirurgo, quale autrice "a latere" per alcune parti del libro COGNE L'ENIGMA SVELATO (di Maria Grazia Torri, Ed.Giraldi, Bologna Aprile 2007; libro scomodissimo, completamente censurato dai media); dichiarazioni comparse su AFFARI ITALIANI in queste ultime ore. Ciò che mi preme esprimere con fermezza è quanto segue:
1) Maria Grazia Torri, impossibilitata a controbattere a queste affermazioni perchè in pericolo di vita in ospedale, per la parte che riguarda il neurochirurgo e che lei ha riportato nel libro, NULLA ha aggiunto o sottratto allo scritto pubblicato su medforum dallo stesso neurochirurgo; ogni atto pubblicato risulta di pubblico dominio e quindi esente da qualunque millantato diritto d'autore.
Sebbene medforum abbia chiuso i battenti, i file originali sono stati salvati da molti utenti di quel blog di allora e sono anche in possesso di numerose case editrici che consultarono il manoscritto originario; che doveva includere anche la stampa degli interventi sul forum. L'ultimo editore cambiò completamente l'impostazione originaria. Quindi ritengo poco nobile l'affermazione di "beneficienza" a favore di Maria Grazia Torri, che invece, insieme alla sottoscritta, autrice di una campagna stampa battente in internet, ha consentito al neurochirurgo di assurgere alla cronaca, dopo che era stato ignorato insieme al suo aneurisma, per anni. Gratitudine quindi e non "beneficienza"..
2) l'ipotesi di aneurisma, ad essere poi precisi, è stata per prima formulata dalla Dr.ssa Satragni; ipotesi subito messa in ridicolo dai media.
3) i rilievi che nelle vostre news fa il neurochirurgo, non sono affatto quelli presenti nel libro, molto ridotti. Egli per le sue ultime affermazioni, si è avvalso anche di intuizioni di altri colleghi. Ad esempio l'omissione dell'esplorazione anale fu a suo tempo espressa dal Dr. Claudio Sauro, sempre su medforum. Mentre altre affermazioni che lui fa, appartengono al commento all'Atto d'Accusa, pubblicato sul libro, a firma congiunta della sottoscritta e dell'autrice del libro, nonchè ad altre discussioni in internet.
4) Nel libro, COGNE L'ENIGMA SVELATO, che il neurochirurgo ingiustamente non cita, la cosa interessante non è affatto il probabile aneurisma (ipotesi Satragni) in quanto lo stesso neurochirurgo si recò a Cogne (subito dopo la famosa trasmissione col pastico di Vespa, parlò con la famiglia Franzoni-Lorenzi) che non venne assolutamente preso in considerazione dai diretti interessati; inteessanti e del tutto nuovi e forti, e anzi scomodissimi, sono i rilievi sconcertanti sulla dinamica fratturativa; rilievi che non ha certo fatto il neurochirurgo. Le conclusioni cui giunge Viglino non coincidono nel modo più assoluto con i rilievi che egli stesso fa al tavolo anatomico.
5) I dettagli più interessanti sono nel libro, che esorto a leggere, non certo per un presunto "beneficio economico" dal momento che all'autrice in questo momento gioverebbe la salute e non il guadagno; ma per capire che forse i giudici sono tratti in inganno dagli stessi loro periti e non bisogna attaccare loro, ma certi nostri colleghi forse troppo superficiali o forse, francamente incompetenti.
Distinti saluti
Agnesina Pozzi, Medico.
PER DOVERE DI COMPLETEZZA
ECCO COSA APPARIVA IL 4 NOVEMBRE 2006
su http://www.crimine.net; solo che oggi, lo stesso sito che vanterebbe di essere completo, OMETTE di segnalare ai suoi lettori che esiste un libro (l'unico che abbia rilievi fatti da MEDICI, e non da studentesse, giornaliste e cmpagnia cantante) COGNE L'ENIGMA SVELATO, dal lontano aprile 2007; mister XY o missisXX che gestisce il sito non lo riterrebbe un libro interessante (è una bugia...ha solo avuto scontri personali con Maria Grazia Torri).Stranamente incoerente, come dichiarazione, dal momento che proprio su quel sito è pubblicato quanto segue, ancora oggi. Mentre il libro di Maria Grazia Torri..è stato in pratica CENSURATO con poca obiettività, anche da crimine.net! E...bravi;
complimenti vivissimi
per la correttezza della disinformazione di crimine.net
Commento di: Dottor Giovanni Migliaccio, Neurochirurgo
OSPEDALE FATEBENEFRATELLI & OFTALMICO
MILANO
20121 Milano Corso di Porta Nuova, 23
Mi sento in dovere sia come cittadino che come medico,di rendere noto quanto appunto è venuto a mia conoscenza e le deduzioni conseguenti, dopo la lettura della perizia necroscopica sul cadavere del bambino Samuele Lorenzi, per la cui morte, ritenuta da causa violenta, è già stata condannata in I grado la sua mamma.
Leggendo infatti attentamente la perizia necroscopica e,visionando il materiale fotografico, non posso non rilevare che in essa vi sono moltissime contraddizioni ed errori di valutazione che ritengo fondata la convinzione che il piccolo sia realmente morto per cause naturali, cioè a seguito di una imponente quanto improvvisa e violenta emorragia cerebrale,a seguito della rottura di un aneurisma,e/o di una malformazione vascolare congeniti.
