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Nome: Agnese Pozzi
un medico, un'illusa, un'utopista, un'idealista, una deficiente alla fine... in questo mondo di "furbi"
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LE MANI MOZZATE
Non venite a raccontarmi fesserie. Alla rapina non ci credo e meno che mai credo ad un rapinatore o ladro che amputa le mani alla sua vittima in uno scatto di rabbia o di follia. Ancora meno credo che il presunto ladro abbia portato con sé le mani amputate per poi derubarle con calma degli anelli. Non regge!
Immaginavo la vittima come mia nonna o mia zia: una dolce e innocua vecchietta, mite, modesta, anche messa male, esteticamente trascurata, provata dalla vita; la immaginavo tranquilla a fare l’uncinetto, a leggere il giornale accanto al caminetto e a dirsi il rosario. Poi hanno trasmesso le immagini di una donna che nulla aveva a che fare con le connette che conosco ed ho conosciuto almeno dalle mie parti. Ho visto una donna cotonata, con rossetto e smalto e tanto di scollatura. Una donna matura piuttosto piacente e con il desiderio di piacere probabilmente anche in vecchiaia. Ci sono persone insomma, buon per loro, che non si arrendono al tempo e mantengono inalterata una sorta di civetteria, allenandosi sempre alla seduzione.

ora, lungi da me l’idea di infangare la memoria di questa poveretta di 84 anni a cui hanno mozzato le mani, ma credo che occorre leggermente scavare nel fango per avere speranza di trovare l’assassino. E credo che questo NON SIA AFFATTO UN FOLLE. In questo gesto terribile e macabro leggo una rabbia inaudita insieme ad un covato sentimento di vendetta. Una vendetta magari covata per anni, tanti anni. Le domande che mi sorgono son queste: la signora potrebbe aver sedotto un ragazzino negli anni passati? Già perché dietro un gesto violento c’è sempre un altro gesto violento. O meglio, viaggiando nel mostro che alberga in ogni essere umano ripenso a quel vecchio porco, amico di mio zio, che tentò di usarmi violenza quando avevo poco più di 6 anni. Evitai il peggio grazie alla mia intelligenza, grazie all’intuizione di un “peggio” che neppure capivo cos’era, grazie all’aiuto di Dio non so: con la scusa di andare a prendere un bambolotto mi chiusi a chiave in una stanza e barricai anche il balconcino che dava su un terrazzo cui si poteva accedere da un altro ingresso. E attesi mia nonna tremando sotto le coperte e chiedendomi che cavolo voleva quello lì, perché mi aveva afferrato ed aveva tentato di abbassarsi i pantaloni. Lo capii quando ero più grandicella e covai covai e covai una rabbia inesprimibile che si concretizzò nel desiderio di ucciderlo. Probabilmente lo avrei ucciso tagliandogli non solo le mani ma anche l’uccello, se non lo avessi ritrovato, negli anni dell’adolescenza, disfatto e su una sedia a rotelle. La vita per fortuna mia e sua, mi aveva vendicata. Dunque chissà come mai, nell’ascoltare quella terribile notizia, mi venne in mente la mia esperienza, e riagganciai quel gesto rabbioso alla mia rabbia di allora. La vecchietta ha aperto a qualcuno che conosceva. Non c’è stato infatti scasso anche se tutto era sottosopra: scena del crimine immagino impregnata di rabbia, tanta rabbia, solo rabbia. Allora l’assassino occorre cercarlo tra le conoscenze della signora, occorre cercare nelle foto, nelle telefonate, nelle lettere forse, nei trascorsi non esclusi anche famigliari. Ho questa sensazione e chiedo perdono alla famiglia se questa intuizione può offendere loro e la memoria della loro congiunta. Nessun ladro slavo o nordafricano, nessun tossico o delinquente italiano o straniero perpetrerebbe una simile atrocità se non avesse motivi ben più gravi di una rapina. Se non è rabbia è follia pura. Tertium non datur.
Agnesina Pozzi

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Post n°1253 pubblicato il 02 Novembre 2009 da vocedimegaride
ADDIO DONNE
di Agnesina Pozzi
Il primo novembre s'è portato via in un colpo solo tre donne che incarnavano il mito della poesia, della preghiera e della ribellione.
Natuzza Evolo, una mistica che ha trascorso una vita, da quando era adolescente, a rivivere sulla sua pelle la passione di Cristo. Sanguinava durante la settimana santa e il suo corpo si riempiva spontaneamente e miracolosamente di immagini sacre disegnate col sangue. Era analfabeta ma parlava in aramaico, greco antico, latino. Parlava con i vivi e con i morti e del suo corpo ha fatto un tempio di Dio sulla terra. Ha portato conforto, conversioni, fede, buone azioni. Con le offerte che i pellegrini le lasciavano ha costruito una casa di riposo per anziani. Ha fatto del bene.Con lei è morta la sua sofferenza e certamente sarà beatificata.
![]() Diana Blefari, brigatista morta suicida in carcere. Depressa e sola; forse sconfitta, arresa, pentita. Sicuramente disperata, al punto da impiccarsi in cella. Anche la sua vita è stata segnata dal sangue, ma era sangue innocente. Colpevole certamente ma privata del diritto di essere curata. Con lei è morta la consapevolezza delle azioni di lotta e l'assunzione delle responsabilità da questa derivanti, quando la lotta non si ferma alle idee ma cerca strada con le pistole e gli omicidi. Certamente non sarà beatificata ma compresa e forse perdonata.
![]() Infine Alda Merini, l'incarnazione della poesia, della follia, della vita a tutti i costi nonostante le violenze sul suo corpo, sulla sua mente, sulla sua anima, la maternità negata, l'internamento in manicomio, la sua solitudine, la sua povertà. Con lei è morto il 900 poetico, il canto contemporaneo all'amore sgangherato.
![]() Tre donne paradigmatiche su cui riflettere. Riposino in pace
nota:
Diana Blefari: Occorre una difesa civica dei diritti nelle carceri italiane In relazione alle recenti tragiche morti dei detenuti romani, Diana Blefari e Stefano Cucchi, il Responsabile dell’Osservatorio per la Tutela e lo Sviluppo dei Diritti dell’Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti” (www.dossetti.it) Corrado Stillo ha dichiarato: “Si assiste sempre più spesso ad un degrado quasi inarrestabile della vita negli istituti penitenziari italiani. Suicidi, violenze, sovraffollamenti, fanno delle carceri italiane delle palestre di illegalità quotidiana, dove il compito di rieducazione, di reinserimento, di avvio al lavoro, di formazione del personale viene meno a causa di restrizioni finanziarie che si riversano, inevitabilmente, sui più deboli. Alle eclatanti promesse del Governo che poco tempo fa affermava l’imminente avvio dei lavori per la costruzione di nuove carceri per 20.000 posti noi, come Associazione per la tutela dei Diritti, invitiamo il Ministro Alfano a fare meno provvedimenti ad personam, sconfessati poi dalla Corte Costituzionale, e ad occuparsi seriamente delle condizioni da terzo mondo in cui si svolge la vita carceraria italiana. Invitiamo anche le Regioni a nominare, sulla base delle competenze, veri Difensori Civici nelle carceri in tutto il territorio nazionale, per garantire il rispetto della Legge e dei diritti costituzionali e per evitare il ripetersi di fatti come quelli degli ultimi giorni, che offendono la reputazione dell’Italia in campo internazionale”.
Contatto per i giornalisti: Corrado Stillo Cell.
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Post n°1249 pubblicato il 29 Ottobre 2009 da vocedimegaride
DO YOU REMEMBER?
di Agnesina Pozzi
A Marzo del 1978 la Polizia perquisisce tutti gli appartamenti di via Gradoli 96, tranne quello affittato da Moretti. Avendo trovato chiuso e senza inquilino...se ne vanno.
I primi giorni di Aprile del 1978 Romano Prodi ha la bella idea di fare una seduta spiritica ed ottenere così la rivelazione che Aldo Moro si trovava a GRADOLI. Indagarono nel comune di Gradoli in provincia di Viterbo, senza esito
![]() Dopo qualche giorno, sempre nell' Aprile del 1978, Moro era ancora sequestrato, e si scoprì, grazie ad una perdita d'acqua in un appartamento di via Gradoli 96, che quello era proprio il covo delle BR, affittato da Mario Moretti
![]() Un anno dopo, nel settembre 1979 Vincenzo Parisi, futuro capo del SISDE acquistò l'appartamento.
![]() Fiduciario di Vincenzo Parisi era un tale Domenico Catracchia, amministratore dello stesso immobile ed anche professionista di fiducia del SISDE. Nello stesso palazzo decine di appartamenti erano sede di società nei cui organici figuravano fiduciari del SISDE e le BR, che avrebbero potuto scegliere un posto qualunque a Roma, s'insediarono, guarda caso, proprio in un "covo" del SISDE. Un covo nel covo. A Settembre del 2009 Francesco Fonti, 'ndranghetista di calibro offre una testimonianza sconvolgente e tra le tante cose che fa emergere, racconta di essere anche entrato in contatto, ai tempi del rapimento di Moro con il "Cinese" uno appartenente alla banda della Magliana che gli disse: "lo sanno tutti che Aldo Moro è lì".
Il SISDE deviato era solito entrare in contatto con la malavita, ed anche stipulare con questa patti scellerati. Il SISDE deviato depisterà anche le indagini sull'assassinio di Borsellino e farà ricadere colpe su Bruno Contrada che invece del SISDE rappresentava l'eccellenza e la parte onesta. Bruno Contrada aveva fatto uno "sgarro" imperdonabile: aveva dato un contributo decisivo a smascherare i fratelli Salvi, ex poliziotti appartenenti al SISDE deviato della banda della 1 bianca. Al servizio dei Servizi deviati (scusate il bisticcio di parole) c'è anche un tale Paolo Bellini sfuggito per trent'anni alla cronaca ma non ad uno a cui piace ancora fare il giornalista che si chiama Giovanni Vignali, il quale ne offre un quadro esaustivo ed inquietante sul suo libro, IGNORATO DALLA STAMPA E DAI MEDIA, "La Primula Nera"Ed. Alberti.
![]() Molti interrogativi continuano a restare senza risposta, compreso questo: Piero Marrazzo, ma porca miseria, nessuno ti giudica per carità, ma proprio in quella maledetta via Gradoli, tanto "attenzionata" dovevi andare a farti i casi tuoi, tu giornalista apprezzato prima ancora che politico? Proprio in quel maledettissimo appartamento? Ma si può essere più pirla?
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Post n°1248 pubblicato il 27 Ottobre 2009 da vocedimegaride
E LE SCRIVEREMO FINO ALLA NAUSEA...
BRUNO CONTRADA, BRUNO CONTRADA, BRUNO CONTRADA, BRUNO CONTRADA:
vergogna, vergogna, vergogna, vergogna, vergogna, vergogna, vergogna!