Gli elementi che non convincono sono molti:
1) Si dice che il piccolo sia stato colpito in regione frontale con 17 colpi ad opera di un arnese largo e pesante! Mi chiedo: come è possibile contare 17 colpi sul capo di un bimbo di tre anni? Il numero di colpi inferti su un corpo si possono contare sul torace, sull’addome, ma non sul cranio
2) A una prima ispezione del cadavere, ictu oculi, non si sono evidenziati lesioni di alcun genere: lo sfondamento del cranio in regione frontale provoca la frattura della base cranica anteriore che si esprime esternamente con un’enorme tumefazione del viso e degli occhi, definita come occhi da procione, patognomonica appunto di frattura della base cranica anteriore.
3) La regione della base cranica anteriore, in ogni sua parte, (tetto orbitario, etmoide, sfenoide)risulta perfettamente integra.
4) In nessuna altra parte del corpo, dalle sopracciglia in giù fino ai piedi, non c’è ombra di una pur minima lesione: è mai possibile che chiunque l’abbia colpito con violenza e in preda ad uno stato psichico quanto meno alterato neanche per sbaglio abbia colpito sul torace sulle spalle sull’addome? E’ vero che il prof.Viglino segnala delle escoriazioni sul 3° e 4° dito della mano destra, diagnosticandole come effetto del tentativo di difendersi dall’aggressore. Ma ragioniamo un attimo: istintivamente chi sta per esser colpito al capo tende a coprirsi, a difendersi con entrambe le mani, non con una sola!
5) Anche l’ipotesi che il piccolo fosse tenuto fermo per poterlo colpire ripetutamente solo sul capo, non è sostenibile perchè si sarebbero dovute riscontrare sul corpo i segni delle mani che lo avrebbero trattenuto
6) Le ferite cutanee sul cuoio capelluto per la maggior parte sono dell’ordine di pochi centimetri di lunghezza e pochi millimetri di profondità.Quale arnese mai ha potuto provocare tali lesioni? Esse sono spiegabili non come l’effetto di un corpo contundente (che ne avrebbe procurate di ben maggiori dimensioni), ma come l’esito della trazione che l’osso fratturato,affondandosi, esercita prima sul periostio, quindi sulla galea, poi sul sottocute e quindi sulla cute(i tre strati di tessuto molle esistenti fra il cuoio capelluto e l’osso cranico)
7) L’esame necroscopico ha evidenziato una emorragia intraventricolare e una emorragia subaracnoidea, senza tracce di ematomi extradurale e/o sottodurale: questi ultimi generalmente tipici delle lesioni traumatiche, mentre l’e.s.a.(emorragia sub aracnoidea) è tipica della rottura di lesioni vascolari. Esiste si una e.s.a. post traumatica, ma con caratteristiche del tutto diverse.
8. Il piccolo è morto circa due ore dopo l’evento: se avesse ricevuto tutti quei colpi sul cranio, sarebbe morto all’istante. Non è possibile sopravvivere oltre pochi minuti dopo aver subito 17 colpi sul cranio!
9) E ancora: il medico del 118 non avrebbe potuto trasportarlo se ne avesse constatato la morte
10) La stessa perizia esclude che le lesioni abbiano potuto creare spruzzi di sangue a distanza come sono stati rinvenuti attorno al corpicino e sulle pareti della stanza. Esatto! Infatti gli spruzzi a distanza non possono che essere riferibili al cosiddetto vomito a getto tipico dell’ipertensione endocranica, ed è più che ovvio che se il sangue, misto a vomito, ha sporcato soffitto, pareti, comodino, abat-jour ecc abbia anche sporcato il pigiama, tra l’altro ripiegato sul letto. Anche le fantasiose perizie sulla “dinamica” di ricaduta del sangue affermano che le caratteristiche delle gocce sul pigiama sono tipiche appunto della goccia che cade dall’alto.
11) Quanto detto al punto precedente esclude completamente l’ipotesi dell’omicidio per due motivi:
a) l’eventuale assassino estraneo non aveva nè il tempo nè un motivo razionale per indossare il pigiama della donna; quand’anche l’avesse fatto nel toglierlo le forme delle macchie di sangue si sarebbero modificate;
b) se a indossare il pigiama fosse stata la madre, si sarebbero dovute riscontrare analoghe macchie di sangue quanto meno sia sul volto che sui capelli di lei stessa
12) L’altra fantasiosa teoria che vorrebbe spiegare le macchie di sangue a distanza come “effetto pozzanghera” dovuto all’arnese arma del delitto che colpisce-intinge-spruzza scaturisce dall’incompetenza scientifica ed anatomica: bisognerebbe ammettere che il cranio si sia riempito di sangue come una bacinella, il che contrasta con la fisiopatologia dei traumi cranici, con l’anatomia e con la logica.
13) Le fratture affondate riscontrate non sono che la conseguenza di trauma cranico a seguito di crisi epilettica insorta a seguito dell’emorragia. La dinamica può essere questa: si verifica il sanguinamento della malformazione con immediato inondamento ventricolare e degli spazi subaracnoidei,(spazi situati tra un solco cerebrale e un altro) da qui l’irritazione della corteccia provoca la crisi epilettica generalizzata (che può essere della durata anche di alcuni minuti), nel corso della quale crisi il cranio ripetutamente “sbatte” contro il muro o contro il letto e si verificano le fratture.