![]() Brutti bastardi, volete che Bruno Contrada crepi per poi sciorinare la sua innocenza, la sua rettitudine, la sua fedeltà allo Stato, e dargli anche una medaglia al merito, fargli i funerali in grande con tanto di bandiera e lacrime di coccodrillo...
L'ultima notizia è che è stramazzato al suolo con una crisi ipertensiva ed è stato portato all'ospedale in stato di shock. Dovrebbe fare un intervento di angioplastica e i suoi nemici sperano che resti sotto i ferri, brutti schifosi. Appena in grado di parlare ha voluto tornare a casa, quella povera casa popolare che si è fatta regalare da qualche mafioso più scemo di lui, più corrotto di chi l'ha giudicato, con una requisitoria che è durata due giorni di chiacchiere fatte di niente, da nessuna prova concreta contro di lui.
E' disinformato e in malafede chi dice che avrebbe chiesto la grazia. NIENTE DI PIU' FALSO, perché sta invocando disperatamente l'EUTANASIA. Ammazzatelo dunque, abbiate il coraggio di ucciderlo fisicamente e piantatela di torturarlo facendo finta di applicare una giustizia che non sapete neppure dove sta di casa; e infine liberatelo una volta per tutte da questa vergognosa prigionia, prigioniero a casa, prigioniero delle sue malattie, prigioniero della sua dignità, prigioniero dei giudici, prigioniero dei mafiosi assurti ad eroi, prigioniero di questo Stato non di Diritto, ma Di-storto.
Agnesina Pozzi
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Post n°1247 pubblicato il 27 Ottobre 2009 da vocedimegaride
48672girata.asp
![]() hanno detto ai poliziotti che li arrestavano, i tre ragazzi minorenni (e minorati socialmente) che hanno sparato all'insegnante Rita Rovera a Torino...così per gioco; sparare a caso sulla gente col grande rischio di causare danni permanenti e invalidanti. Davvero a questi tre stronzetti non si può fare nulla? E a quelli che hanno ustionato, sempre per gioco, un loro compagno? E Diego, suicidatosi perchè ragazzo speciale e studente eccellente per il mobbing subito a scuola, nessuno se lo ricorda? Davvero dobbiamo rassegnarci al fatto che in questa società debbano vincere sempre ipeggiori, i prepotenti, i violenti, gli imbecilli, gli asini, i criminali, i violentatori? COSA FARE? E' giusto che lo Stato dia messaggi d'impotenza verso la delinquenza in erba, al punto da rimettere nella società gente che avrebbe bisogno del vecchio "isitituto" di "correzione" della loro minorazione sociale? Bisognerebbe abbassare la soglia di punibilità a 14 anni perchè la pericolosità di certe convinzioni personali, maturate sia nella famiglia che nella società, comincia anche prima di 14 anni ed è difficilmente trattabile se non con un grande impegno delle istituzioni e di tutta la società civile. Questi ragazzi occorre madarli d'obbligo a lavorare subito nelle fabbriche, costringerli ad assistere persone moribonde e bambini handicappati, metterli a zappare la terra con una palla di 10 quintali al piede; non si può dare loro solo una pacca sulle spalle, un rimbrottino, proteggerli perchè "di ottima famiglia" o perchè il loro DNA causa un conflitto tra le proprie convinzioni e il contesto in cui vivono (questa è l'ultima trovata allucinante), se appartengono ad un'altra razza e così autorizzarli a fare quello che gli pare...tanto nessuno potrà fare loro NULLA. E' questo NULLA che sconvolge e una società civile non può e non deve accettarlo passivamente; lo stesso NULLA che ho percepito con orrore ascoltando anche quanto affermavano alcuni cittadini di Ascoli Piceno i quali difendevano i violentatori e insultavano la ragazzina di 16 anni lì violentata "perchè era stata con un'altro prima" "perchè era una poco di buono" "perchè erano bravi ragazzi e lei no" ed altre assurdità del genere. ![]() Cari buzzurri con-Terronei ma non vi vergognate di non schierarvi dalla parte della ragazza violentata e quindi dalla parte della sua LIBERTA' di scegliere a chi accompagnarsi senza essere costretta (dopo la sbronza procuratale) a subire la violenza dei soliti "4 ragazzi per bene"? Ma la volete finire? Mi piacerebbe tanto che le vostre figlie, nipotine e sorelline fossero violentate per vedere se manterrete le vostre assurde difese degli aggressori.
di Agnesina Pozzi
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Post n°1246 pubblicato il 26 Ottobre 2009 da vocedimegaride
CHI BEN COMINCIA E' A META' DELL'OPRA
di Agnesina Pozzi
E Bersani ha cominciato benissimo. Stamattina ho avuto la bella notizia: le sue affermazioni.
perché la Costituzione parla DI PARTITI,
NON DI POPOLO".
![]() Eh già! Ma..il vecchio compagno Peppone Bottazzi dov'è finito? Nel dimenticatoio? Pur nella sua cialtroneria parlava di "casa del popolo" e non di succursale di partito, quando si riferiva alla costruzione di quel luogo agognato (e combattuto da Don Camillo) in cui avrebbe dovuto riunirsi la gente che lo votava. Magari Peppone considerava POPOLO solo IL SUO POPOLO VOTANTE ma era già qualcosa. Non sarà che la parola "popolo" ormai fa quasi orrore a chi è passato dalle fabbriche agli Yacht, dai jeans al cachemere, dalle canne ai sigari?
Eh già! Perché ci si dimentica che la Costituzione, fino a prova contraria, serve a regolamento e salvaguardia della DEMOCRAZIA; e che la parola DEMO-CRAZIA significa governo, potere, comando DEL POPOLO ma nel senso che dovrebbe essere il POPOLO a governare attraverso la rappresentanza che democraticamente ha eletto (ma non con delle primarie-farsa). Democrazia non è un gruppo di oligarchi statalisti a comandare, governare, dirigere il popolo attraverso un Partito che fa i suoi sporchi giochetti dirigenziali, economici e strategici.
Se Bersani ha cominciato con questo bell'exploit..stanno freschi quelli che non sono iscritti al Partito Democratico o a nessun partito, in quanto resteranno un branco di pecore sullo spiazzo, pecore in libertà, cioè allo stato brado.
Auguri, ma soprattutto complimenti, Kompagno Segretario!
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Post n°1244 pubblicato il 24 Ottobre 2009 da vocedimegaride
di Agnesina Pozzi
Uau! Che trasgressione tra gli integerrimi. E chi l'avrebbe mai detto? Certo è che nessuno si azzarderà a giudicare, puntare il dito, condannare. Perché mai? Il bello della democrazia è questo: ciascuno col suo corpo e del suo corpo può fare ciò che gli pare.
![]() ![]() ![]() Scusate tanto ma a pensarci bene.. tutto ciò m'arrazza!
Silvio, ma non sarà che anche tu, zitto zitto, sotto sotto..
TRANS-GRADISCI ...eh?
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Pubblico volentieri la lettera che Gioacchino Basile, Sindacalista della Fincantieri, inviò a Salvatore Borsellino. E pubblicherò anche il comunicato stampa che ha mandato a moltissimi giornalisti, insieme alle loro mail (sono pubblicati nel commento sotto l'articolo perchè il post non accettava gli indirizzi così com'erano..). Voglio proprio vedere chi si deciderà ad ascoltare quest'uomo che sta conducendo DA SOLO una battaglia per la verità, esattamente come noi di Megaride la stiamo combattendo per la verità su Bruno Contrada. Le denunce di Basile sono destabilizzanti, chiare ma i soloni dell'informazione...convocano il figlio di Ciancimino piuttosto che lui. Temo, caro Gioacchino che non ti ascolteranno: non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire...oppure, fanno gli indiani...oppure fanno gli scemi per non andare in guerra..) Leggete per avere un'idea delle cose che sostiene e poi ne riparliamo. (Agnesina Pozzi)
Lettera aperta di Gioacchino Basile a Salvatore Borsellino

Salvatore,
la tua delusione e’ figlia delle vostre debolezze e dei vostri errori…e forse non solo quelli: per meglio capire e farmene una ragione, oltre alla rivalutazione delle parole dei comuni amici, mi è bastato rivedere l’intervista a quella tv privata qui allegata in link pubblicata su “you tube” il 2 agosto 2007:http://it.youtube.com/watch?v=t1iskljs1ra. La scoraggiante intervista nella quale chiedevi di non esser ripreso in viso, fu davvero rivelatrice!.. Mi delusero molto anche le allusioni nei confronti di Dell’Utri e Berlusconi che, a quanto mi consta, con le stragi del 1992 non c’entrano proprio nulla. La loro innocenza non emerge solo da quasi un decennio di pesanti ed infamanti indagini, ma dalla piena consapevolezza che il tuo "coraggio” ti ha fatto affermare che: Cosa c’entra dunque con quello Stato, Berlusconi ed il suo entourage imprenditoriale? Perché, mi chiedevo, in quel tempo, Salvatore si contraddice? Perché lancia il sasso e poi nasconde la mano offendendo l’immagine onorevole di quel cognome che è già figlio della storia del nostro Paese!!! La paura è un fatto umanamente legittimo ma solo se interpretata, con l’adeguata dignità. Se i parenti degli eroi hanno il diritto a tale manifestazione, credo sia anche giusto che non tendano le mani “a quegli onori politici” dal volto ingannevole e mercificante, che ubriacano la giustizia ed uccidono la verità!!! Salvatore, in questa circostanza voi somigliate a quei parenti di Gesù, i quali dopo la Sua Resurrezione, pretesero onori e gratificazioni senza averne mai avuto i meriti. L’illuminante indagine storica di Padre Danielou svela una forte analogia fra voi e quei parenti: <> (S. Paolo; Edouard Dorme). Dopo ben sei anni di denunce, ed anche in presenza del fatto che, ben conoscete le difficoltà ed i costi umani ed economici, che sono stato costretto ad affrontare nel tentativo di sconfiggere “le incomprensioni della magistratura”, non avete ancora avuto il coraggio di chiedere ufficialmente l’apertura di un fascicolo richiamando la notizia di reato ipotizzata dallo scrivente in modo, che si indaghi sui fondati, logici e motivati sospetti, che ho fino ad oggi inutilmente esposto in tutte le sedi Istituzionali. Voi avete invece affidato “la vostra sete di giustizia” a quelle incerte piste, che, se non sono del tutto infondate, per certo sono risultate poco consistenti edannose nella ricerca della verità
perchè basate su dichiarazioni di veri o presunti pentiti.
In buona sostanza avete fin ad ora fatto il gioco di quelli che Oscar Wilde definisce i protobugiardi (i teatrini dell’antimafia), che attraverso frammenti di verità costruiscono prodotti editoriali, storie lacrimevoli, “pentiti di grande affidabilità analitica (sic.), teatrini mediatici, e compensi politici per vestire di vero la menzogna di Stato, e uccidere la speranza di verità e giustizia. A tale proposito voglio ricordarti l’immediata risposta della Procura di Caltanissetta, a quella tua lettera aperta, ospitata da tutta la stampa nazionale, che ovviamente si guardò bene di pubblicare la parte in cui ti rivolgevi a me: il pescatore che ti aveva portato alla luce dopo ben dieci anni di rassegnazione, come proprio tu, in occasione di pubblici incontri, hai affermato!!! <> fu la pronta risposta a mezzo stampa di quella Procura alla tua lettera aperta! L’epurazione della mia citazione, la riapertura mediatica delle indagini ed i cinque “pentiti” di giornata, furono quel chiaro segnale, di cui t’avvisai in tempi non sospetti, da interpretare come un contentino in attesa che maturassero altre stanchezze ed “altre scelte umane e familiari”!!!
Salvatore, non e’ stato forse così?!!! ora siete delusi?!!! perchè dovrei crederci?!!! Io credo che se volevate veramente un processo dove potevano affiorare tutti gli elementi utili all’illuminazione dello scenario che vedeva imputato Arcangioli, nel quale è stato coinvolto anche quel Magistrato (lui nega) che è il principale protagonista del mio legittimo e granitico sospetto, dovevate costituirvi parte civile nel Proc. Penale, perché, come tu ben sai, dalle mie parole, quel Magistrato ha già detto cose non vere(sic.), sotto il vincolo del giuramento nelle aule giudiziarie!!! Come mai, pur avendo consapevolezza, che tuo fratello è morto nella convenienza dello Stato che ha il volto del potere politico dell’anno 1992, quando i processi riguardano persone comuni vi costituite parte civile e quando, invece, gli imputati sono “uomini delle istituzioni” non manifestate quel fervore idoneo a mettere in difficoltà, “le sbagliate concezioni esecutorie” dei magistrati?!!! L'agenda rossa e la borsa di tuo fratello Paolo sono importantissimi indizi che, in modo oggettivo, costituiscono il mio motivato, documentato e fondato sospetto! Il processo contro il colonnello Arcangioli avrebbe visto necessariamente il coinvolgimento di Vittorio Teresi in qualità di testimone, con ipotizzabili clamorosi sviluppi!!! Chi volesse comprendere l'importanza del contenuto di quella borsa e di quella agenda rossa dovrebbe cercare la copia del fascicolo-esposto che consegnai a tuo fratello Paolo la sera del 25 giugno 1992 presso la biblioteca comunale di Palermo: come vedi, Salvatore, questi sono fatti!!!Quell’esposto per esser ucciso dalle indegne omissioni, non aveva solo bisogno della morte di tuo fratello che gli aveva dedicato particolare e giusta attenzione ma, doveva addirittura sparire!!! Manfredi m’ha assicurato che non ha mai trovato fra i documenti di suo padre l’esposto dossier. Eppure tuo fratello Paolo, quella sera, dopo averne visionato il contenuto, mi chiese se potevo lasciargli quella copia!!! Vidi nei suoi occhi balenare l’interesse dell’investigatore e tale circostanza, mi fece intendere di aver raggiunto il mio obiettivo: quello di finalmente suscitare l’attenzione delle istituzioni circa quanto già da circa 10 anni denunciavo pubblicamente!!! << è Lei Gioacchino Basile? Il sindacalista del cantiere navale?>> mi chiese, come quello che finalmente aveva trovato qualcosa che cercava da tempo!!! Egli, come me, non si fidava di quella Procura e per tranquillizzarmi mi disse testualmente: << Domani mattina spedisca immediatamente questo esposto a mezzo posta raccomandata alla Procura di Palermocon avviso di ricevimento. Anche se non ho la delega su Palermo, potrò farlo nella qualità di Procuratore aggiunto!!!>> I fatti che seguirono confermano il suo diretto interesse: il 16 luglio 1992 venni sentito quale persona informata sui fatti dall’infastidito PM Vittorio Teresi che, quando citai tuo fratello, mi disse: <> Altro che politica…(sic.)Dopo circa due ore in cui argomentavo i fatti già riportati nel dossier consegnato al dott. Borsellino, il dott. Teresi, che nell’occasione della verbalizzazione si avvaleva dell’opera di altro Sostituto Procuratore al quale dettava il mio racconto, faceva omettere alcune mie affermazioni rassicurandomi con le parole ”avremo modo di farlo dopo” per poi concludere la fruttuosa audizione con un:<< si e’ fatto tardi, ci rivedremo presto!!!>> Non lo rividi più!!! Quel 16 luglio con Vittorio Teresi ed il suo collega verbalizzammo fatti che facevano emergere in modo indubitabile le compromissioni di Fincantieri e di esponenti del sindacato, con quel gruppo militare di “cosa nostra” che oltre alle tante carneficine attuate contro gli uomini delle istituzioni, aveva anche attuato il fallito attentato all’Addaura a Giovanni Falcone!!!! Salvatore, se continuate ancora a far finta di non capire di cosa stiamo parlando, allora lo griderò forte:
<< dovete vergognarvi!!!>>
Quel maledetto 19 luglio 1992, appresa la notizia, insieme al lacerante dolore, sentii farsi largo l’inganno ma non volli crederci. Non potevo accettare lo scenario emerso dieci anni dopo!!! Rividi Vittorio Teresi a distanza di 6 anni (autunno 1998) e solo dopo, che altro Magistrato, degno di tale ruolo, fu costretto e non credo pacificamente a lasciare la procura di Palermo per far posto, all’uomo delle omissioni, che poi le continuò ad esercitare nell’interesse di Fincantieri! <> gli chiesi quella volta a Bologna <> <> mi rispose, col fare di chi aveva subito delle interferenze superiori… Fra Gioacchino Basile ed il Sostituto Procuratore Generale Vittorio Teresi non e’ difficile affermare chi sia il più credibile: Gioacchino Basile non ha mai mentito o detto cose non vere… Vittorio Teresi sì!!! Lo ha fatto a Caltanissetta, da persona offesa ed in qualità di testimone che ha prestato giuramento di dire la verita!!! Per capire, basta solo leggere i fatti così come documentati negli atti giudiziari ed in quelli dell’indagine condotta dalla Commissione Antimafia la cui relazione veniva approvata all’unanimità!!! la mia serena verità non ha bisogno del veleno dei pentiti per affermarsi anche contro “le sbagliate concezioni esecutorie della magistratura”!!! In questa ulteriore e poco edificante pagina di storia giudiziaria entra in scena prepotentemente anche Giancarlo Caselli:…ci sono diverse circostanze che mi lasciano molto perplesso quanto al suo atteggiamento, che a me piace definire ancora “suoi errori”. Spero che, egli stesso, leggendo questa missiva, chieda ai suoi colleghi di voler chiarire in modo cristallino. Bisogna entrare nel merito dei fatti e guardare il volto di quelli che s’avvantaggiarono dell’immediata uscita di scena di tuo fratello che non e’ morto per fare l’interesse del milanese, di qualche lurido politico o degli infami criminali, ma di quel Governo e di quei politici!!! Di quello Stato che aveva il volto di quel Governo e dei suoi finti oppositori che hanno fin qui utilizzato tua sorella per ubriacare la verità e ridurla a “serva delle debolezze umane”!!!! Perchè non chiedete ufficialmente chiarimenti sui fatti al dott. Vittorio Teresi ed a quella Procura di Palermo?!!! Molto semplicemente, basterebbe partire dal verbale che lo scrivente, il dott. Teresi ed altro suo collega formarono intorno alle ore 12.15 del 16 luglio 1992; basterebbe che un Magistrato, degno di tali funzioni, aprisse un fascicolo con la notizia di reato relativa a quanto da me dichiarato e dalla quale deve, per necessità, deve scaturire la verità. Se quelle che appaiono ai miei occhi come omissioni, e lo affermo con serenità e convinzione alla luce dei fati esposti in questa mia, non trovassero giustificazione razionale e credibile, allora quello deve giudicarsi il movente e quelli sono i protagonisti che agirono nell'interesse della mafia che ha il volto delle istituzioni, per salvare Fincantieri. Quando i magistrati formulano “capi d'imputazione fuorvianti”, quali, ad esempio, quello sul concorso in associazione mafiosa nei confronti di "uomini delle istituzioni",agevolano un percorso giudiziario destinato a concludersi sempre con l'assoluzione degli indagati perché, dai loro incrociati “non ricordo” e dalle loro menzogne, nessuno potrà mai dedurre l’esistenza di compensi o vantaggi criminosi ottenuti da "cosa nostra" per il semplice fatto che, processualmente, tali fatti, su cui si basa la tesi accusatoria, non vengono provati!!! Esistono invece le veloci carriere istituzionali (e forse non solo quelle) di coloro che, seppur avessero sbagliato in buona fede, avrebbero dovuto essere destituiti dalle funzioni istituzionali, quantomeno per incapacità professionale!!!! Per la mafia che ha il volto delle istituzioni quelle imputazioni sono il miglior modo per seppellire la verità e costruire "quelle verità giudiziarie" che liberano definitivamente i suoi fedeli sgherri dalle pesanti responsabilità penali: in questi casi, il capo d’imputazione dovrebbe essere, << l’alto tradimento alla Costituzione ed ai valori dello Stato democratico in concorso con quelli che !!!