14) Si afferma che la prova inoppugnabile della morte per omicidio sia il corpicino coperto dal lenzuolo come ultimo atto di pietà. Se il bimbo, come ritengo, è stato in preda a una violenta crisi comitiale risulta convincente che, al termine di essa, il lenzuolo possa esser ricaduto sul volto e corpo del piccolo. Qualcuno afferma che il lenzuolo sia stato ben ripiegato: l’eventuale assassino col poco tempo a disposizione non avrebbe perso tempo a “sistemare” il letto. In ogni caso, volendo tenere per buon questo indizio, sarebbe l’unico a favore della morte violenta contro gli innumerevoli a favore della morte naturale.
15) Un’altra prova inoppugnabile di colpevolezza della Franzoni sarebbero gli zoccoli o pantofole sporchi di sangue perche dalla stessa indossati al momento del fatto delittuoso. Come è possibile? Se si ammette, come si ammette da più parti, che l’assassino ha colpito stando in ginocchio sul letto di fronte al bambino e, tenendo conto che in tale posizione i piedi sono coperti, oltre che dal corpo intero, in modo particolare dalle gambe e si trovano appoggiati e “affondati” sul piano del letto, come si può pensare che si siano sporcati di sangue in quel frangente?
Si deve pertanto dedurre che gli zoccoli erano nella stanza non indossati e si sono sporcati come si sono sporcati gli altri oggetti
16) L’evento, su cui vaneggiano ancora i periti, di un ossicino della teca cranica che è “volato” a distanza, deriva dal fatto (che i periti non conoscono) che nelle fratture craniche, soprattutto nei bambini , si trovano “sminuzzamenti” dell’osso che quindi, a seguito dell’ingravescente aumento della pressione all’interno del cervello (che si trova in un ambiente chiuso ed inestensibile), può venir schizzato a distanza, esattamente come il vomito.
17) Nella perizia necroscopica assurdamente si dichiara che lo stato di coma valutato con la scala CGS (Coma Galsgow Scale) e risultato=3, consente la diagnosi di morte:
Non è così! Sappiamo bene che la diagnosi di morte viene accertata con altri parametri e per un certo periodo di tempo (EEG,EKG ecc.). Dal coma, anche con punteggio = a 3, si può uscire.
18) Nella perizia viene affermato anche che il bimbo era già morto quando sono arrivati i soccorsi perchè, (e sarebbe una prova inoppugnabile)quando il medico del 118 ha introdotto nel cavo orale la tipica cannula detta di Guedell per favorire la respirazione, non vi è stato il riflesso della tosse! E’ assurdo: in un paziente in coma profondo non è possibile evocare il riflesso della tosse!
19) Nel rapporto del Pronto Soccorso di Aosta l’ora del decesso viene segnalata alle 09.47
20) Non risulta che sia stato fatto un esame istologico dei vasi del circolo di Willis, (la zona vascolare arteriosa dove vi è maggior frequenza di malformazioni) o di altri distretti vascolari, attraverso il quale si sarebbe potuto evidenziare l’eventuale alterazione delle pareti di uno o più vasi arteriosi.
Rimango esterrefatto come quelli soprattutto che dovrebbero a vere a cuore la volontà della verità e della giustizia, come se tutti fossero presi da una forma di condizionamento collettivo, non si siano soffermati per un solo istante a voler prendere in considerazione, l’eventuale ipotesi alternativa alla morte violenta del piccolo Samuele.
Mi sia consentito anche di sfiorare gli aspetti psichiatrici e psicologici poichè ritengo che gli psichiatri soprattutto, per la stessa natura della loro disciplina, devono tenere conto di mille variabili del comportamento umano, alcune delle quali sono senz’altro il confronto con personalità analoghe, la considerazione delle caratteristiche espressive di un carattere, la valutazione e il confronto delle analogie e via dicendo; è mai possibile che sfugge il comportamento anomalo e cioè del tutto consono con i parametri della normalità della signora Franzoni?
Non vi è, nella storia criminale di tutti i tempi, riscontro di madri infanticide che, in un lasso di tempo più che breve, non abbiano confessato il loro misfatto dimostrando tutta la loro patologia e il loro dramma.
E’ mai possibile che questa donna, la signora Franzoni, non dimostri un minimo cedimento psichico, che dopo oltre tre anni non si ritrovi nei suoi comportamenti qualcosa di anormale?
E non mi si venga a raccontare la storiella dello sdoppiamento di personalità e della rimozione dell’accaduto! : una personalità è doppia per tutta la vita e non la si può nascondere!
E, ancora, come si fa ad asserire che la Franzoni uccide in preda a un raptus e, allo stesso tempo,organizza l’alibi, accompagnando l’altro figlio alla fermata dello scuolabus? Delle due l’una! No?
Ho appreso che i Magistrati inquirenti hanno verbalizzato, oltre alla registrazione della telefonata al 118,che qui trascrivo, anche la testimonianza della centralinista che probabilmente è stata o verrà considerata dai nostri illuminati Giudici come una valutazione psicologica attendibile di una “vera” esperta.
Ecco, e si mediti!:
(Ansa)
Ecco la trascrizione della telefonata fatta da Anna Maria Franzoni alle 8.28 del 30 gennaio 2002 al servizio di soccorso 118 per chiedere aiuto mentre il figlio Samuele era in un lago di sangue nella villetta di Montroz.
Centralino. “Pronto”. Franzoni: “Ascolti mio figlio ha vomitato sangue e non respira, abito a Cogne” Centralino: “Un attimo che le passo subito …” Franzoni: “Fate presto, la prego” (musica d’attesa - tratta da “Le quattro stagioni” di Vivaldi - per alcuni secondi) Operatrice: “Pronto” Franzoni: “Mio figlio ha vomitato sangue, venga subito” Operatrice: “Allora, no, con calma (Annamaria urla e la sua voce si sovrappone) devo avere l’indirizzo, abbia pazienza” Franzoni: “Abito a Cogne” Operatrice: “Il numero di telefono (…). Ecco, Cogne dove?” Franzoni: “Frazione Montroz” Operatrice: “Con calma … Monrò?” Franzoni: “Cosa devo fare?” Operatrice: “Numero civico?” Franzoni: “Ooh … eeh … la prego, sta male!” Operatrice: “Signora, con calma perchè non risolviamo niente. Allora, Monrò?”. Franzoni: “Numero 4 A. E’ già venuta stanotte perchè stavo male io. Vi prego, aiutatemi, non respira … (respiro affannoso, urla incomprensibili)” Operatrice: “Subito … Signora, abbia pazienza, è Montroz o Monrò?” Franzoni: “Montroz”. Operatrice: “Ecco. Numero?” Franzoni: “Oh, mamma mia. 4 A”. Operatrice: “4 A. Signora, allora suo figlio quanti anni ha e come si chiama?” Franzoni: “Tre anni, Samuele”. Operatrice: “Di cognome?” Franzoni: “Lorenzi (interferenza telefonica). La prego, sta malissimo”. Operatrice: “Signora, intanto se vomita non lo tenga …” Franzoni: “E’ tutto insanguinato, ha vomitato tutto il sangue. Non respira …”. Operatrice: “Arriviamo subito, signora” Franzoni: “Grazie” Operatrice: “Mi lasci solo il telefono libero perchè se no …” Franzoni: “Sì, sì, sì, arrivederci”.
L’operatrice, Nives Calipari, ha fatto mettere a verbale (il 24 febbraio 2002) che “anche per vicende più banali sono abituata a sentire persone che vengono prese dal panico e non sanno dare precise indicazioni sui nomi delle persone, sugli indirizzi, sui numeri di telefono o altro. La Franzoni, invece, mi ha risposto con lucidità”.
Spero che la gentile centralinista non venga considerata una esperta in psicologia telefonica, ma considerando gli esperti che si sono occupati del caso…
Quindi, secondo la centralinista,ormai da considerarsi veramente una esperta in una nuova disciplina quella di psicologia telefonica, (chi sarà il Rettore?, il prof. Crepet o il prof.Bruno?) chi è veramente preso dal panico per un caso drammatico non è in grado di comunicare all’ambulanza il proprio domicilio, per cui in casi del genere cosa succede? I soccorsi non devono arrivare perchè, se arrivano all’indirizzo correttamente indicato, si rischia di essere accusati di omicidio?
Amaramente concludo chiedendo agli esperti seri : Per la signora Franzoni, dove sono le prove oggettive che possano far porre diagnosi di personalità schizoide?
Nessuna personalità nè psicopatica nè criminale rimuove veramente il momento di un misfatto e poi di tale gravità! Può mentire ma non rimuovere il ricordo.
E il ricordo di un efferato omicidio pesa su comportamenti e personalità ogni giorno, ogni minuto!
E nascondere una verità di tal tipo per così lungo tempo non è possibile,neanche per le personalità più disturbate.
L’ ipotesi della morte naturale è stata ritenuta e continua a ritenersi assurda, ma quali sono gli elementi clinico-scientifici che sostengono tale assurdità?
Spero che il destino di Anna Maria Franzoni non sia nelle mani di un carabiniere e di una centralinista, oltre a quelle in cui, purtroppo, già è!
Dottor Giovanni Migliaccio
Allego l’ottima analisi fatta dalla collega.
Dr.ssa Agnesina Pozzi
Medico
Egregio Collega Dr.Migliaccio,
nel ringraziarti per avermi dato la possibilità di consultare la Perizia del Prof. Viglino, in merito ai fatti di Cogne, mi permetto, molto umilmente, di fare alcune considerazioni in merito. Senza presunzione ritengo che ci siano molti punti che avrebbero meritato un chiarimento e un’ampia discussione pluridisciplinare, oltre alle sole competenze di un -per quanto illustre- anatomo patologo. Il collega Viglino sembra fermamente convinto della sua verità che, mi ha dato l’impressione, sembra sia stata costruita su un’idea di base, inquinante una capacità di giudizio super partes. Queste note solo per amore del “ragionare” in termini clinici e non strettamente anatomo-patologici; per far presente che spesso una pratica clinica anche modesta, potrebbe essere valido supporto per evidenziare quel “ragionevole dubbio” che eviterebbe forse ad un innocente di andare in galera. Questo caso ha avuto un enorme coinvolgimento mediatico e proprio quella è stata la sorgente dell’ipotesi colpevolista, radicatasi non solo nell’inconscio popolare ma anche in quelle sedi in cui il cittadino dovrebbe trovare perlomeno neutralità di analisi; prima di essere giudicato colpevole. La tua tesi, caro collega, oltre ad essere interessante (e della qual cosa ti sono grata in termini scientifici) è anche coraggiosa perchè controcorrente e pericolosa. Accettando, ma anche solo analizzando le tue validissime considerazioni (dettate da professionalità ed esperienza clinica), si rischia di far crollare un intero universo: quello accusatorio, quello difensivo, quello mediatico, quello popolar-colpevolista. Una tragedia. Per quanto mi riguarda, condivido pienamente le tue osservazioni, lette sul nostro MEDFORUM e mi associo, inviandoti queste note a supporto. Spero coincidano con i tuoi percorsi speculativi; utilizza questo scritto come vuoi . Cordialmente
seguono le mie osservazioni, con la postilla: "Letto ma ancora da rileggere e perfezionare in tempi successivi". (come accadde)
Chiaromonte 28 Giugno 2006 Dr.ssa Agnesina Pozzi
Sul libro: è pubblicata questa relazione del neurochirurgo, la stessa che era su medforum, e in altri siti, quindi di pubblico dominio. Lui invece pubblicò le mie osservazioni su medforum, non ancora complete (8pagine), senza neppure chiedermi il permesso. Per quanto concerne la mia relazione pubblicata sul libro, fu completata in seguito e consegnata al Comando Generale dei Carabinieri di Basilicata (alla fine constava di 24 pagine a fronte delle 8 iniziali). Successivamente venne messa a disposizione di Maria Grazia Torri per la stesura del libro. I diritti non sono mai stati concessi dalla sottoscritta all'editore Giraldi, che neppure mi ha chiesto autorizzazione, fatto proposte o mandata la bozza in correzione.Meno che mai mi ha mandato alcune copie in omaggio. In compenso il neurochirurgo, senza colpo ferire, ne ha avute in omaggio 2o.