>> L'errato capo d'imputazione (speriamo che sia errato in buona fede) e l’innaturale concepimento di quel portato, lungi dal rischiarare con la luce della verità i fatti, addensano ulteriori nebbie su una giustizia resa impotente. "Quegli uomini"(sic.) sono innocenti alla luce di quella giustizia impotente: hanno eseguito ordini istituzionali. Ove, per contro, condannati, la giustizia non sarebbe certo quella equa, in quanto tale circostanza sarebbe dovuta solo al fatto di aver eseguito il “lavoro sporco” per conto di quello Stato che non potrebbe esimersi dal condannare chi ha palesemente ha violato le norme penali”. Il rozzo consociativismo di filosofia prodiana (sic.) fa emergere sempre il partecipante a quella seduta spiritica che, indicando in “Gradoli” il luogo di prigionia di Aldo Moro, a mio avviso, ne segnò la condanna a morte. Ma questa è solo una mia malvagia cattiveria; almeno, in cuor mio, lo spero!! Di certo, però, dopo quella seduta spiritica Romano Prodi ne ha fatta di carriera nei palazzi del potere. A proposito hai mai letto il libro inchiesta, “Corruzione ad alta velocità” edito da Koine e scritto da F. Imposimato, G. Pisauro e S. Provvisionato?!! Tornando a Palermo, ti ricordi degli otto pubblici ministeri che all’indomani della strage chiesero ed ottennero le dimissioni di quel prefetto e di quel questore che avevano perentoriamente ignorato le montagne cartacee delle relazioni di servizio dell’ufficio scorte, lasciando cosi ai criminali via libera nell’organizzare l’infame attentato… Quei magistrati furono accontentati immediatamente da quel ministro degli interni (il nostro stimatissimo Nicola Mancino) il quale prontamente li “punì” entrambi con le promozioni di rito; il prefetto fu trasferito a Firenze ed il questore a Roma!!! Il promotore “di quella sterile” ribellione (gli 8 pm) fu il dottor Vittorio Teresi.Anche "u dutturi" che, a mio avviso giustamente, si professa innocente dal capo d'imputazione che lo vuole amico o servo dei mafiosi, il giorno successivo la strage di via D'Amelio fu nominato (dal nostro Amato e stimato Nicola Mancino oggi a capo del C.S.M.) coordinatore delle indagini sulle stragi mafiose!!! Chi meglio di Bruno Contrada poteva controllare le indagini per conto di quelle istituzioni (sic.) su quell’anomala strage??!!! Poi le cose precipitarono e lo dovettero offrire in olocausto, vittima sacrificale sull’altare di quella verità Giudiziaria che si fa calunnia nei confronti della Verità che avrebbe condannato a morte la loro democrazia!!!! L’operato della Procura di Caltanissetta non ha bisogno di commenti: è la storia che lo condanna stigmatizzandone “quelle sue difficoltà” che uccidono la speranza di verità e giustizia della Sicilia. Salvatore, con o senza di voi Gioacchino Basile continuerà a battersi fino alla fine dei suoi giorni, perchè dentro l’infame strage di Via D’Amelio non c’è solo l’eroico Magistrato, che per incarico professionale ha svolto il suo ruolo ed il suo dovere istituzionale con alta dignità ed onore. Dentro quella strage c’è l’assassinio dell’irripetibile storia d’un uomo che non si ribellava alla mafia per legittimi o meschini problemi personali, o per obblighi professionale e istituzionali o per meschini intenti politici, come i tanti teatranti, che tua sorella ben conosce e frequenta, anche a costo di smentire le sane critiche ed il libero coraggio di Sonia Alfano!!!. Mettere assieme le storielle dell’antiracket e dei suoi presunti eroi, (sic.) con la storia di tuo fratello Paolo e cosa veramente disdicevole!!! E come mettere assieme lo sterco del demonio (i soldi, i tantissimi soldi dei contribuenti,) con il valore ideale e morale degli Eroi veri!!! Perché non chiedi alla signora Pina Grassi, a Beppe Lumia, Tano Grasso ed al calabrese (sic.)Francesco Forgione se vogliono confrontarsi pubblicamente con me, che ben conosco le loro storie ed i loro interessi, sul problema del racket, sul presunto “pizzo” e la mafia!!!Confermando che in ogni caso dentro quella strage c’è il tradimento alla nostra Costituzione Democratica, la sconfitta dei miei compagni di lavoro, della mia gente e della nostra patriottica speranza, preciso che la mia massima aspirazione esistenziale non è quella di offendere ad ogni costo l’onore di Vittorio Teresi ma, di dare luce a quella verità, che rende Onore al mio Paese. Tramite questa lettera aperta, che ti chiedo di far pervenire anche al dottor Vittorio Teresi, spero che Lui stesso si renda protagonista, di quell’onorevole gesto, che pretenda luce e definitiva verità sul quel suo operato omissivo, che senza il dovuto e cristallino chiarimento, assume il volto della strage di via D’Amelio: per questa irrinunciabile sete di Giustizia, sono disponibile anche a farmi arrestare ,e dichiararmi prigioniero politico di quello Stato, e di quel “teatrino antimafioso”che da 16 anni impongono la menzogna, uccidendo la speranza fin dentro le coscienze della nostra gente…Fin da subito mi gravo pubblicamente dell’onere di stimolare, duramente e quotidianamente ove necessario, in Roma, la prossima senatrice Rita Borsellino per farle assumere finalmente l’impegno ad intraprendere quel percorso di verità e giustizia, che non lascia più scampo ai “protobugiardi” di wildeana memoria.
Tu , Salvatore, che farai? Mi aiuterai?!!!
Gioacchino Basile
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Post n°1226 pubblicato il 12 Ottobre 2009 da vocedimegaride
VOLONTA' PENSIERO AZIONE di Agnesina Pozzi All'inizio gli intenti dovevano essere per forza buoni. Fin dalla notte dei tempi la conoscenza, e con essa il "sapere", è stata l'equivalente di una bomba atomica moderna che non certo poteva essere maneggiata da chiunque e meno che mai da imbecilli. Non ricordo chi disse che un coltello non è nè cattivo nè buono, dipende dal lato con cui s'impugna e dall'uso che se ne fa. Erano pochi eletti quelli che si tramandavano la conoscenza, prima di racconto in racconto e poi, attraverso la scrittura. Ben presto però i saggi si accorsero che detenere la conoscenza significava avere un privilegio che gli altri mortali non avevano e capirono che in realtà ciò attribuiva a loro un grande potere. Immaginiamo un primitivo che sapesse come curare le malattie; logicamente tutti gli abitanti della tribù andavano da lui a supplicare il suo intervento, imploravano, offrivano regali. Se l'individuo aveva buona volontà, retto pesiero ed azione rivolta al bene della tribù, applicava le sue conoscenze nel migliore dei modi e salvava tante vite, poi decideva quali fossero gli altri soggetti adatti a ricevere le sue conoscenze e le tramandava dopo un apprendistato. Suppongo che ciò possa essere accaduto con la scoperta del fuoco, del metallo, delle armi, dei cibi commestibili, del vetro, dell'oro, della scrittura eccetera. Ad un certo punto però accadde che gli imbecilli vollero appropriarsi di qualcosa che non erano in grado di maneggiare; non avevano formazione, non avevano conoscenze, non avevano tradizione, nulla. Avevano solo una grande avidità di potere e pensarono di espropriare della conoscenza i veri saggi tentando di occupare i loro posti di conoscenza. Ad un certo punto trasfomarono il potere della conoscenza in culto del potere e per mantenere quest'ultimo svilupparono strategie e misero in atto azioni violente per perfezionare questo sovvertimento. Prima c'erano gli ARCHITETTI DEL MONDO SPIRITUALE E SENSIBILE. Nel mio immaginario la Massoneria "originale" è quella di mio nonno; non contaminata da fame di potere ma rivolta alla conoscenza dell'universo, della vita, del logos primario e allo studio dei tanti misteri che gli imbecilli non sono in grado nè di vedere nè di analizzare nè di svelare; è la volontà di fare del bene all'umanità illuminandola con una profonda conoscenza volta al progresso guidato in base all'evoluzione dei tempi, piuttosto che ai privilegi personali. La vera Massoneria forse non esiste più o chissà in quale angolo del mondo è nascosta..perchè i furbi hanno capito che intrufolarsi in un sistema strutturato in gerarchie di potere significa entrare a far parte di una complessa architettura del potere e possibilmente imparare i meccanismi per esercitarlo a proprio vantaggio o al massimo a vantaggio degli adepti. Nei tempi che furono esisteva l'architettura del sapere, l'architettura della volontà, l'architettura dell'azione per il bene di tutta l'umanità e del pianeta. Adesso esiste un mucchio di macerie, il buio più profondo; esiste solo ilproprio interesse personale a danno della collettività. Negli ultimi tempi sento troppo parlare di Potere Mafio Massonico, di Massoneria deviata e a questa vengono attribuiti i peggiori crimini mondiali. Sicuro è che ne fanno parte anche degli ignorantissimi, pessimi, avidi, rozzi, corrotti, inutili soggetti tanto quanto ricchissimi e potentissimi criminali e sono decisamente la maggioranza rispetto ad improbabili o possibili "Illuminati" e brave persone. Non ci siamo, non è così che un qualunque VERO GRANDE MAESTRO ILLUMINATO in qualunque parte del mondo, dovrebbe scegliersi i "muratori". Se la Massoneria moderna purtroppo ha perso la sua luce ispiratrice e si è trasformata in qualcos'altro, non chiamatela più Massoneria per favore, ma associazione a delinquere.