Ho sempre a che fare con alti principi di giustizia! Grazie Giraldi. Bravo. Talmente bravo che neppure hai provveduto alla distribuzione del libro, danneggiando, non tanto Maria Grazia Torri quanto la divulgazione della verità e l'applicazione della giustizia.
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DITELO COI FIORI..
OMAGGIO A GIANGAVINO SULAS (OGGI n.23 Giugno 2008)

mostruoso fiore fallico dal nome sconosciuto
AYYOO' GIANGAVVINO!
HO LETTO SSU "OGGI" CHE ANCORRA CONTINNUI A SBAVVARE SU COGNE
E VVOGLIO DDARTI
ALCUNI CCCHIARIMMENTI.
1) ribadisco che non essendo tu medico non puoi capire niente di meddicina. Loddici tu insiemme a Viglinno che Samuele erra ggià morto alle 8,30; infatti lo ddice Viglinno che deve far "tornare i conti" con tutti i guai che ha combinnatto con quella perizia. I
l Dr. Iannizzi,
il Dr. Bellini,
un testimone,
quelli del Pronto Soccorso,
dicono che Samuele era ancora vvivo quando l'hanno vvisto.
Infatti c'è
la testimonianza del vicino
la testimonianza della Satragni
la relazzione dell'eliambulanza,
c'è il refferto del pronto soccorso,
in cui risulta che Samuele è morto alle 9,55.
Non si capisce comme mai i giuddici hanno dato ragione ad uno che ha a che fare solo con i mmmorti e non hanno considderratto i refferti medici (che ssonno ATTI GIUDIZZIARRI che devvono farre fede per legge;
altrimenti perchè nessuno ha dennunciato i meddici
per falso in atto pubblico?
2) non essiste nessun rebbus dell'orrario perchè Anna Maria avrebbe dovvutto ucciddere con tutta la calma Samuelle, prepararre la colazionne a Davide, lavvarsi, ffarsi la ddouccia, oppure il sangue l'avrebbe inoundata dappertutto. Nessunno l'ha vvvista con i capelli baggnatti e non c'era sangue nella ddoucccia. Non si capisce come mai, se indossava il piggiamma per uccidere il figlio, le macchie fossero anche dall'altra parte e simmettricche (a meno che in questa occassionne, pur di incolparla, si è supposto che fosse anche trasparrente e il sangue del figlio l'avvesse attraversatta da davvanti all'indiettro per macchiarre anche il rettro del piggiamma)
3) perchè non ccchiedi al tuo amicco Viglinno che dichiara" nella mia carriera, in delitti di analoga ferocia, non mi era mai capitato di vedere le tracce concentrate tutte in un solo ambiente. Quello dove si è consumato l'omicidio. I testi della criminologia anglosassone sostengono che quando le tracce sono presenti solamente in un locale, bisogna ricostruire la dinamica del delitto nell'ambito della casa e della famiglia"
A- perchè invece di pensarre ai testi anglosassouni non ha scritto sulla perizia l'esitto del sopralluoggo, e non ha fatto nessunna annotazionne sulla rotazionne delle goucce di sangue, dovutte alla rotazione degli avambracci di un eventuale assassino, oh Giangavino; e perchè Viglinno non ha chiesto consulenza a traumatolloggi, neurrochirurghi, pediattri per saperre se è possibile per un bambino morirre per cause diverse dall'omiciddio e con aspetti simil-criminossi. E come mai non ha pensatto al voumitto a getto come veicolo per fare arrivvare fino al soffitto le goucce, datto che lui stesso scrivve che le lesionni non pottevano sssanguinarre così fino al soffitto, ma neppurre spiega come mai il pigiamma non fosse letteralmente inondatto in tutti i lati se davvero l'assassino lo indossava come una tela da imbrattarre stile Jacson Pollock (lo conosci Giangavino)?
B- perchè non ha riportatto nelle conclusioni che offre al giudicce, la frattura in regione OCCIPITALE del tipo a mappamondo? Non l'ha riportata perchè quel tipo di fratture si producono con impatto su superfici ampie e dure e allora le sue conslusioni non sarebbero state coerenti (aggressione frontale).
C- come giustifica le fratture del solo tavolato esterno per alcune lesioni, supposta la ferocia dell'aggressionne frontale, dato che in caso di appnlicazione di una forza sulla superficie convessa del crannio si producono PRIMA le lesioni del tavolato interno, per minore raggio di curvatura?
D- perchè non ha neppure scritto sulla perizia gli esiti della TAC, come mi ha fatto notare il collega Massimiliano Fanni Canelles ultimamente?
ayyoooo Giangavino, non ho nemmeno voglia di picchiarti; semplicemente perchè mi fai tenerezza con quella faccia da topo bagnato, appena scappato da un gatto assassino.
LEGGI IL RAPPORTO TORRI e poi spiegati perchè Viglino invece di rispondere ai quesiti, dice che gli artefici delle contestazioni a lui mosse, litigano...(ha letto forse...Schopenhauer_ l'arte di avere ragione?)
Cerca di capire, se ci riesci, quello che affermano i medici che hanno contestato Viglino, oh Giangavino, ora che su "OGGI" (giornaletto per nullafacenti, dementi, demotivati, superficiali, annoiati e in stand by ai cessi, dai parrucchieri o dal dentista), ti fai affiancare da un'altra "scienziata disinformata" tua collega, che per incrociare il fuoco su Anna Maria, sceglie Andreoli (te pareva...psichiatra e criminologo..). Continuate così, che vi fate ONORE!
Tra l'altro compaiono anche fantomatici avvocati USA a confortare le ipotesi colpevoliste, secondo i "la letteratura anglosassone" che cita Viglino..
Sai che vi dico? E ve lo dico coi fiori.

vedete un pò dove metterlo
COSI' NON PARLO' ZARATHUSTRA..
ma i disinformati sulla perizia Viglino che pretendono di fare salotto sulle reti nazionali a proposito di Cogne. L'Italia sul 2 (piedi in una scarpa). A sproposito, come al solito, NESSUN MEDICO presente. Bene, bravi, bis!

una rosa del mio giardino
"La sentenza ha evidenziato due cose: uno l'assoluta bontà dei sistemi dei RIS, due, l'assassino indossava il pigiama"; " Anna Maria Franzoni è diventata la mamma più antipatica d'Italia perchè 48 ore dopo il delitto lei e il suo clan hanno cominciato ad accusare estranei"
Giangavino Sulas
Caro Giangavino, hai sempre parlato a sproposito: uno perchè non essendo un medico, può darsi che tu abbia letto la perizia Viglino ma non ci hai capito un emerito c..; due perchè nessuno ha mai messo in dubbio il lavoro dei RIS (che purtroppo si affidano a quelli che dovrebbero essere titolati periti, ma...). Nemmeno tu hai avuto il fegato di tirare in ballo Viglino ma il fegataccio di ritenere colpevole la Franzoni, si. Bravo. Continua a fare "il colpevolista-a tutti-i-costi" sempre e, per più o meno, tutti i casi di cronaca nera. Bravo, bene, bis!
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"Perchè chiamate la famiglia Franzoni, il Clan?" ; "per la revisione del processo occorrono elementi nuovi e molto forti"; "da ieri sera possiamo non usare più il condizionale: Anna Maria Franzoni ha ucciso il figlio e non più avrebbe ucciso"
Milo (Giornalista)
Caro Milo, anche tu non hai letto la perizia Viglino e nemmeno il libro di Maria Grazia Torri, quindi di Cogne non sai un c...; se avessi letto l'una e l'altro sapresti, senza condizionale, che non occorrerebbero elementi nuovi e forti ma ci sono elementi NUOVISSIMI E INOPPUGNABILI dall'aprile 2007. Lo abbiamo scritto anche a voi a suo tempo. Giornalisti orbi! E tagliati quei capelli unti che fanno schifo.
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"Sono riuscita ad arrivare prima dei giornalisti"
Paola Savio (avvocato)
" e meno male almeno in questo sei arrivata prima! Tu e il tuo ridicolo mestolo di rame inserito in un calzino: l'arma dell'assassino! Come mai non hai risposto alla mia mail (quella pubblicata dall'Ordine degli Avvocati)? Come mai non hai usato le considerazioni sulla dinamica fratturativa e sulle omissioni/ contraddizioni della Perizia Viglino, che ti avevamo offerto (gratuitamente) sul libro Cogne l'enigma svelato? L'hai letto almeno? Non credo. Anna Maria l'ha letto? Non credo. Come mai il grosso Avv.to Grosso, forse grosso amico di Viglino, ha parlato delle macchie del pigiama e non delle assurdità e incongruenze che sono sulla perizia del suo forse amico? Le notizie non hanno riguardato grosse e nuove rivelazioni, perchè? Forse è stato anche suo legale in qualche altro procedimento? Forse addirittura nel caso dei fratelli Roggero, caso altrettanto censurato da tutti i media? Troppi forse...troppi forse..."
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"Io non so chi sia questa donna. Ci manca completamente la parte emozionale"; " la psiche esiste anche in Italia"; "questo è un crimine psicologico"
Sarah Viola (Psicoterapeuta)
Ecco, finalmente sappiamo che la psiche esiste anche in Italia e sarà quel che sarà, senz'acca; siccome nemmeno tu sei un medico e non hai letto nè il libro nè la perizia Viglino (e tanto meno l'avresti capita), torna a fare consulti sul lettino che è meglio
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"E' un delitto che riguarda una parte dell'anima sconosciuta a se stessa"; "La giustizia è stata anche clemente a dare solo 16 anni; ed ha detto la verità"; "Anna Maria è una pooooovera donna"; "sappiamo che era una donna che aveva taaaaanti problemi; il movente c'è ed è quello di dimostrare la sua perfezione di mamma; per fare arrivare il figlio grande in tempo, a scuola"; "in tutte le interviste lei ha chiesto aiuto a tutti noi dicendoci aiutatemi a trovare l'assassino di mio figlio. In realtà parlava di se stessa"; "la pooooovera Anna Maria Franzoni doveva essere aiutata a trovare se stessa e il buio che la abita"
Antonella Boralevi (scrittrice)
Mai sentite tante stuuuuuupidaggini tutte in fila! Magari prova anche a leggere (il libro di Maria Grazia Torri, solo quello perchè tanto non essendo medico non ci capiresti un c...della perizia Viglino); si, piuttosto che dedicarti prevalentemente alla scrittura..qualche volta leggi e informati sui dati clinici contestati.