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Post n°1225 pubblicato il 12 Ottobre 2009 da vocedimegaride
I NANI NELL'ANIMA NELLO PSICO-CIRCO MEDIATICO POLITICO di Agnesina Pozzi Altro che Circo Barnum & Bailey d'altri tempi... Nella psiche umana albergano circhi sgangherati e mostruosi, complessi ed orchestre fatte di rancori, invidie livide, senso di impotenza, miseria culturale, miseria interiore, miseria atavica e genetica indovata nel ricordo biologico del DNA, piccineria e meschinità, ottundimento analitico, perversioni ed inversioni represse, rabbia transustanziata, senso di inferiorità ed inadeguatezza, mancanza di volontà e di retto giudizio, mancanza di obiettività, ideologizzazione per mancanza di idee proprie, intruppamento, sottomissione, servilismo, masochismo, sadismo, amore tradito, famiglie sfasciate, omofobia e misoginia rimossa o sostituita, cicatrici neurologiche da malattie veneree in famiglia, germi di pazzia ecc ecc. A qualcuno non resterà altro da fare che sedute terapeutiche su qualche lettino di psichiatra. Adesso si è aggiunta anche la tosse delle pulci e tutti si sentono in diritto di ficcare il naso nelle faccende italiane mentre farebbero bene ad analizzare la realtà nella quale vivono come tanti parassiti, leccaculi, servi di padroni vari ed eventuali; cialtroni copia-incolla acefali esattamente come certi loro speculari colleghi in Italia. Con una piccola differenza: che i primi, leggono i giornali italiani mentre i nostri cialtrogiornalisti a malapena riescono ad avere contezza di ciò che c'è sulla loro scrivania e il naso amano ficcarlo bel altrove. I primi difendono i loro governi e i rappresentanti di appartenenza, i secondi li criticano, li insultano e li affossano mettendo in pericolo la credibilità dell'Italia, gli investimenti, e rischiando di stravolgere anche gli assetti economici, le decisioni d'investimento in Italia e quindi l'occupazione, le nostre rappresentanze nel panorama internazionale e quindi la nostra forza progettuale, contrattuale e d'intervento. Siete semplicemente dei mentecatti, dei poveracci dei piccolissimi ed inutili mostri e valete meno di un pelo di Berlusconi. Continuate pure a chiamarlo nano, psiconano, mafioso, corruttore, imbroglione...che so, c'è un intero vocabolario diffamatorio ed offensivo a vostra disposizione; diceva Cipolla nel suo saggio "adagio ma non troppo" che lo stupido fa male agli altri senza trarre alcun vantaggio per se stesso. Siete stupidi; e mostruosi e nani nell'anima perciò rassegnatevi a curare la Berlusconite, una malattia che vi farà venire l'ulcera allo stomaco per tutta la frustrazione che ogni giorno vi tocca ingoiare. Psichiatra, psichiatra, forse l'ultima soluzione prima che sia troppo tardi e che l'ulcera degeneri in qualcosa di più grave ed irreparabile. Come si può adesso alzare gli scudi per la Bindi, povera bella donna offesa, e non muovere un dito per tutte le donne pesantemente calunniate, diffamate, infangate, delegittimate solo perchè agiscono in un altro contesto politico? Che schifo, più vado avanti e più sono contenta di essermi tirata fuori da questa melma che non ha più niente delle sinistra che sognavo, in cui credevo e militavo e per la quale mi sarei fatta ammazzare nelle piazze. Sapete che vi dico? Alla romana: MA ANNATEVENE VOI A MORI' AMMAZZATI!! Spero con tutto il cuore che i tanti giovani che tentate di rimbambire con i vostri vuoti slogan si sveglino da un mantra perverso e dall'ipnosi manipolatoria delle loro menti che state portando avanti con una inqualificabile pervicacia e cinismo. Spero che coltivino la capacità di discernere ed analizzare i fatti alla FONTE e con la loro testa, senza fidarsi di psico-patici alla deriva e nani nell'anima. |
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Post n°1224 pubblicato il 11 Ottobre 2009 da vocedimegaride
Sonia Alfano da http://www.soniapresidente.net/sonia-alfano/ Sonia Alfano è nata il 15 ottobre del 1971 a Messina. È funzionario della Regione Siciliana, sindacalista e coordinatrice di soccorsi in emergenze.Si è diplomata presso il liceo classico Luigi Valli di Barcellona Pozzo di Gotto (ME).Ha interrotto gli studi universitari alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Palermo dopo la morte del padre Beppe, ucciso dalla mafia, per le sue inchieste scomode, l’8 gennaio del 1993. Ha ottenuto l’assunzione presso la Regione Sicilia in virtù della normativa a tutela dei familiari delle vittime innocenti di mafia...ecc....Nell’ambito delle sue svariate battaglie sindacali, nel 2006 ha evidenziato gravi carenze organizzative nella gestione delle emergenze da parte dell’ufficio di Protezione Civile della Regione Siciliana, presso il quale lavora tutt’oggi con la qualifica di Funzionario. All’origine degli scontri con i vertici del dipartimento vi è la drammatica situazione di 300 precari che da 15 anni lavorano presso quegli uffici, nella totale indifferenza dell’amministrazione regionale, rispetto alla loro posizione contrattuale". Sonia Alfano partecipa al convegno commemorativo del padre Peppe, che militò insieme ad Antonio Ragusa nell'estrema destra di Ordine Nuovo e poi nell'MSI di Almirante Gennaio 2005 Messina; stralcio intervista ad Antonio Ragusa segretario di Forza Nuova; conferenza al Palazzo dei Leoni "..il delitto Alfano secondo noi è importante, perchè quello del giornalista ucciso 15 anni fa non è soltanto un delitto di mafia; quell'omicidio nei suoi lati più oscuri rivela come vi sia presente in maniera assai consistente, l'intreccio tra mafia, le lobbies massoniche ed i centri affaristici della nostra provincia" da: http://www.forzanuovacatania.org/ricordarealfano.htm Ad un certo punto Olindo Canali, magistrato "pentito", pubblica accusa a suo tempo nel processo dell'omicidio Alfano, si auto-accusa di aver manipolato processi e tra le tante cose che scrive, afferma che l'omicidio di Beppe Alfano non avvenne per mano di Gullottti e non sarebbe di origine mafiosa. Dello stesso tenore è l'intervista di Antonio Ragusa. Chissà se Sonia Alfano ha mai pensato di autosospendersi dal suo impiego in attesa che sia fatta luce sull'omicidio di suo padre e sui mandanti che, pare non sarebbero mafiosi, ma massoni di alto rango; sospendersi magari anche per liberare un posto a favore dei precari che difese da sindacalista, visto che adesso si giova del lauto stipendio di parlamentare ed anche lei è entrata nella "casta". Farebbe anche piacere la pubblicazione, per trasparenza, del bilancio dell'associazione dei famigliari vittime della mafia per sapere come siano impiegati i soldi stanziati dal governo e appartenenti a tutti i contribuenti me compresa. Non vorremmo che chi "bazzica con lo zoppo" imparasse a zoppicare. Lancia nello sconcerto la questione tutta da chiarire, da Di Pietro, dei vari spostamenti di denaro tra "partito" IDV e "associazione" IDV e l'assetto immobiliare sotteso alle questioni che la stampa ha recentemente sollevato. IN MERITO ALLA TRAGEDIA DI GIAMPILIERI Sonia scrive da http://www.soniaalfano.it/ :"...ecc.. a questo si aggiunga che io non ho MAI avuto nessun ruolo dirigenziale e il quadro è abbastanza chiaro. I responsabili sono tutte quelle persone che sapevano e hanno fatto finta di nulla per anni. Impiegati comunali, sindaci e politici locali che sono sempre in visita sia al Dipartimento regionale che a quello Nazionale per chiedere soldi…approfittano di alluvioni o incendi per girare come avvoltoi negli uffici e chiedere soldi grazie alle varie dichiarazioni di emergenza o di stato di calamità. Ovviamente utilizzerò questo articolo per querelare la “testata giornalistica Il Giornale”. Chiederò un adeguato risarcimento danni e vincerò la causa. Chiamerò a testimoniare tutti i funzionari del Dipartimento e utilizzerò gli atti in mio possesso per dimostrare che le calunnie del giornale sono solo un metodo, fallito clamorosamente, per screditarmi. ...ecc"
OSSERVAZIONI di Agnesina Pozzi non ho mai avuto ruoli amministrativi nella ex USL5 medio Sinni, ero un semplice medico dipendente; nel 1990 rischiai il licenziamento per aver messo per iscritto e pubblicato su un giornaletto locale ciò che non andava nella gestione di allora e i disservizi ospedalieri che mettevano a rischio i pazienti. Subii una sospensione cautelare per turbativa interna, per un mese, manco fossi un delinquente. Non ero europarlamentare, non avevo protezioni politiche e portai avanti la mia battaglia completamente da sola, vincendola, e nessun collega ebbe il coraggio di schierarsi con me non tanto per solidarietà quanto per obbligo deontologico verso la gente. Mi avvalsi di un sit-in di protesta incatenando il camice davanti all'Ospedale. Del mio caso s'interessò Uno Mattina (andai in onda su "la nostra grana" con Puccio Corona), Diogene (Antonio Lubrano, Rossana Ciani), Rai 3 regione (Lo Pomo, De Rosa) numerosi quotidiani e perfino Famiglia Cristiana. Furono anche presentate interrogazioni parlamentari e fui sostenuta da innumerevoli cittadini da tutta Italia. Mi chiedo come mai Sonia Alfano, con i mezzi che aveva a disposizione non ha portato a conoscenza l'opinione pubblica sia siciliana che nazionale di ciò che a Giampilieri e dintorni poteva succedere in caso di pioggia, e perchè non ha protestato clamorosamente per attivare l'attenzione e la Protezione Civile Nazionale, Bertolaso compreso o denunciato (non so se l'ha fatto, non è emerso però in cronaca). Le basta dire di non aver mai avuto ruoli dirigenziali nell'ambito della Regione Sicilia e del settore emergenza in cui lavorava per mettersi a posto la coscienza? In fondo il "Giornale" non ha detto che la frana sia stata messa in atto da inadempienze dell'Alfano, si limitava a constatare ciò che credo abbiano pensato in molti. Ma cavolo, STAI NELLA PROTEZIONE CIVILE REGIONALE SICILIANA, SEI EUROPARLAMENTARE, SEI AMICA DI DE MAGISTRIS, DI DI PIETRO, ma anche DI GENTE DI FORZA NUOVA (e alcuni forum chiedevano spiegazioni mai arrivate su queste frequentazioni e presenzialismi) ossia potevii agire per la pericolosità della situazione messinese che conoscevi bene proprio per il posto che occupavi, sia a sinistra che a destra potevi chiedere sostegno e potevi farlo anche sui media, in internet, su You Tube per puntare l'attenzione sul problema idrogeologico... e che fai? Invece di riconoscere umilmente che avresti potuto fare molto più se non il necessario per evitare la tragedia...ti limiti a dire che non avevi incarichi dirigenziali? Non organizzi una manifestazione a Roma per evidenziare i gravi pericoli per la popolazione messinese, supportata dall'IDV? La sua coscienza è a posto?Bene. Tra poco sarà a posto anche il suo portafoglio grazie alla causa al Giornale? Meglio. Contenta lei...
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Post n°1221 pubblicato il 10 Ottobre 2009 da vocedimegaride
Il NOSTROcaro Contrada 100 volte,non solo 76…. 16 Ottobre 2009 di “CHARLOT”-Agnesina Pozzi in risposta a http://www.mentecritica.net/il-nostro-caro-contrada/informazione/il-bello-della-politica/johnpaul/2570/#respond di Harlot by N2H
Contrada costretto a bere la cicuta come Socrate: E' VERISSIMO GLIELA SOMMINISTRO' LA DIA CHE VOLEVA GESTIRSI I PENTITI A PROPRIO UTILE E ALLEGRAMENTE COME POI HANNO FATTO, MENTRE PRIMA SE NE OCCUPAVA L'ALTO COMMISSARIATO ANTIMAFIA. Contrada, nuovocaso Tortora, VERO, INSIEME A TANTI ALTRI COME IGNAZIO D'ANTONE ANCHE LUI ENCOMIATO DA FALCONE.Contrada martire, vittima della mala-giustizia politicizzata, CONTRADA VITTIMA DEI NUOVI CORLEONESI MODERNIZZATI COME DICE IL COMANDANTE ULTIMO (SARA' MAFIOSO ANCHE LUI ALLORA?) CONTRADA VITTIMA DELLO STATO E DELLA SEDICENTE ANTIMAFIA MAFIEGGIANTE.Contrada che a settantasette anni è incarcere ALLA FACCIA DEI 30 ANNI DI INTEGERRIMO SERVIZIO, DELLE CATTURE DI MAFIOSI E DEGLI OLTRE 100ENCOMI TRIBUTATIGLI DA SUPERIORI, MAGISTRATI, STATO. CONTRADA VITTIMA INSIEME A D'ANTONE E PACCHE SULLE SPALLE AI BASTARDI INDEGNI CHE HANNO USATO I MAFIOSI CONTRO CONTRADA E CHE SE LA SPASSANO A NOSTRE SPESE. Che Contrada vuole uscire NON E’ VERO, CONTRADA HA CHIESTO INVECE L’EUTANASIA PERCHE' VOLEVA MORIRE IN CARCERE sette mesi dipena scontata ed è subito libertà, MA CHI TE LE HA DETTE QUESTE PUTTANATE CRETINO E' ANCORA A GLI ARRESTI DOMCILIARI A PALERMO LUI CHE IN 4 MESI DIMAGRI' DI 20 CHILI ED E' MALATO, MALATO E CHE POSSA CAPITARE E TE E AI TUOI SODALI CIO' CHE CAPITO A LUI E ALLA SUA FAMIGLIA DISTRUTTA, ALLA SUA CARRIERA DERUBATA, ALLA SUA PENSIONE RAPINATA. Contrada chiede la grazia, ALTRA STRONZATA NON VERA lui non l’ha mai chiesta: DALLO STATO VOLEVA UN GRAZIE, QUESTO SI. SE NON LO SAI LA GRAZIA LA PUO' CHIEDERE SOLO L’INTERESSATO E LUI NON L’HA MAI CHIESTA! Anzi chiede la revisione del processo, anzi chiede grazie per l’interessamento INESATTO E’ IL COMITATO PRO BRUNO CONTRADA che PRETENDE LA REVISIONE E LUI RINGRAZIA NOI. Contrada che negli anni settanta è stato minacciato dalla cosa nostra. Contrada che temeva per la sua incolumità..MA QUANDO MAI? Contrada che infine rimane a Palermo PRIGIONIERO, INSIEME A SUA MOGLIE ANZIANA E MALATA, DI UN POVERO CONDOMINIO IN UN QUARTIERE POPOLARE IL GRANDE COLLUSO DELLE REGALIE MAI ESISTITE. Contrada che aveva siglato un pactum
sceleris con l’organizzazione criminale più pericolosa al mondo CAZZATE INVENTATE DI SANA PIANTA DALLA SPREMUTA DI MERDA DELLA MAFIA (i pentiti coccolati dalla DIA). Contrada che faceva un doppio gioco estenuante, alle dipendenze dello Stato e al servizio dello stato sotterraneo NON HANNO AVUTO IL CORAGGIO DI SPINGERSI ALL’ACCUSA DI ESSERE MAFIOSO: GLI HANNO SEMPLICEMENTE CREATO UN ARTICOLO INESISTENTE, HANNO CREATO UN ARTICOLO APPOSTA PER LUI. CHE DIO ABBIA PIETA' DI LORO E DI VOI SE ANCHE VOI NON NE AVETE DI NESSUNO. Contrada dietro la legge E' VERO E' STATO UN FEDELE SEGUGIO, UN CANE. Contrada che aiutava la latitanza di mafiosi, INFATTI CONSEGNO' ALLA GIUSTIZIA PROPRIO CHI POI LO ACCUSO’ DI COLLABORAZIONE. Contrada che non disdegnava regalie e prebende CIO’ E’ STATO INVENTATO SI SANA PIANTA ANDATEVI A LEGGERE GLI ATTI. Contrada che incontrava personalmente i boss. Contrada e Riina, Riccobono, Gambino,Bontate, Greco, Musso, Inzerillo, Greco RIDICOLO IN UN RISTORANTE ALLA LUCE DEL SOLE MA CI STATE CON LA TESTA O NO? IN UNA SALETTA SEPARATA CHE IN REALTA’ NON ESISTEVA. Contrada rivelava segreti d’indagine agli uomini d’onore, li avvertiva delle perquisizioni, perquisiva male, non perquisiva affatto INFATTI POI LI ARRESTAVA. SONO DUNQUE FALSI GLI ENCOMI PROTOCOLLATI SE LI SONO INVENTATI?PECCATO CHE SONO TUTTI VERIFICABILI E AGLI ATTI.Contrada che faceva fuggire all’estero Oliviero Toscani (riciclatore di denaro sporco perconto della cosa nostra), il quale poi, interrogato in Svizzera da Carla del Ponte, si rifiutò di mettere a verbale il nome diContrada poichè troppo terrorizzato da quest’ultimo. ANDATEVI A RILEGGERE GLI ATTI ORIGINALI CIALTRONI LE COSE NON STANNO COME LE MILLANTATE COMPRESO CARLA DEL PONTE CHE SOLO NOTO' UN AMMICCAMENTO E BASTA.TRAVAGLIO VI HA FATTO BUONA SCUOLA SUI "FATTI". Contrada che intanto era passato al Sisde, il servizio segreto civile, PECCATO CHE NON AVESSE FUNZIONI D'INTELLIGENCE MA SOLO AMMINISTRATIVE. Contrada che era molto chiaccherato. Contrada sul quale giravano voci inquietanti, volavano sguardi preoccupati, gravavano sospetti. Contrada guardato con diffidenza da Falcone COME HANNO RIFERITO I MORTI ED AMICI DI MORTI PER SENTITO DIRE DA ALTRI MORTI. Contrada del quale Boris Giuliano non sifidava affatto CALUNNIA PERCHE’ NON RINTRACCIATE I LORO POLIZIOTTI PER SAPERE LA VERITA’, LE LORO TESTIMONIANZE A FAVORE DI CONTRADA NON FURONO CONSIDERATE, DUNQUE TUTTI MAFIOSI ANCHE 150 TESTIMONI PER LUI, COMPRESI POLIZIOTTI, MAGISTRATI, FUNZIONARI, QUESTORI, EX CAPI DI STATO. BORIS GIULIANO ERA SUO FRATELLO E LUI FECE ARRESTARE I COLPEVOLI, LEGGETE MENTI ACRITICHE E BACATE. Borsellino che non appena sentiva il nome di Contrada diceva che “può bastare pronunciarlo a sproposito per morire”. ANCHE QUESTO RIFERITO DA UN MORTO CHE NON PUO’ CONFERMARE, COME TUTTE LE ALTRE INFAMIE, COMPRESA QUELLA DELLA MANO PULITA. Contrada che non agiva per fini personali. Contrada è sempre stato un servitore dello Stato. Il soldato Contrada, deputato ad obbedire agli ordini. Contrada, vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare. Il Sisde che aveva un ufficio nelcastello Utveggio, sul monte Pellegrino a Palermo, coordinato da Contrada. Contrada ele ombre terrificanti, lunghissime, avvolgenti, inquietanti, mozzafiato, sconvolgenti. Contrada e la strage di via D’Amelio. Contrada e la Fiat 126 che esplode, dilaniando corpi, lamiere e speranze di un brandello di popolo che avev aincominciato a sperare. Contrada che il 19 luglio del 1992 era in barca con due amici, mentre alle 16, 58 minuti e 20 secondi scoppiava la bomba e tremava l’Italia. Contrada che in un minuto e 40 secondi viene a sapere tutto dell’attentato, quando le prime volanti arrivarono sulla Palermo martoriata dalla strategia stragista mafiosa solamente dopo 10 minuti INVECE AYALA, MAGISTRATO, SI TROVA IMMEDIATAMENTE SUL POSTO E CONSEGNA LA BORSA RICEVUTA DA PINCO PALLO AD UN ALTRO PINCO PALLO CHE PERO’ ERANO UN CARABINIERE ED UN UFFICIALE DEI CARABINIERI. CARABINIERI. Contrada CHE DENUNCIA PER CALUNNIA; LA DENUNCIA VIENE ARCHIVIATA E I DENUNCIATI PROMOSSI DI GRADO ALE' QUESTA LA VOSTRA GIUSTIZIA ACEFALA. Contrada che non si riesce a capire come abbia fatto a sapere tutto subito MA CERTO CHE LO SAPEVA ..SE AVEVA AZIONATO LUI IL TELECOMANDO SUPERSONICO DA 008 DALLA BARCA!! CRETINO. L’ufficio operativo del Sisde comandato da Contrada che si trovava in un ottimo punto d’osservazione su via D’Amelio, ed il telecomando che ha azionato l’ordigno non è mai stato trovato, e subito dopo la strage il suddetto ufficio ha chiuso i battenti, evidentemente avendo esaurito il suo compito naturale, se si è un pelo maliziosi, ecco O ON C’ERANO STRONZI COME LUI PER UN INCARICO A QUEL LIVELLO OPPURE LA DIA NON VOLEVA NESSUNO TRA LE BALLE. Contrada e la zona grigia LA DIA E LA ZONA NERA ANZI ROSSA. Contrada e le convergenze parallele DI ZERO PIU’ ZERO PIU’ ZERO =100 ECCO LE CONVERGENZE DEL CAZZO IDEATE DA MENTI PERVERSE E INDEGNE. Contrada in mano alla cosanostra, arruolato nel fantomatico terzo livello. Contrada ed il concorso esterno inassociazione per delinquere di stampo mafioso ex art. 416-bis c.p. Ilprocuratore Ingroia ha detto che il caso Contrada non è un caso di “infedeltàindividuale”, ma che va inserito “in un sistema di connivenza tra Stato legale e Stato illegale” INVECE IL “CASO” INGROIA COME DOBBIAMO CHIAMARLO? AC-CANI-MENTO?. Contrada e l’antistato. Contrada e l’arresto nel 1992. Contrada e i 31 mesi di carcerazionepreventiva. Contrada e l’inizio del processo. Contrada ed il primo grado ASSOLTOPERCHE’ NON LO SCRIVI?. Contrada ed il secondo grado. Contrada e la Cassazione, che rigetta. Contrada ed il nuovo appello. Contrada e la condanna definitiva a 10anni di reclusione, cioè 7, sancita dalla Suprema Corte. Contrada,“sta morendo in carcere” MENTRE I MAFIOSI CHE HA FATTO CONDANNARE SE LA SPASSANO CON I LORO MANIPOLATORI GIUSTI. Contrada e la pietà cristiana. Contrada che non può morire in carcere,per di più militare. Contrada che non può neppurerimanerci, in carcere. Contrada e la trattativa tra Stato emafia, nell’era delle bombe del dialogo. Contrada e l’attentatuni. Contrada ed i segreti indicibili, i conid’ombra, i buchi neri a cavallo tra prima e seconda Repubblica. Contrada e la transizione politica sigillata con il sangue. Contrada ed il battesimo della seconda repubblica avvenuto in un fiume di sangue. Contrada ed il cuore che sgorga a fiotti copiosi dalle istituzioni straziate. Contrada e gli strazi delle vittime, i volti rigati dei parenti, la rabbia dell’uomo qualunque, la rassegnazione, la vita schifosa, la morte lasciva COME QUELLA INTERIORE DI TANTI DECEREBRATI SEDICENTI ANTIMAFIOSI MAFIEGGIANTI CHE PENDONO DALLE LABBRA DI CHI MANIPOLA ANCHE LORO E NEPPURE HANNO COGNIZIONE DI CAUSA NON AVENDO LETTO UN CAZZO DAGLI ATTI ORIGINALI, COME TE.. Contrada, uomo d’onore di Stato. SCRIVI