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"Mah! Non so, non sono convinta del tutto"
Emanuela Falcetti
Cara Falcetti, mi meraviglio di te, che consideravo una delle poche giornaliste coraggiose. Mah! Nemmeno io sono più convinta del tutto su di te. Su Cogne non ti sei documentata a sufficienza, come tuo solito invece; evidentemente non conosci nè il Rapporto Torri, tua collega censurata, nè la perizia Viglino. Ma anche se la leggessi, non essendo un medico, non la capiresti. Piuttosto, se trovi qualcuno disposto a rompere il muro di omertà, tra i nomi altisonanti e professori che tu inviti alle tue trasmissioni, magari se trovi qualche neurochirurgo o traumatologo o anatomopatologo o anche pediatra o solo medico attento, disposto a coinvolgersi...sottoponigli la perizia Viglino e il Rapporto Torri (Cogne l'enigma svelato); e poi riparliamo di chi ha ucciso Samuele. Samuele l'ha ucciso la perizia del prof. Viglino ma nessuno di voi, e nemmeno tu, ha voluto vedere fino a fondo in questa storia terribile di mala giustizia o meglio, di giustizia male-informata da una perizia.
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"Non ci sono prove della colpevolezza di Anna Maria Franzoni. Non è scientificamente provato"; " Anna Maria non è assolutamente una povera donna, anzi è una donna forte e non ha mai chiesto aiuto a nessuno; anzi ha sempre sostenuto con forza la sua innocenza"
Cristiana Lodi
Te non mi piaci e non mi sei mai piaciuta, e scrissi anche al tuo Direttore. Ci hai fatto sciroppare cinque o sei numeri di Libero con la pubblicazione del solo aspetto psichiatrico della questione. Non una sola parola a sostegno della Franzoni ed anzi, ricordo che non l'hai mai difesa ed eri colpevolista convinta, quando non eri invece ambigua. Adesso hai corretto il tiro. Evidentemente HAI LETTO il libro della tua collega e stai dilingentemente e furbescamente USANDO la sua linea (quella di Maria Grazia Torri). Beh se non fossi stata furba non saresti arrivata dove sei arrivata, così come Ilaria Cavo, altra furbetta dagli occhi cavi ed inespressivi come i tuoi. Non mi piaci nemmeno adesso che ti sei strumentalmente schierata dalla parte di Anna Maria; hai capito che il vento cambierà e lo anticipi, grazie al Rapporto Torri. Comunque nemmeno tu hai mai avuto il coraggio di tirare in ballo la perizia Viglino. Logico, non essendo un medico se l'hai letta non l'hai capita. Auguri. Ad majora. Già che ci sei comunica a Renato Farina (che magari incontrerai la mattina al bar della stessa redazione) che Maria Grazia Torri è Gesù Cristo sulla Croce e sta soffrendo in Ospedale; lui ha contribuito a piazzarle un chiodo su una mano (lui sa perchè) e se lo ricordi durante le sue preghiere.
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Tra poco ricomincerà il circo: rai 1 con Cocuzza e Vespa, gli sbarbini sul 2, poi Canale5 con Matrix , poi rete 4 con qualche altro salotto e ricomincerete tutti a rompere le palle all'Italia. Fortuna che non guardo più la TV se non malauguratamente, a casa di amici (che orribile sottofondo alle conversazioni...).
Da tempo mi fanno venire pressochè tutti il vomito, nei vari cortili mediatici. Adesso ricominceranno a sbavare, cianciare, spettegolare, congetturare, confermare, concordare, fare audience sulla povera sventurata e INNOCENTE che LORO per primi hanno condannato alla forca dell'ignoranza vera dei fatti e superficialità. Qualcuno sarà a chiedere la grazia (e in nome di quale privilegio rispetto ad altre donne incriminate?). Se conoscessero le carte chiederebbero la revisione, non la grazia.
Mi raccomando continuate a tenere lontani i medici dalle vostre orbe discussioni, altrimenti si potrebbe capire che da tre anni a questa parte avete partorito solo fesserie vestite di autorevole visibilità mediatica. Vorrei tanto che vi capitasse qualcosa di simile, per provare sulla vostra pelle ciò che avete inflitto ad Anna Maria. Vergogna!
SENTENZA DI CASSAZIONE
16 anni di carcere per Anna Maria
DUNQUE L'OBIETTIVO E' STATO RAGGIUNTO
COMPAR VIGLINO COMPLETAMENTE "SCAGIONATO" DALLE SUE COLPE, forse non è stato mai tirato veramente in ballo da alcuna "difesa" tra le varie che si sono avvicendate; se ha avuto qualche citazione a sfavore, sarà stata cosa morbida; esce pulitissimo dalla vicenda, nonostante nelle ultime dichiarazioni in video abbia fatto qualche lieve marcia in-dietro.