ONORE IN MAIUSCOLO, IL SUO E’ VERO.Contrada ed i ricatti incrociati. Contrada ed il costante e pervasivo inquinamento della vita politica. Contrada che se parla, è finita per tutti quanti si sono trovati invischiati in quell’abietta convergenza, cioètutti quelli che adesso sono al potere ALLORA NON E’ FINITO UN BEL NIENTE HANNO CREATO LA VITTIMA SACRIFICALE IDEALE UNO ONESTO FINO ALLA FINE. CONTRADA FRANGAR NON FLECTAR. Contrada che deve essere graziato. Contrada scambiato come un prigioniero, un recluso eccellente in una guerra tra bande ciniche, spietate, non menosanguinarie dei rozzi pastori e contadini e analfabeti e animali che materialmente hanno piazzato le bombe ed ammazzato a più non posso. Contrada e la notte della repubblica. SCRIVI REPUBLICA IN GRANDE. Contrada e la ragnatela nera, sottile ed inestricabile in cui è avvolta la democrazia, abilmente tessuta in decenni di vergogne, di accordi sottobanco, di stragi di Stato, di depistaggi, di grandi vecchi, di mani invisibili, di urla agghiaccianti di innocenti, di agnelli sacrificali votati ad un insulso martirio, di servitori dello Stato bastonati ESATTAMENTE COME LUI e trucidati senza pietà da altri pezzi di Stato, cioè dallo Stato stesso COMPRESA LA MAGISTRATURA PIU’MAFIOSA DEI MAFIOSI IL TERZO STRAPOTERE STRAFOTTENTE DELLA REPUBBLICA DELLE BANANE. Contrada e la voragine delle nefandezze senza fine PROPALATE DA IGNORANTI DEI FATTI COME TE. Contrada è Contrada,e Contrada è lo stato italiano. Contrada, e così sia. CONTRADA E’ IL NOSTRO EROE, CONTRADA E’ INTEGERRIMO, CONTRADA E’ ONESTO, CONTRADA E’ SOPRATTUTTO INNOCENTE, IL COMITATO E’ FATTO DI GENTE CHE HA VOLUTO LEGGERE ALMENO GLI ATTI. IL CASO CONTRADA HA RACCOLTO MIGLIAIA DI PERSONE DA TUTTA ITALIA A SUO FAVORE. .CONTRADA MOLTI MAGISTRATI SONO CERTI DELLA SUA INNOCENZA. CONTRADA E’ VITTIMA ANCHE DELLA VOSTRA MALAFEDE ED IGNORANZA, CONTRADA E’ VITTIMA DELLA VOSTRA IDEOLOGIA, CONTRADA E’ VITTIMA E BASTA.CONTRADA ERA DISPOSTO A COMUNICARE CON I VOSTRI SITI DI MERDA CHE HANNO CENSURATO CHI SOLO SI ESPRIMEVA DEMOCRATICAMENTE E CIVILMENTE. SITI ANTIMAFIOSI MAFIEGGIANTI CHE USANO IL SILENZIATORE PER SPARARE MEGLIO LE LORO PUTTANATE, COME TRAVAGLIO, SU GENTE ACEFALA E IGNARA E FIDUCIOSA DEI CAPIPOPOLO CHE DOVREBBERO, INVECE, IN ONORE AI MORTI CERCARE LA VERITA’ PIUTTOSTO CHE CITARE LA SENTENZA DI CONDANNA COME UNA BIBBIA SCRITTA DA INFALLIBILI. CONTRADA E’ LA VOSTRA COSCIENZA SPORCA CHE NON VOLETE ASCOLTARE. CONTRADA E’ IL VOSTRO LECCACULISMO. CONTRADA E’ LA VOSTRA DISINFORMAZIONE. CONTRADA E’ LA VOSTRA STRUMENTALIZZAZIONE DA PARTE DI CHI E’ MENO COGLIONE DI VOI. CONTRADA E’ UN CORPO ESTRANEO PREZIOSO IN MEZZO A MEDIOCRI. CONTRADA E’ LA VOSTRA MENTE MALATA ALTRO CHE MENTE CRITICA! CONTRADA E’ CONTRADA E COSI’ SIA E CHE PESTE VI COLGA! L'originale prima delle chiose è su http://www.mentecritica.net/il-nostro-caro-contrada/informazione/il-bello-della-politica/johnpaul/2570/#respond
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http://www.youtube.com/watch?v=QsRQTfrbATE
SOLITUDE STANDING
ovvero la tragica solitudine del poeta;
la presentazione di Pino Mango al suo nuovo disco e le mie chiose in blu. Nel blu dipinto di blu.

Pino Mango
testo in blu di Agnesina Pozzi
Qualche giorno fa, una fan di Pino Mango, piena di entusiasmo per tanta poesia, mi ha inviato in lettura la presentazione autografa del nuovo disco del musicista lucano (di Lagonegro in provincia di Potenza). Definito "malmostoso" dalla Gialappa's, non posso che convalidarne l'appellativo tingendolo anche di carente educazione. All'epoca dei fatti di Scanzano Jonico per il deposito unico nazionale di scorie nucleari, avendo saputo che aveva presenziato alla lotta, m'illudevo che fosse davvero motivato a portarla avanti, quindi, quando scrissi, per Angelo Chimienti e
Dal 2004 ad oggi ho aspettato invano un suo segnale o perlomeno un ringraziamento per l'omaggio. Nulla. neppure una stitica cartolina dalla "mitica" (tsè..) pop star corregionale. Negli anni lo vidi invece a presenziare sui palchi delle campagne elettorali dei DS (attuali PD) che grandissima responsabilità ebbero (perché l'allora Presidente Bubbico DS disertò l'ultima conferenza Stato Regioni, quella definitiva per la scelta del sito e così fu scelta
Eccolo il titolo del mio nuovo lavoro discografico, Gli amori son finestre.
Gli amori son finestre appannate sulle quali si posa il fiato di un poeta che non si arrampica sulla memoria né s’incastra più ad essa ma si titola d’istinto contorsionista, nemmeno aiutato dal respiro della punteggiatura!
un titolo che riesce a documentare la vita attraverso le passioni, da quelle leggere e sorridenti a quelle che infuocano il cuore fino allo stare male, quelle che hanno la forza di infiammare le foreste dei pensieri più intimi, per poi restituire la voglia di andare lontano,avventurieri di un nuovo infinito e di un nuovo messaggio di gioia da spartire col sogno più raro.
un titolo che spalanca un panorama, punta ad un orizzonte che prosegue oltre lo sguardo solitario di un poeta terribilmente solo, che spartisce, nell’intimità di se stesso e solo con lui, un sogno raro e inenarrabile. Una finestra che alla fine, una volta aperta, si spalanca su un incolmabile vuoto panico.
Un titolo che può guardare dritto negli occhi di chi, non necessariamente, sa distinguere tra paura e coraggio, ma ne percepisce l’odore e ne segue la direzione affidandosi alla luce dei sensi.
Un titolo può essere letto ma non ha occhi, a meno che lo stesso poeta non si transustanzi in titolo ovvero in mera descrizione contemplativa e riassuntiva e sin-isterica di se stesso. Giova ricordargli che anche la percezione degli odori ha bisogno di sinapsi funzionanti esattamente come quelle che sottendono al discernimento di paura e coraggio, con comportamenti consoni alla bisogna. Non trattasi, abbiamo capito, di decerebrati i contemplazione di un titolo..
Un titolo che riesce a parlare d’amore come campane domenicali vogliose di inseguire il cielo per farsi sentire e che fa, d’ogni amore che ci circonda, l’autore del nostro vivere sano.
Un titolo apre una finestra su un amore imprigionato che ha bisogno d’aria, di luce, di voce e anche di manifestazione reale, oltre che di descrizione sinottica per garantire salute fisica e mentale. Le campane rintronano non solo nella maggior parte delle orecchie limitrofe ed allenate ma letteralmente rincoglioniscono il campanaro che le suona chiamando a raccolta i fedeli per la solita messa cantata. Il breviario di preghiere resta immutabile e con esso le campane. Cambiano le campane altrove però e possono cambiare le parrocchie ed anche i fedeli e perfino le religioni, invece l’amore che ammalia il poeta resta immutabile e ossessiona il suo poetare fino a farne l'autore del suo stesso sano vivere o sopra-vivere.
Una nuova finestra da cui affacciarsi per capire e respirare il profumo di ogni terra nuova, di ogni nuova canzone capace d’emozionare qualsiasi sensibilità, aggiustando nella propria eco il dogma felliniano del gusto della bellezza e dello sperdere l’anima del nostro tempo migliore per cercare di capirla, sfocandone le sintesi ed equilibrandone l’assoluto dilemma, abbandonandosi al mondo senza timore, per accertarne la non offuscata fragranza del cuore in attesa.
Una casa, quella interiore, profondamente deserta, che riecheggia delle campane tirate con la forza necessaria a far crollare un campanile costruito con fatica, con sudore, con amore. Una casa vuota ma piena di finestre a cui affacciarsi per cercare fuori da sé ciò che in sé è morto e olezza di decomposizione: il profumo di un amore puro, come diceva Battisti, puro come“il suo” amor. In questo sublime pensiero, non tanto la transustanziazione del dogma felliniano della bellezza (deforme) ma l’analisi paranoico-critica del testo o dell’opera d’arte, come il grande Salvador Dalì. Chi meglio di Dalì ha saputo esprimere l’attesa con l’immagine di orologi liquefatti?
Eccolo il titolo! Pieno di domande e risposte, di lettere scritte e spedite dal desiderio, forse mai lette e allora riferite a voce come un passaparola del dire contro il non dire.
Gli amori son finestre e non a caso il poeta parla di finestre. Le finestre hanno i vetri, non sono aperture sul mondo. I vetri sporchi o di pessima qualità possono alterare la visione di ciò che c’è al di là. Gli amori son finestre, ma il poeta non titola se stesso come una finestra aperta. Ecco in questo, il titolarsi della tragica, profonda prigionia del dire e non dire che equivale al dire e non dire a se stesso prima che agli altri. Il terribile conflitto se il dire o non dire a se stesso la verità. Ed ecco il mistero: di quali lettere si parla?E quale verità detta-non detta ci lascia intravedere attraverso dei vetri sporchi di case chiuse, sui quali disegna improbabili storie d’amore? Mistero, un mistero che ammalia!
Un titolo pieno di sapori, sapori aggiustati di sale contro ogni sciapo pregiudizio, come un’altezza incapace di valutare la propria vertigine.
Vedete? In questo passaggio successivo dice un po’ di più: amori sciapi che vanno aggiustati di sale con un po’ di poesia, voli pindarici a cui non si è abituati perché le ali son posticce; e il pensiero degli orizzonti, del suono delle campane, dell’aria alta e dei cieli tersi, genera una vertigine che si è incapaci di valutare e gestire serena-mente.
Un titolo in cui il calpestio delle tavole, di decine di teatri, si sente e ritorna all’orecchio come un fendente al petto, con le canzoni affidate ai momenti e al mescolio degli attimi, dei silenzi, delle urla del pubblico voglioso di gioia e di pianto.
In questo passaggio c’è un evidente richiamo alla rappresentazione (Teatro) della morte (tavole), e un fendente che ritorna al petto…un amore come un pugnale lanciato e tornato indietro come un boomerang, come le canzoni affidate all’unico crogiuolo possibile della loro esistenza. Il mescolio di gioia e pianto, la tavola, le tavole, i silenzi, le urla.. avviene prima in famiglia e poi si transustanzia nel pubblico. Un pubblico che non avendo vissuto in quel crogiolo mai saprà, nonostante le campane, la verità di canzoni nate in quella particolare mescolanza di eventi.
Gli amori son finestre, le canzoni son finestre, i momenti son finestre e così la vita diventa il rinnovo dell’attimo appena passato in cui le emozioni inseguono l’attimo successivo inventando il presente, quel presente che ci chiama col nostro nome, coi nostri ricordi, quel presente che ci chiama con la voglia del domani chiusa nelle tasche dove le mani, d’accordo col buio, inventano un nuovo giorno e poi un altro e un altro ancora e poi un concerto e poi un altro e un altro ancora, con la voglia quasi fisica di mettersi in discussione, sera per sera, oltrepassando lestelle con lo sguardo, nella ricerca della verità
Gli amori e le canzoni che ispirano i momenti sono finestre. Ma non sono finestre aperte. Sono chiuse e con vetri sporchi e appannati sui quali il poeta disegna la sua solitudine e re-inventa il presente per riempire di contenuti un nome che è ma non è; e che non gli appartiene totalmente, perché è un nome fatto di ricordi e momenti condivisi che non sono solo suoi..
di un orgasmo espressivo fatto di voce e tastiere, di voce e chitarre , di voce e pulsioni ritmiche su cui adagiare il contatto tra canto libero e corpo in movimento, sposandone la parte più intima, quella che leggo nei vostri occhi ricchi di lacrime e voglia di vivere, capaci d’emozionare le stanze dei secoli raccogliendone il ventre materno, passando da un silenzio a un bacio con la caparbietà del sogno allungato.
Da qui all’orgasmo dell’esibizione in pubblico, ossia dalla disperazione delirante più totale interiore (per l’evidenza di ciò che non si riesce nemmeno a dire a sé stessi), il passo è breve: ecco giungere la liberatoria rimozione del problema e la sua sostituzione. Il delirio del pubblico viene a soccorrere il proprio. Ecco l'orgia musicale di strumenti, canti e corpi liberi in un teatrino denso di pubblico lacrimoso e ansioso di vivere, come in un sogno allungato, la vita-farsa del palcoscenico tra silenzi e baci stanze secolari e tutte le belle e buone e brave mamme del mondo. Ma la mamma non è sempre una mamma come la nostra; a volte può essere dico io una mammana, magari una magara (megera), una mammina, una mammona, una mammola, una mammella, una cappella, una fresella, una biella, una padella, una scodella, una manna, una mannaia, una topaia, una caldaia ecc. Una mamma a volte può essere di tutto tranne che una mamma comunemente intesa.
L’uscita di un nuovo disco è un abbraccio nuovo, un nuovo rapimento dei sensi, dove la passione si amplifica uguagliando l’infinito. sul palcoscenico, dove la sensualità diventa carattere,dove la musica è ingravidata da un riflusso continuo di emozioni e consensi, dove l’equilibrio partorito plana su di voi, amici carissimi, come un volo di fragili nebbie e antichi condottieri vogliosi di lacrime immense e immensi sorrisi, di rispettosi incanti e canzoni intense.
In questo piccolo passo la chiarificazione:un nuovo disco è una specie di medicina che anestetizza la sofferenza, l’incoerenza, la bruttezza, la sterilità, l’inazione sentimentale, il sonno delle passioni vere; il coma profondo del proprio essere fino alla morte interiore del poeta. Un campo di calcio in cui fare un concerto diventa un campo-santo per certi versi in cui c’è processione e precessione di equinozi, solstizi e soli-tudini. Il concerto esorcizza la morte perché la musica che s’insinua nell’anima va ad ingravidare se stessa come un protozoo che si autofeconda e che si rigenera da se stesso per partenogenesi; o dalle proprie ceneri come la fenice. Se poi il parto avviene da una di quelle mie citate mamme alternative...son cavoli amari..
Ma un disco dal vivo è un riordinare il dibattito intimo tra coerenza ed affetto, quello della gioia esordiente sulla sofferenza,quello della bellezza concupita dal cuore e portata in processione Per me, un disco dal vivo è il coraggio che prende forma e si amplifica in una espressione dove il suono non è più solo suono.
Il disco diventa una seduta sul lettino di uno psicoterapeuta o di uno p-sci-sicopompo che traghetti l’anima o la lasci sciare verso lidi più sereni, apra la finestra chiusa, ne ripulisca i vetri e porti l’anima a lanciarsi fiduciosa nella vertigine del nulla assoluto, come assoluta certezza del proprio esistere.
Il sound non è solo forza motrice ma l’insieme di tutti i vagoni che, muovendosi in uno spazio-tempo allargato, riesce a dare maggiore possibilità all’ambiente e alla sensibilità di ogni musicista, di poter organizzare un terreno più fertile su cui costruire il proprio linguaggio emozionale.
Il poeta distrutto, attraverso il sound si ri-ode e con esso ri-ode campane anche se stonate o assordanti ma sempre campane. Din Don i rintocchi dall’alto di architetture che non si è in grado di sostanziare e progettare. Il sound è un auto-bluff utile a ridimensionare l’esiguo spazio interno confinato dietro una finestra chiusa, in una stanza-amore di una casa chiusa sul mondo che alla fine soffoca e uccide il poeta.Vagoni che sono anti-ecologici per tutti.
E’ la visione di una bellezza organica, come nell’architettura organica di Frank Lloyd Wright, dove lo spazio interno si allarga e si prolunga nello spazio esterno, dando luogo a un nuovo concetto architettonico basato sul recupero del rapporto con la natura.
E’ piuttosto l’architettura che il poeta sogna per la sua anima imprigionata, quella di LLoyd Wright. Se l’amore è una finestra ed è chiusa, non può aver nulla a che fare con Lloyd Wright. Piuttosto è la sgabellazione estatica e acritica della propria impotenza a muoversi nella natura ossia nella semplicità, nella verità, nella bellezza; e perfino nella bellezza organica di una sacra merda di vacca nel Parco del Pollino.
In questo modo la canzone sposta il suo senso estetico maturando un make up istintivo, dove la rappresentazione prospettica vive il chiaro-scuro dei suoi angoli cercandoli e i colori naturali sanno impazzire di logica gioiosa da regalare alla luna.
Quando il poeta si avvicina alla soluzione del proprio nucleo affettivo emozionale, lo make-uppa; se ne distanzia ad una velocità panica. Comincia a contorcersi in un linguaggio criptico per distrarsi dall’angoscia, spiazzare il suo uditorio, ipnotizzarne i neuroni ormai sfatti nel tentativo di seguirlo ancora per un po’.
Un disco dal vivo è cementare un contatto tra palco e platea, un modo di ritoccare gli sguardi e coglierne il succo. Un modo per ricatturare il silenzio e gli acuti più arditi, inseguiti dagli assoli e i ricami delle chitarre più viscerali. Affidarsi alle ritmiche solide e complesse e poi lasciarsi trasportare nei voli più arditi delle tastiere. Sentire la band come rifugio fluido in cui raccontarsi e viversi per poter declinare la bellezza del vivere in cui la sensualità del palco diventa percorso già disegnato.
Il panico di volare alto nella verità interiore viene sublimato dal volo delle tastiere. L’ardimento non appartiene al poeta ma alle chitarre viscerali, viole, batterie, flauti di Pan e orchestre dei suoi accompagnatori musicali. Le urla d’angoscia che lo attanagliano però non riescono ad uscire ed è il pubblico a voler vedere uscire lui, che è l’incarnazione vivente dell’angoscia fatta poesia.
Un disco dal vivo come “ Gli amori son finestre “è anche una copertina, in grado di percepire tutto questo e farne uso prolungato e continuo nell’amministrazione delle ventotto canzoni, finestre esse stesse di altrettanti momenti, dove la conoscenza del mondo visibile diventa il mezzo per la conoscenza di una realtà soprasensibile, ordinata secondo regole logicamente coerenti, dove l’amore è il contrappeso degli angeli.
Il quadro è questo, la copertina di un’anima lacerata è questa: finestre chiuse, spazi ristretti e vetri sporchi o appannati su cui disegnare qualunque cosa col fiato e col dito. Un dito che non è puntato e non riesce ad essere puntato, per totale capacità acritica, dove dovrebbe: la consapevolezza di quale sia la tragica realtà soprasensibile e soprascritta del poeta. RELOAD, REWIND, Re-Wind,
Nel mio disco, allora, la copertina ha il dovere di diventare Flora, uno straordinario quadro di Francesco Melzi, in cui la delicatezza del viso sorridente, sprigiona e proietta, con fare quasi materno,il desiderio d’accogliere sul seno scoperto ogni sensibilità da allattare e nel gesto, uno strumento, forse una mandola, capace, attraverso il suono, di promuovere tutto l’amore del mondo, quello che conta davvero, mescolato all’orgoglio di una sensibilità femminile.
Ed ecco svelato l’arcano infine: un seno scoperto materno. Le mammelle son due di mamma Flora o di papà Fauno comunque vi allattavano due fratelli (gemelli e complementari) che, da siamesi che erano ritenuti dai loro estimatori, hanno subìto una crudele operazione chirurgica. Un chirurgo crudele si è inserito, con amore poetato materno, paterno, fraterno, a separare chi risuonava in sincronia e sintonia. L’amore che conta davvero è separato dall’orgoglio. Che non sia un vago riferimento inconscio, quest'amore che conta davvero, al vero poeta amorevole, suo alter ego e fratello Armando?

il grande poeta e compositore Armando Mango
La bellezza, diceva Oscar Wilde, ha il genio vincente. Io aggiungerei che la bellezza ha il genio vincente in chi sa riconoscerla, caricandone il cuore fino a farlo scoppiare.
Ma Oscar Wilde diceva anche un’altra cosa: “L’originalità che io intendo e che si richiede all’artista è nel trattamento, non nel soggetto. Solamente chi non ha immaginazione inventa. Ilvero artista lo si riconosce dall’uso che fa di ciò di cui si appropria, ed egli si appropria di tutto”.
Mango/Agnesina Pozzi