Maria Grazia Torri COGNE L'ENIGMA SVELATO, Ed. Giraldi, Bologna, Aprile 2007; libro censurato da TUTTI i media con una volontà che rasenta il crimine giornalistico. Provate a cercarlo. Lo troverete solo alla casa editrice e non si sa perchè sia così difficile reperirlo in internet. Ci sono contestazioni mediche, fatte da medici, alla perizia Viglino. Viglino ha molti fratelli in paradiso che lo hanno protetto per anni a scapito della povera Anna Maria Franzoni. Anna Maria ha avuto tanti difensori ( forse ...di Viglino).
COMPAR VIGLINO LIBERO
ED ANNA MARIA IN CARCERE...
come volevasi dimostrare!
COSA TIRERANNO FUORI
DALLA BOTTEGA PER ANTONOMASIA?

La bottega di Armando è la BOTTEGA per antonomasia. Di tutto e di più
Siamo agli sgoccioli per Anna Maria Franzoni: Cassazione.
E così vedremo l'epilogo della farsa giornalistica tutta Italiana. Un brodo di imbecilli parlanti e disinformati ha partorito solo pettegolezzi, supposizioni, congetture, scenografie e scenari da brivido; nessuno dei giornalisti "de noantri" ha MAI DETTO UNA PAROLA sul libro di Maria Grazia Torri .
Neppure gli avvocati di parte (quale parte?) hanno considerato il libro COGNE L'ENIGMA SVELATO e forse Anna Maria neppure l'ha letto.
Vediamo quale coniglio tireranno fuori dal cappello o dalla BOTTEGA per sanare questo pasticcio giuridico-giornalistico-difensivo. Se ne dovranno però uscire con eleganza perchè tutti l'hanno fatta grossa. Dunque può darsi che si arriverà all'annullamento della sentenza e si rifarà il processo perchè
LO SANNO TUTTI (..quelli che lo devono sapere)
CHE ANNA MARIA FRANZONI
E' INNOCENTE (altrimenti le avrebbero dato l'ergastolo)
solo che è difficile tornare indietro, perchè occorre fare i conti con tutte le cazzate che sono uscite da questa storia. Giornalisti (quelli bastardi...che tanti ce ne sono in giro..) che Dio vi maledica per la vostra superficialità, malafede, voglia di scoop a vostro tornaconto, venduti agli editori; l'Ordine dei Giornalisti dovrebbe buttare fuori, a calci nel sedere, una gran parte di voi.
Intanto leggete il libro (se riuscirete a reperirlo, perchè ho provato ad ordinarlo in vari siti internet ma non si trova! Forse qualcuno avrà emanato l'editto di veto anche per la distribuzione; chissà che non ci sia qualche "Maestrino dirigente" in questa decisione..);
libro con osservazioni MEDICHE che tutti hanno censurato, ma richiedetelo direttamente alla Giraldi di Bologna, perchè forse ci sono anche editori deficienti che non distribuiscono i loro libri. Poi ne riparliamo.
Sono aperte le scommesse!

Pallina. La più "incazzosa" dei miei cani (2006)
Non so cosa sia il giornalismo italiano e se di giornalismo vero, onesto, obiettivo, libero, possiamo parlare...
Da quasi tre anni, una tua collega giornalista e critica d'arte, per indagare sugli atti di Cogne e scrivere un libro-denuncia (COGNE UN ENIGMA SVELATO, ed Giraldi Bologna aprile 2007), non solo ha buttato il suo lavoro originario per l'arte nel cestino e i suoi risparmi ma, già eroina del cancro, ha avuto una riacutizzazione del suo male ;
proprio per Cogne,
per le vicissitudini legate al libro,
per il silenzio perverso e colpevole che lo ha avvolto, nonostante nel libro ci siano tesi sostenute da medici (e non studenti, vallette, criminologi, psicologi, opinionisti, teologi e compagnia bella), basate su dati tecnici ed anatomici e non su ipotesi...
ecco che alla fine della fiera ve ne uscite con quell'articolo scoop (GENTE n.18 /2008) sul libro che sta per uscire...scritto da due studentesse.. in cui Samuele sarebbe stato ucciso con un mazzo di chiavi... Beh allora non hanno evidentemente letto bene la perizia Viglino, nè compreso quello che avrebbero letto. Perchè appunto, anche questo millantato scoop non ha una maternità MEDICA.
Eppure, cara Monica, giornalista, direttrice ecc ecc, sei stata informata da me con una precedente mail sul libro COGNE UN ENIGMA SVELATO, sul suo contenuto; e non ti sei degnata non solo di leggerlo ma di sprecare UNA PAROLA sul tuo giornale da gossip vario ed eventuale.
Questo, mi dispiace dirlo è forse un giornalismo d'accatto, e il vostro giornale è forse sempre di più un giornaletto da strapazzo.
Fine dei grandi temi giornalistici; ho preziosissimi numeri di riviste simili, di decine e decine di anni fa. C'è da vergognarsi per quanto si legge invece oggi, per la manipolazione delle notizie e della verità e per la più completa disinformazione.
Grazie di cuore, perciò, anche a nome di Maria Grazia Torri, che tra atroci sofferenze di un cancro metastasico, non ha nemmeno la forza di mandarvi a quel paese. Credo di interpretare il suo pensiero e lo faccio io per lei. Continuate così che il vostro mestiere vi fa onore, (oppure vergognatevi, ch'è meglio) .
Agnesina Pozzi,
medico, autrice "a latere" di parti del libro e di una delle contro-perizie alla Perizia Viglino, che voi giornalisti avete vergognosamente protetto da ogni studio, critica ed esame da parte degli italiani.